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L' equatore

"L'equatore è il parallelo più grande, una linea immaginaria che divide la Terra in due emisferi, quello settentrionale, chiamato boreale, e quello meridionale, detto australe" La maestra aveva disegnato sulla lavagna un rudimentale globo terrestre e, con il gesso rosso, aveva tracciato la linea dell'equatore. Si voltò verso i bambini seduti ai loro banchi e chiese: "È chiaro, Martina? Nessuno ha domande da fare?" Si era rivolta a Martina perché proprio lei le aveva chiesto che cosa fosse l'equatore.
Alla domanda della maestra gli altri bambini non risposero. Martina chiese: " Nella sua metà la Terra è attraversata da un solco rosso?" la maestra sospirò: " Ma se ti ho detto che è una linea immaginaria! Paralleli e meridiani, linee longitudinali, li hanno immaginati gli astrofisici perché si possa individuare esattamente un luogo situato sulla terra e, per così dire, per misurare lo scorrere del tempo sul nostro Pianeta" "Ho capito, - disse Martina - adesso ho capito". Ma la sua mente, dotata di una ricca fantasia e di una intelligenza, come dicono gli psicologi, divergente, stava prendendo una direzione particolare. Immaginava di correre con la sua bicicletta sulla linea dell'equatore e pensava: " Chissà quanti anni mi ci vorranno per fare il giro della Terra sulla linea dell'equatore, in bicicletta! Quando avrò finito il giro sarò vecchia. Ma la Terra è grandissima. Forse morirò prima di finire il giro. Lasciò a malincuore questo pensiero. " Sarebbe stato bello filare in bicicletta sulla linea dell'equatore. Sarà pure immaginaria, ma dove l'hanno tracciata ci sono posti reali e chissà come sono belli! E poi troverei fiumi, laghi, il mare. No. troppo complicato. Non posso passare la vita in un viaggio del quale non è sicuro il ritorno!" La sua mente prese un'altra direzione. "Ci vorrebbe un'enorme sega per dividere il mondo in due. Oh, mio Dio! La gente che fine farebbe?" Si spaventò ma si rasserenò subito. " Beh, penso che continuerebbe a vivere tranquillamente, una parte nell'emisfero boreale e l'altra parte nell'emisfero australe" La mente di Martina vagava, vagava. "Che ci sarà dentro la Terra? La lava!!!! " Dovette fare uno sforzo per non gridare la parola che le era venuta in mente pensando ai vulcani. " Ma, una volta uscita la lava che, immagino si disperderebbe nell'universo senza fare del male a nessuno, resterebbero due enormi gusci vuoti. Due grandi, enormi coppe, come quelle dei gelati. Gelati!!! Che bello se le due enormi coppe si riempissero di gelato!" Il volto di Martina era assorto, con una strana espressione di fissa meraviglia, come se la bambina fosse in ipnosi. La maestra la guardava, preoccupata. Sapeva che alcuni bambini sono colpiti da una strana forma di epilessia che si manifesta senza convulsioni ma con brevi stati d'incoscienza.
"Martina! " - chiamò. La bambina non rispose. Stava immaginando di immergere un enorme cucchiaio una volta in una coppa e una volta nell'altra. La maestra sempre più preoccupata, quasi gridò: Martina! Martina! Cosa c'è?" "In una coppa crema, nell'altra cioccolata." - rispose Martina.

 

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3 commenti:

  • Rosa Maria Marongiu il 07/05/2013 15:42
    Per fortuna c'è ancora la fantasia, quella dei bambini e quella di persone come te che la conservano dall'infanzia. Guai se non ci fosse!
  • Franca Maria Bagnoli il 07/06/2007 18:35
    Grazie, Antonio. Ciao. Franca.
  • Antonio Pani il 07/06/2007 15:10
    Complimenti, un racconto coinvolgente e simpatico, da sorriso! Brava, a rileggersi, ciao.

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