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Antica-mente5

Mio padre, pur avendo amato molto mia madre, non aveva mai voluto legarsi a lei, non aveva mai rinunciato a se stesso, a ciò in cui aveva creduto prima della mia nascita e, pur avendomi desiderata e amata, aveva ripreso la sua vita. Il lontano Burundi, il Ruanda, la Costa d'Avorio e altri paesi ancora... quanta gente conosceva Guido, mio padre, meglio di me, A chi diceva Buongiorno la mattina, appena sveglio? Non alla mamma, non a me! A chi stringeva la mano? Chi mangiava, chi passeggiava, discuteva, litigava, sorrideva con lui? Noi vedevamo i progetti dei suoi ponti, sapevamo dove sarebbero stati costruiti, quali stati avrebbe unito, quanti operai avrebbero lavorato, quanta foresta avrebbe sacrificato per quella realizzazione. Quella era la sua vita, era la sua eternità! Noi eravamo l'abbandono... mi perseguitò tutta la vita, questa parola!... e intanto lui invecchiava...

 

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4 commenti:

  • Anonimo il 26/04/2011 23:41
    sempre più dentro alla storia, sento la sofferenza della bambina che crescendo, amplifica non solo il suo, ma sente anche su di se, il dolore Materno, sente l'abbandono e la solitudine, la voglia di urlare un nome Papà, cosi vederlo insieme alla Mamma, sempre più silenziosa... dai su quando scrivi ancora???
  • alberto p il 07/04/2011 22:40
    ecco comincio a capire... sempre bello il racconto, complimenti
  • Anonimo il 06/04/2011 19:52
    ... e prima o poi il conto da pagare arriva per tutti!
  • Auro Lezzi il 06/04/2011 19:31
    Troppi interrogativi per il tuo cuore... Spero in un grande rimorso... Suo ovviamente.. Di quelli tardivi, ma che lacverano l'anima.

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