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Confessioni al crepuscolo dell'omega

Ancora il vento profuma di aromi silvestri il mio viso vinto dal tempo, eppure le gambe non si arrendono al loro destino di quiete silente. Chissà, che sia proprio questo l'ultimo crepuscolo della sera, a curarsi di un vecchio esiliato da se stesso... al contempo pavido, per un fluire che seppure ormai al suo anatema, appare incessante nella sua immobile marcia. Quanto ancora potrà sobbarcarsi, un anima che si compie nella sua fine... nemmeno io stesso, pur congenito di quelle stelle lontane che intravedo tremolanti, in questo venire di azzurro profondo, riesco a discernere. Un boia crudele mi appare questa eternità prigioniera nel soffio della vita, quando l'allontanarsi della fine, attanaglia il principo. Ecco che nulla si compie se non raggiunge l'omega. Non c'è più fuoco che scuote la mia anima, in me che orgoglioso, seppi esplicare l'incedere dei miei ardori. Così che una stella snaturata non appare più eterea e celeste nell'anima, egualmente uno spirito appassionato, si spegne nell'esternazione delle sue grida. Disse un tempo uno spirito errabondo: "Sai, tu che agogni l'eternità del tuo cammino, cosa brucia le mie carni ormai avvizzite, schiaccia il mio cuore ed acceca la mia mente? nel paradosso, io eterno rincorrerò per sempre l'esistenza, perchè rifiutato dalla morte, non potrò mai compiere me stesso. Ha senso a tuo dire l'opera a cui gli uni si adopereranno per sempre? non ha senso iniziare qualcosa che non si può compiere. Saranno vani d'altronde i miei avvertimenti: non arresterai la tua strada, e cieco troverai ciò che brami...".
La sua figura ora, appare così vicina alla mia... a me che come costui, trovai l'incedere che mai può trovare riposo. Così esiliato, ascolto consumare le mie carni dal gelo che dimora ormai, laddove un tempo v'era l'impeto del fuoco. Reo di aver annunciato al mondo le volontà del mio sentire, le grida, le urla, esaminandone le radici più profonde, al caro prezzo di sradicarle per concepirle.
Ecco come cerca la fine agognando la morte, colui che eterno, seppe concepire il turbinio di passioni e snaturare la sua anima, al lume della sera.

 

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1 commenti:

  • Anonimo il 03/06/2011 11:14
    Piacevole

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