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Steven and Emely

Steven, da quando aveva quel nuovo posto di lavoro in città, la vedeva quasi tutte le mattine. Il treno, del quale lui avrebbe fatto volentieri a meno, era l'unico mezzo di trasporto per raggiungere la metropoli, spesso era in ritardo, non trovava mai posto per sedersi, era sempre affollato e quell'ammasso di persone lo metteva a disagio, a volte scambiava controvoglia due parole con chi gli era accanto ma quasi sempre restava nel suo mondo, ascoltanto musica con le cuffiette.
L'unica cosa positiva era la vista quotidiana di quella ragazza, capelli neri lisci non troppo lunghi, occhi castani, un bel sorriso, decisamente carina.
Emely, questo è il suo nome, saliva diverse fermate prima e occupava quasi sempre lo stesso posto, con le stesse persone che ormai erano diventate quasi amiche. Lei lo ignorava, come del resto faceva con quasi tutta la gente presente nel vagone, ma quella mattina i loro sguardi si incrociarono per un breve istante, sufficiente per attirare l'attenzione. Steven distoglie la vista ma ha la netta sensazione che lei lo stia ancora fissando. La mattina seguente lo scambio di sguardi era accompagnato da un sincero sorriso e più avanti anche da qualche saluto cordiale, ormai aveva capito che era il momento di vincere la timidezza e di fare il primo passo.
Fù cosi che un tardo pomeriggio uscirono insieme per conoscersi meglio, poi lei gli chiese se era su Facebook perchè aveva voglia di ritrovarlo e lui di fronte a questa richiesta rimase un poco perplesso.
Era un po' di tempo che Steven cercava di uscire da quella spirale virtuale che è FB, dove le frasi e le fotografie sono sempre più belle che nella realtà, dove aveva conosciuto e poi frequentato alcune ragazze, anche per mesi, storie che poi finivano e che gli lasciavano un grande vuoto dentro, come di un qualcosa di non risolto. In quel mondo virtuale cercava di non farsi coinvolgere emotivamente, ma non ci riusciva e per questo aveva deciso di staccare la spina e ora Emely lo voleva riportare dentro.
Steven avrebbe preferito una storia reale, fatta di sguardi, di parole dette, di gesti autentici, ma anche di silenzi e di giornate passate senza per forza sapere tutto quello che fa l'altro.
Quindi prese coraggio e disse a Emely che se voleva rivederlo, lui era disponibile, bastava che glielo chiedesse la mattina sul treno o magari con una telefonata, ora era Emely ad essere perplessa
<<ma come?>> pensava<<mi nega una cosa che centoaltri vorrebbero>>.
Emely amava la rete, le piaceva stare davanti al suo pc, poteva conoscere e discutere con persone lontane, dietro quel filtro virtuale spariva la sua timidezza, la sua insicurezza, e poi in fondo era più facile.
Quando rientrò a casa, Emely pensò a quello che le aveva detto Steven e cercò di capire come si dovesse comportare con lui, si fece una bella doccia calda, ma quella sera, per la prima volta, non accese il suo Mac.

 

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7 commenti:

  • Anonimo il 06/06/2013 00:24
    succede che un semplice incontro, una parola detta da un amico o il desiderio di compiacere possano far riconsiderare le abitudini quotidiane, anche la pc mania.
  • Marcello Insinna il 21/11/2011 10:36
    E fose iniziò... una vera storia! Bravo.
  • Marika Rig il 09/06/2011 02:14
    Io ammetto che al posto di Emely lo avrei mandato a cagare senza neanche guardarlo, non d'ho il numero di telefono a persone sconosciute incontrate in treno, specialmente se me lo chiedono sfacciatamente rifiutando il mio invito ad avvicinarci un po' prima di una conoscenza più approfondita... E non credo neanche che internet sia il male di tutti i tempi, ma che aiuti alle volte... Con questo però non voglio dire che bisogna vivere davanti un pc... Comunque mi piace com'è scritto ^_^
  • soffice neve il 04/04/2011 15:30
    non metto in dubbio la sincerità ma spesso ci si crea una quotidianità tranquilla dietro il pc e si ha poca voglia di affrontare... la vita!!!
  • Massimo Bianco il 03/04/2011 21:14
    Un buon racconto, hai ben centrato un problema moderno, la paura di affrontare il prossimo: a distanza tutto è molto più facile e chissà con quale sincerità, poca, temo.
  • Anonimo il 03/04/2011 20:18
    Molto bello... mi è piaciuto. C'è del contenuto in questo brano e l'hai trasmesso bene, con scrittura fluida e con una sintesi che ti invidio... ciaociao
  • laura marchetti il 31/03/2011 21:10
    hai trasmesso dei messaggi di vita... cercare di avere più fiducia in se stessi e recuperare i rapporti umani, oramai standardizzati dietro schermi che ci trasmettono quella forza che ci manca...è la realtà vera e non virtuale quella da vivere... anche se la virtuale può offrire altre opportunità... bello il tuo racconto!!

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