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Luca in vasca

Luca fissava quelle lapidi bianche, dove i nomi si rincorrevano inseguiti dai simboli dei loro Paesi. Croci e stelle decoravano le morti scolpite in giovane età, senza portare alle madri fazzoletti bianchi per raccogliere il loro dolore.
Ognuno si affida premuroso alle braccia del suo Dio, ognuno bacia con labbra focose le preghiere che fin lì aveva ignorato e cerca nell'ipocrisia la remissione dei propri peccati.
Ma Luca no.
Non crede in quegli dei che stanno lasciano il mondo alla sua distruzione.
Non crede che sia possibile che qualcuno abbia lasciato la sua Elisa morire in quel modo, fra quei dolori inguardabili, divorandole a piccoli morsi l'anima e lasciando che il corpo non le appartenesse più.
Gli avevano parlato di una vita oltre la morte, ma lui non ci credeva ancora.
Si avvicinò alla vasca con i pesci rossi e le ninfee posizionata al centro del cimitero.
Non era molto profonda, ma sarebbe stato sufficiente.

Voleva avere la certezza dell'altra vita.

 

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Giulia il 08/12/2014 10:45
    È davvero molto bella, amo le storie con un finale aperto e chiuso nel contempo, penso che tu abbia centrato appieno i concetti.
    Bella bella

2 commenti:

  • Anonimo il 05/04/2011 14:50
    Anch'io come Francesca trovo molto bello questo brano ed avrei omeso l'ultima frase anche perchè non risulta chiarissima. Infatti prima dici che l'acqua sarebbe stata sufficiente ed invece poi dici che Luca voleva avere la certezza che ci fosse un'altra vita... vabbè, però anche per me sono osservazioni soggettive. ciaociao
  • Francesca Cantusci il 05/04/2011 14:21
    Bellissima! Io personalmente avrei omesso l'ultima frase, per lasciare al lettore le sue conclusioni. Ma è il mio stupido parere. Ho letto le tue ultime e il "Il funerale della luna" da 5 stelle con lode. Uno stile inconfondibile. Spero di avere presto il tempo di poter leggere gli altri tuoi racconti.