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La morte svelata

Funziona solo con gli esseri umani ma sono sicuro che per i cani o per le allodole basta cambiare qualcosa, qualche piccolo particolare.

La matematica è sempre stata la mia passione, i numeri sono per me come i colori per gli altri, un universo affollato fatto di teorie, lemmi, dimostrazioni, scoperte.
Alla base di scienze affascinanti come fisica, chimica, meccanica, astronomia, c'è sempre e comunque la matematica, i numeri; la natura obbedisce ai numeri come una cortigiana devota.
Nei secoli scorsi i pensatori dell'epoca parlavano di proporzione divina, un rapporto numerico fisso che poteva riscontrarsi ovunque in natura, dalle conchiglie all'uomo, dalle foglie agli elefanti: persino Leonardo conosceva il numero Phi, la proporzione divina; i più grandi artisti crearono i loro capolavori rispettando quel numero magico.

I miei padri spirituali sono sempre stati Euclide, Newton, Pitagora, Lobacevskij; quest'ultimo sviluppò nel suo paese di origine una geometria innovativa chiamata "non euclidea" perchè superava il limite invalicabile del quinto postulato di Euclide.

Quel mese ero immerso nella preparazione di un esame di analisi matematica e un giorno mi capitò di andare a visitare mio padre al camposanto. Continuavo a ripetere mentalmente teoremi, serie numeriche e concetti di topologia quando all'improvviso osservando gli epitaffi e le date mi accorsi: inizialmente credevo fosse una coincidenza e provai cinque, dieci, venti volte
ma il risultato non cambiava. Credo che in quel momento il mio viso esprimesse terrore inizialmente, poi incredulità come quando si vede un fantasma.
Non avevo fatto altro che ripassare mentalmente una dimostrazione
euclidea partendo dalle date di nascita e il risultato era sempre lo stesso: la data di morte.

Continuai a provare, dopo rientrato a casa consultai la mia enciclopedia controllando le date di Chaplin, di Marylin Monroe, di Emily Dickinson, di Mussolini ma purtroppo il risultato era sempre lo stesso. Feci l'operazione con la mia data di nascita e constatai che sarei morto a 98 anni.

Cosa dovevo farne di questa terribile informazione? Come avrebbe reagito il mondo messo dinanzi alla sua data di morte? Mi avrebbero odiato, come sarebbe cambiata l'umanità?
Tanti dubbi e paure mi affollarono la mente, per anni ho tenuto il segreto e per questo mi ritengo una specie di alieno, se penso che una pura combinazione di eventi mi ha svelato quest'incubo dal quale non uscirò mai, mi chiedo quali altri segreti nasconda l'esercito silenzioso dei numeri.

(Naturalmente questa è solo un'opera di fantasia...)

 

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6 commenti:

  • Anonimo il 01/12/2013 15:18
    Caro Vincenzo, alla fine 98 anni non sono pochi, devi essere grato alla matematica! Anch'io mi sono innamorato in tarda età dei misteri matematici, soprattutto applicati alla scienza. Due i libri che mi hanno attratto in particolare: "Entanglement" di Amir Aczel e "La scienza e il mondo moderno" di A. N. Whitehead.
  • Anonimo il 07/04/2011 13:26
    Dalla sezione aurea, alla successione di Fibonacci ad una grande idea, originalissima, per un bel racconto... bravo, anche per quella sinteticità che io non ho... ciaociao
  • Fistiko icolasen il 07/04/2011 08:20
    fantastica come idea... e poi... chissà se veramente il destino ci riserva una morte su appuntamento? bravo veramente
  • rosanna erre il 06/04/2011 17:14
    anche a me sembra l'inizio di un romanzo thriller
    bello
    pensaci Vi
  • Anonimo il 06/04/2011 16:29
    Bella, veramente bella e coinvolgente. Io non amo la matematica, ma invidio chi la conosce. Il tuo racconto sembra l'inizio di un giallo, un giallo universle.
  • ELISA DURANTE il 06/04/2011 13:21
    Decisamente affascinante. Originalissimo. Piaciutissimo.

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