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Il vecchio treno della notte

l'ombra segue la luce, e rimane attaccata alle cose e insediata tra esse. Senza la luce non esiste l'ombra, anche se essa viene considerata in modo antitetico alla luce, come assenza e negazione di quest'ultima.
Cento e mille aquiloni probabilmente volteggiavano in un tardo pomeriggio, nel cielo, e forse la tangibilità della realtà può essere contrapposta alla probabilità del volo degli aquiloni che, ad ora, rimane una supposizione incerta.
Cosa cercheranno mai gli occhi in mezzo al buio, un buio acceso soltanto da riflessi di vecchi lampioni sulle antiche rotaie? Forse la risata di un bambino, i colori di un arcobaleno, i ricordi di un'infanzia fomentati da un profumo di pane tra grembiuli di massaie e antiche madie ferme tra tinelli, salottini e dispense? Forse.
Ciò che è ricordo, è distruzione di una realtà esistente e dominante.
La vecchia stazione esisteva ancora, l'antico orologio sulla facciata segnava le sei e trentasette minuti da sempre, il tempo si era fermato, e angoscianti uccelli neri volteggiavano bassi, tra le rotaie e il cielo, dove nessuno notava la loro esistenza.
Agli occhi questo non bastava. Essi cercavano altro. Ma non cercavano un Dio che forse esiste, nè un diavolo ad esso contrapposto.
Solamente dove non esiste più il sogno, tra il silenzio e la voce di un'anima ormai devastata dalla consapevolezza che la raltà è sinonimo di un'astrattezza profumata di rose avvelenate mai nate, tra la musica di un pianoforte dismesso da anni... tra il cielo e il vento, in una dimensione senza senso, senza parole, senza mare e vita.. apparve il vecchio treno della notte, che con una velocità ineguagliabile si fermò e aprì la prima porta davanti.
Il vecchio treno della notte, fatto di vagoni proprio come la mente umana, non poteva fermarsi molto tempo: avrebbe dovuto riprendere velocità molto presto, verso il nulla della propria coscienza.. permetteva di salire, per poter sentire solo il rumore delle rotaie sopra alle quali avrebbe volato; permetteva di viaggiare per l'eternità nel nulla, oppure di fermarsi alla stazione successiva, o magari a quella dopo ancora.. tutto dipendeva semplicemente dal tempo che ci si voleva impiegare a conoscere se stessi. Probabilmente sul vecchio treno della notte non ci sarebbe stato nessuno, o forse ci sarebbe stata una coppia di vecchi amanti, o forse un libro di cent'anni prima o ancora un vecchio calendario.. o magari un'antica culla vuota, con l'annesso senso di dolore e di spregiudicatezza.
Al vecchio treno della notte non importavano le tristi verità, le squallide bugie, la levigatezza del tempo o l'amore monotono seguito da un pianto devastante, che stava a indicare l'assenza di un mistero e di un'intimità un tempo nuova e forte, radicata.
Sul vecchio treno della notte ci sarebbe stato buio, un buio totale necessario ad un'eterna meditazione; oppure una luce accecante data dalla febbre di conquista di qualcosa di nuovo, tutto concentrato nell'enfasi iniziale.
Probabilmente non ci sarebbe stato il controllore, nè il biglietto da pagare.. il viaggio sarebbe stato pagato da un tormento finale, da una dissidia iniziale tra l'anima e il cuore della terra, distrutto da un semplice programma di vita, quel programma che aiuta nella propria missione, che regala sicurezze, che regala quello che ogni persona crede di essere in grado di costruire semplicemente usando il cervello.
Il vecchio treno della notte poteva ucciderti o salvarti definitivamente.. sia in un caso che nell'altro, l'avrebbe fatto per l'eternità.
Ripartì velocemente, e forse un giorno o l'altro sarebbe tornato, oppure no. La stazione e le rotaie ci sarebbero sempre state; e anche una volta fossero state eliminate, egli sarebbe tornato, forse, viaggiando dove esiste solo il nulla, tra la terra e il cielo, nel vento.. sarebbe tornato a prenderti, senza un orario prestabilito, solamente quando tu saresti stato pronto a salire, per regalarti un lungo viaggio.
Un viaggio asettico, privo di tolleranza umana, ma talmente eterno e libero, che solamente di notte sarebbe riuscito a esistere; tra un'anima letale e un pensiero insidioso, veloce, buio e silenzioso, totalmente fuori da ogni capacità e consapevolezza.

 

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