accedi   |   crea nuovo account

Ascensore del tempo

il grande edificio sembrava abbandonato, già dalla prima gradinata riuscivo a osservare tutta la città, tutta l'area industriale sottostante e l'autostrada che passava dietro.
Mi accucciai a metà della prima gradinata per accarezzare il tuo maglione, sentivo ancora il tuo profumo, cercando risposte che non ero in grado di darmi. Accarezzai anche un libro, aperto su una pagina a caso dalle mani del vento.
Salgo ancora, accarezzo il giradischi che regala spasmi di atroce beatitudine al mio cuore.. l'aria è fresca e i regalo i miei capelli al vento, al sole, all'aria aperta.
Intravedo una tua lettera, in un angolo di uno scalino, a fianco c'è un piccolo vaso con sei fiorellini ormai morti, l'acqua da qui non è mai passata.
Ma accartoccio la lettera, la butto giù, oltre la ringhiera, in balia del mondo. Tra un libro e l'altro, sparsi per i gradini, prendo in mano il tuo orsacchiotto, lo porto con me, che faccia compagnia al mio silenzio, poi lo abbandono, rotola, solo, nella sua immaginazione vedrà solamente il niente.
Lo sento! Sento il rumore del grande ascensore che si apre! In mezzo a tutte quelle rovine, e al ricordo di te, osservo la porta aprirsi e attendermi, con la sua maestosità di sempre, come quella di un tempo.. allora corro tra gli scalini bui, e arrivo sul ballatoio. Entro! L'ascensore con la sua felice luce bianca all'interno sa dove portarmi, volteggia nel nulla della sua intercapedine, a velocità senza senso, mentre io volteggio nella mia mente, nei miei sogni, ascolto il rumore del viaggio della mia anima e disseto di lacrime l'impeto del mio silenzio. Stop, si ferma. Esco.
Salgo un altro piano degli scalini dell'orrore, a piedi, ti vedo appoggiata alla ringhiera mentre osservi il nulla sottostante, tra la terra e il cielo, il nulla del mondo fatto di persone, cose, oggetti, animali.. ti accarezzo sulla schiena, con passione, ma non ti guardo, proseguo sugli scalini..
Ti rivedo seduta sugli scalini, con le braccia incrociate sulle gambe, sprovvista della verità della tua mente, sai già che non potrai comprendere.. il mondo si fa sempre più piccolo mentre proseguo verso l'alto, continuo a camminare tra le melodie musicali del mio cuore, e gli scalini, mentre ti do uno spintone con le mani sulla spalla sinistra.
Ma ti rivedo attaccata alla ringhiera, questa volta guardi verso di me, ma non comprendi.
Mi avvicino, tra te e le fiamme dell'inferno, ti aggredisco, palpandoti dolcemente con le mie mani, sfioro le tue labbra con le mie.. ma tu sei soltanto il ricordo di te, il ricordo di una persona che non è mai esistita.. io ti conoscevi, ma eri un'altra persona in realtà.
Ora non ho tempo, rivedo l'ascensore che si ferma e sono quasi al pianerottolo. Devo correre. Mentre penso "chissà, cosa siamo stati quando eravamo una cosa sola?" corro, non ho più tempo per te, devo salire sull'ascensore che mi sta aspettando, più bello di prima, luminoso e raggiante di quella luce bianca che da tempo non ricordavo, da anni, da prima, da quand'ero al piano di sotto.
Salgo! Ancora una volta!
Ma la verità cos'è? Comprensione? Amore? No. La verità sono io, la neve sulle fiamme brucia, io sento salire la mia anima verso di me, chissà l'ascensore se sale o scende, stringo me stesso nelle mie mani.
Ora l'ascensore scrolla contro il muro per colpa della sua velocità, il mio corpo e la mia pelle bruciano, mi accarezzo e sento la musicalità ancora più forte, mi travolgo in me stesso, mentre la luce che prima era bianchissima e forte, ora lampeggia in continuazione, sento il cuore che batte sempre più forte, sento ovunque la tua presenza, mentre l'ascensore arriva al termine del palazzo, si blocca, si apre!
Posso scappare fuori! Esco.
Osservo la fine della tempesta, osservo il mondo.
Vedo l'inizio della mia vita, ricordo di te, ricordo di qualcosa, di qualcuno.. forse potrei spiegare qualcosa, forse sarà un'altra puntata, sarà la puntata dell'immaginazione, la puntata della favoletta, la puntata forse di due vecchi impazziti che suonano fisarmoniche o di un genitore al quale non sorridono gli occhi, o forse la puntata delle mie bugie o delle tue.. o ancora la puntata dei capricci, delle illusioni, delle disillusioni.. per ora, questa è la puntata della vita.

 

0
4 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

4 commenti:


Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0