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Il tempo non finisce

E il suo dolore si infranse come il cristallo di un vaso.
Coriandoli di paure e pensieri brillavano alla luce di quel tramonto rossastro, riflessi marini che si suicidavano nel passato di un deserto.
Il suo pensiero prese forma, una frase uscì dalle sue labbra carnose e screpolate, il vento spolverò quell'idea facendola brillare sotto il sole di settembre.
L'arcobaleno era stato bruciato.
Il destino sigillato in una teca senza speranza, gridava bestemmie putride alla vita.

E la cosa che odiava più di ogni altra al mondo era se stessa.

E la cosa che amava più di ogni altra era l'idea della sua morte e il rumore elettronico di quell'ospedale che la strappava alla terra e ai vermi.

 

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 06/05/2012 16:29
    ... considerazione
    pienamente
    condivisibili,
    ottima anche
    la stesura,
    complimenti.

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