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L'arbitrarietà

l'arbitrarietà e la tradizione popolare hanno decisamente la meglio su tutti i tentativi di razionalizzazione. lo dimostra il fatto che è impossibile visitare un presepe che rispetti l'ambiente storico-cultural-climatico del luogo e del tempo.
i pastori sono troppo riccamente vestiti, vi sono troppi cavalli e pochi cammelli, gli abeti fanno a pugni con le palme, gli olivi mancano del tutto, c'è troppa neve per un cielo così stellato, potrebbe disorientare anche i Magi, e poi fa troppo freddo, tenendo conto che Gesù da grande si ritirò nel deserto e non sulla calotta polare, c'è troppa acqua e sulla sabbia sono cresciuti i licheni. talvolta si può scorgere un boscaiolo(?) a torso nudo sotto la neve, una lavandaia con acconciatura anni'60 e addirittura un pizzaiolo.
forse, per avere le idee più chiare bisognerebbe recarsi sul posto, ma si ha ragione di dubitare che anche lì abbiano messo le mani.

 

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1 commenti:

  • Anonimo il 11/04/2011 13:23
    Con il mio presepe faccio anche di peggio.

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