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Una finestra nel tempo

<<Girare a destra>>, ma che cavolo dice;la strada un poco la conosco e sono sicuro che devo proseguire dritto.<<Girare a destra>> insiste!
La prossima volta farò di testa mia, seguirò il mio istinto, non darò retta a quella stupida mappa elettronica che indica la strada da prendere. Ma quel giorno, non so perchè , decisi di ascoltarlo.
<<Girare a destra>>, premo il pedale della frizione e il motore si riaccende, inserisco la marcia e giro a destra.
La strada, all'inizio ampia e solare, piano piano diventa stretta e tortuosa, una curva poi un altra, gli alberi diventano sempre più invadenti, sono sicuro che mi stò perdendo e neanche riesco ad invertire il senso di marcia, la stradina ora è
incuneata fra grossi massi di pietra, proseguo, da qualche parte dovrà pure condurre la strada. Il bel Navigatore che poco fa era prodigo di consigli ora tace come se intuisse a cosa andavo in contro.
La strada, ormai solo una striscia ti terra sassosa, termina in un piccolo spiazzo erboso, spengo il motore e scendo. Tutto attorno un fitto bosco, buio e cupo, mi circonda, ora cosa faccio? Telefonare a qualcuno? Per dire cosa? Che mi sono perso? che non riesco a fare manovra per tornare indietro? No! Chefiguraccia, non
telefono a nessuno; e mentre penso a una soluzione, mi accorgo di essere piombato in un silenzio totale, nessun rumore mi raggiunge, ne un cinguettio, ne un fruscio di foglie, nulla. Come se la natura improvvisamente si fosse pietrificata.
Rimango in ascolto ma sento solo i tocchi del motore che si sta raffreddando e ilbattito del mio cuore.
Poi, tra il fitto degli alberi, vedo una luce avanzare, ma non
è una luce che uno si aspetta di vedere, magari generata da una torcia elettrica ma piuttosto sembra un bagliore creato da una fiamma e d'improvviso dalla selva di rami esce, con un balzo, una figura che mai mi sarei aspettato di vedere.
Seduto su un irrequieto cavallo, quella figura misteriosa, mi vede, rimango sbalordito, è vestito in modo strano con un ampio mantello scuro, dei pantaloni molto stretti quasi fosse una calzamaglia e ai piedi dei calzari che sembrano di
stoffa, una cintura le cinge i fianchi e appesa ad essa noto un fodero dal quale esce una luccicante impugnatura di spada.
Sono sorpreso da quella vista troppo reale e vera per essere finta, e soprattutto noto che il volto è di una donna.
Ella sposta il mantello e con rapidità afferra la
spada e la alza, come se volesse che la vedessi bene. Avanza di qualche metro verso di me, irrequieta e nervosa come fosse lei ad avere visto qualcosa di imprevisto.
Il cavallo sembra impaurito quanto lei, non avanza ma si alza sulle zampe posteriori rischiando di farla cadere. Con fatica mantiene le redini della bestia.
Come velocemente è apparsa, cosi velocemente tira le redini e scompare nell'ombra del bosco.
Passarono minuti, lo spiazzo erboso ora non mi sembra cosi' piccolo e anchela natura ritorna a farsi sentire, nel cielo il rompo di un aereo.
Salgo in macchina e velocemente faccio manovra per tornare indietro.
Non so chi fosse, ne che cosa volesse quella strana apparizione ma sono sicuro che la prossima volta che quel coso mi dice di <<Girare a destra>>, non lo farò
ma seguirò il mio istinto.

 

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 15/06/2013 08:31
    ... scritto molto bene,
    lineare
    i miei complimenti..

2 commenti:

  • Bruno Briasco il 23/04/2011 18:50
    Ha ragione Elisa... occasione perduta. Ma se è scritto si ripeterà... nel cuore. Adoro i racconti/lampo e il tuo mi èpiaciuto particolarnente. È la prima volta che ti leggo ma non mancherò di seguitare a farlo. Un abbraccio e buona Pasqua anche a te e famiglia.
  • ELISA DURANTE il 21/04/2011 17:01
    Invece non ti aveva mal consigliato. Solo che la sorpresa ha impedito la comunicazione tra... due mondi...
    Piaciuto!

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