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Le figuracce retoriche

Il giorno che le parole
diranno basta!
saranno cazzi!





Era quasi arrivato all'angolo, stava per svoltare, che qualcosa sbucò all'improvviso e gli attraversò la strada come un razzo. Poco dopo schizzò fuori un'altra "cosa", tutta infolarmata. Sembrava lanciata all'inseguimento. L'uomo si guardò attorno. Scorse, dalla parte opposta della strada, un ragazzino dall'aria piuttosto sveglia. Gli si avvicinò e gli chiese se avesse visto la scena e si fosse fatto un'idea di...:
- certo che ho visto, non sono mica orbo... lei deve essere nuovo di qui... vero?... dovrà abituarsi. Eh sì, caro mio, credo proprio dovrà farci il callo... altrimenti le consiglio di cambiare aria. In ogni caso, se proprio ci tiene, l'accontento subito: si trattava di un poliptoto... inseguito da una sinestesia... direi anche piuttosto incazzata... di certo fuori di melone... probabilmente scappata da un frenocomio in fiamme.-

L'uomo rimase lì basito, mentre il ragazzotto se ne andava sghignazzando, tutto saltellante e con una repentina, inaspettata, spericolata piroetta, che per poco non lo mandò a stamparsi dritto contro il palo dell'orologio.
Dopo qualche secondo, riavutosi dallo shock, pensò:
- guarda te cosa doveva capitarmi. Essere minchionato da uno sbarbatello. E io che sono anche stato lì' ad ascoltarlo... spero proprio che sto posto non sia popolato da suonati o, peggio, da inguaribili burloni. I primi segni non depongono mica bene... mah! vatti a fidare dei giovani! -

Era arrivato direttamente da un gelido Paese del nord per definire alcune importanti commesse. Partito all'improvviso, non aveva avuto il tempo di raccogliere notizie. Cosa che era abituato a fare quando si recava all'estero. Come informarsi su usi, costumi, situazione politica, luoghi caratteristici da visitare... e roba del genere. In ogni caso: cosa c'era mai di strano in due che correvano per la strada? Quel ragazzino si era preso gioco di lui. Lo aveva guardato in faccia e, visto l'aspetto forestiero, non si era lasciato scappare l'occasione di menarlo per il naso per benino. Una sorta di supercazzola. Pensando non conoscesse bene la lingua. E lui?... lui c'era cascato come un allocco.
- Poliptoto... sinestesia... guarda te, non c'è più rispetto! Le studiano tutte!- La cosa gli bruciava un po'. L'italiano lo conosceva bene e aveva afferrato ogni parola. Lettera per lettera. Anche per questo tutto gli sembrava così strano. Per non dire assurdo.
Ripensandoci, quelle due figure che gli erano sfrecciate davanti a rotta di collo, più che due persone, gli erano parse... masse in movimento. Sì, inquietanti volumi : esasperato mix tridimensionale del Boccioni più spericolato e del Bacon più tormentato. Mostruose, macabre forme tutt'altro che antropomorfe. Cupamente indecifrabili. Altrimenti non gli sarebbe di certo venuto in mente di chiedere.

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1 commenti:

  • Anonimo il 20/09/2012 17:50
    Il monito dell'incipit è già tutto un programma... quelle parole messe in modo tale da essere arma e strumento in mano a chi detiene il "potere" danno vita a questo narrare gradevolissimo. Le parole per te non hanno segreti di nessun genere e mi ricordi Bergonzoni. Nei suoi spettacoli teatrali è solo lui e le sue parole, termini nudi e nomi da cui nascono intrecci e storie spesso surreali, gradevolissime che volano via ininterrottamente. Ha come te la MAGIA della parola, regina del pensiero. Ogni volta che ti leggo mi domando: " ma che cosa ci sto a fare io qui?!". Poi sorrido e dico a me stessa che vengo a leggere te... ed altri e che il mio scrivere viene come ultima cosa. Nessun commento... spaventi la normalità del lettore... io sono "anomala" e mi azzardo a commentarti. Ripeto: leggerti è un piacere.

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