PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

L'uomo in cerca di emozioni

Quando mi recai in ufficio c'era un viavai di gente e nella sala d'attesa si erano formati dei gruppetti intenti a leggere un giornale. Non vi diedi molta importanza lo facevano alle volte. Era il 19 marzo quindi in ufficio avevano comprato le zeppole di San Giuseppe. Ne presi una e mi riempii un bicchiere di coca cola. Quando ad un certo punto mi sentii chiamare.
- Ehi Alberto pensi sempre a mangiare, hai letto il giornale? - Era Salvatore un mio collega.
- No - risposi - non l'ho letto perché cosa è successo?
- Vieni a vedere. - Avevo finito di mangiare la pasta, mi pulii le mani con un tovagliolo di carta e andai a vedere di cosa si trattava. Quando vidi il giornale sulle prime non capii cosa era successo. Poi vidi la foto e lessi il nome. Era una foto segnaletica non potevo crederci era il direttore del personale.
Lessi l'articolo e il mio volto si fece sempre più serio quando ebbi finito rimasi senza parole. Gli altri colleghi mi guardavano aspettandosi qualche commento. Ma io non sapevo cosa dire li guardai e dissi a bassa voce:
- Non so che dire sono rimasto senza parole.
- Anche noi. - disse Salvatore. - La cosa finì li, mi recai nel mio ufficio ed iniziai a lavorare, ma qualsiasi cosa facessi il mio pensiero andava sempre a quello che avevo letto sul giornale. Vincenzo il direttore del personale era un ladro, non ci potevo credere è come se mi avessero detto che gli animali parlano, cioè proprio un'assurdità. Un uomo di cui avevo avuto sempre una grande stima che consideravo una persona perbene e seria entra nei negozi e ruba borsette e occhiali, è impossibile.
Era stato segnalato da alcuni negozianti alla polizia che lo seguiva già da 5 mesi. È quando stava per fare l'ennesima rapina lo avevano preso mentre si allontanava con calma e sangue freddo sul suo scooter. Cose da non crederci un uomo che aveva due personalità, due vite parallele quella di persona perbene che conduceva una vita onesta e quella di ladro e nessuno mai aveva sospettato di niente. Con Vincenzo avevo avuto solo un rapporto di lavoro non lo conoscevo bene ma tra di noi c'era un po' di simpatia e ci stimavamo per la serietà in cui facevamo il nostro lavoro.
Decisi di andarlo a trovare a casa perché essendo incensurato doveva stare in arresto domiciliare in attesa del processo. Volevo capire perché un uomo intelligente con un buon posto di lavoro, ben remunerato, sposato e con figli avesse fatto una pazzia del genere, rovinando così la propria esistenza e quella della sua famiglia.
Lo telefonai e gli dissi se potevo andarlo a trovare, lui disse di si anzi che era felicissimo di vedermi. Appena mi vide mi venne incontro e mi abbracciò, poi mi disse:
- Mi fa piacere che sei venuto a trovarmi, vuoi bere qualcosa? - Gli dissi di no. - Scommetto che vorresti sapere perché l'ho fatto, per te sarà stata una vera e propria pazzia questa mia diciamo così, duplice esistenza: ladro e persona retta. Molti avranno detto che avevano già sospettato qualcosa perché in ufficio quando stavo io sparivano le cose, altri invece avranno pensato che sono pazzo o cleptomane. Devo dirti la verità di questa gente non me ne frega proprio di quello che pensa, solo a te che ti ho sempre giudicato bene voglio dirti perché l'ho fatto.

12

0
0 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

0 commenti:


Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0