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Salotto

Nel salotto l'aria era un poco opaca. Le due donne, splendidamente vestite per quell'immobilità densa di chiacchiere, stavano buttate su due divani attigui troppo grandi per ognuna di loro. Alle pareti i vari Monet, Picasso, De cChirico guardavano forse senza approvare ciò che erano costretti a sentire.
"Guarda, l'ho trovato neanche un mese fa. Per puro caso. Me ne sono innamorata subito. Ha già quindici anni, ma è così tenero! Gioca ancora, è affettuoso, devi vedere che feste che mi fa!"
La padrona di casa è rapita, mentre l'ìnterlocutrice tiene sospesa la tazza di porcellana con thè e latte e l'ascolta, ben impresso un sorrisetto chic sul labbro.
"Non ha problemi di salute, è tutto a posto. Una fortuna, una vera fortuna è stata! L'ho preso con due soldi, ma fosse costato trecentovolte tanto l'avrei comprato uguale. Mi sono accorta subito quanto valesse. I fratelli no, erano gracilini, sai com'è la madre ne ha partoriti sette, e solo uno, il mio aveva la tempra, il carattere giusto..."
"Ti capisco, ti capisco" l'amica annuisce grave. Nella sua testa chissà quali ricordi oscuri.
"Ovviamente l'ho fatto comunque vedere per scrupolo, giusto che non avesse niente. Qualche parassita, ma per il resto apposto! E come si è ambientato! Appena entrato, si è squadrato attorno, ha girovagato un po' e poi si è scelto il suo angolino preferito. All'inizio era tutto mogio, silenzioso (io penso che gli amncasse la amdre, non so). Ma adesso andiamo d'accordo che è una meraviglia. L'ho educato pian piano. Il mangiare era preparato solo per lui. Dormiva da solo. Poi pian piano l'ho fatto venire in camera con me. Piccole resistenze, ma alla fine si è abituato. Ormai siamo inseparabili. E devi vedere a letto, a letto che cos'è. Un talento innato! Mi son fatta un regalone per i miei sessantanni diciamo così!"
"E quando me lo fai vedere? Dai, son curiosa!"
"Adesso non posso, sta giocando con i suoi videogiochi. Non vuole essere disturbato. Ma tra poco, che scende per la meranda, potrai ammirarlo quanto vuoi!".
Entrambe portarono alla bocca contemporaneamente la tazza di thè, con un luccichio forte negli occhi.

 

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5 commenti:

  • marco il 05/11/2011 15:07
    cinico e tagliente, bel racconto!
  • Anonimo il 22/07/2009 21:07
    Scontato come le tasse.
  • Fabrizio Carollo il 04/07/2009 16:18
    Cinico e tristemente reale. Piaciuto.
  • Lampidibuio il 17/02/2007 10:43
    positivo!
  • Ariberto Terragni il 17/11/2006 19:12
    Apologo lucido e cattivo, più che un racconto horror mi sembra una feroce critica ad un certo tipo di società, ma il risultato è ad ogni modo d'effetto.

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