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Il senso della vita

Vado cercando occasioni illuminanti la mente per capire il vitale senso di destini, che, compressi tra sfaccettature d'emozioni compiute o meno, ma risoluti di vari effetti, veste tragitti esistenziali.
Rifletto se fermarmi ad esplorare il valore in uno sguardo negli occhi pensanti di un bimbo già vecchio di dolenti paure in questo mondo, o sorridere comunque compiaciuta agli occhi ridenti
di una qualsiasi vita dolcemente accarezzata da benevole vento di fratellanza affettuosa.
Vado cercando risposte in me di quel segno tangibile di gioia dell'attimo, e indago su ogni essere vivente, pur a me alieno d'origini, cresciuto invisibile quando non trova pronte mani tese ad asciugare pupille piangenti.
Dove e quando e come racchiudo in me chiaro il senso della vita?
Forse se appare compreso di ferree motivazioni d'essere semplici di pure intenzioni sognanti, e che si realizza finalmente convinti d'aver fatto ogni volta coscienza del possibile vissuto.
Vedo però, ciò lasciato indietro, spesso levitare nel ricordo, perseguitato, a volte, dal rimpianto, mentre snocciola rosari di eventi persi o iniqui, dimenticando così ogni volta quell'istante perfetto della felicità creduta raggiungibile!
Quel senso definito e consapevole trova ambita meta nelle sensazioni dell'amare ed essere amati, nell'essere protetti e difesi dalle ingiustizie... sempre, e nell'assimilare ugualmente amore da scenari emotivi avvertiti in suoni di armoniose note, colori e forme in arte di tele e sculture, visioni di animali teneri di fedeltà, di fiori, mari, monti, fiumi, cielo... universo e... DIO.
Infine, più intenso, riconosco percepibile quel senso soprattutto in quei balzi di sorprendente realtà in grandi e piccole storie d'umanità, forti e coraggiose e aperte a messaggi di sacrificio e bontà universale e, così decisa, vi riconduco pure in esse il senso della vita, che stupendo risponde al cuore, e mai si lascia vincere dall'unico mostro astratto e sempre incombente...
Lo avverto talvolta intorno... è lui: il Silenzio Assoluto dell'Indifferenza,
che non possiede occhi per guardare sentimenti, né orecchie per ascoltarli!

 

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2 commenti:

  • Anonimo il 14/04/2011 18:04
    Il silenzio assoluto dell'indifferenza: un mostro astratto e sempre incombente.
    Pienamente d'accordo con la tua analisi, ragazza mia. prima Gramsci ( che ne fece un trattato) e poi Moravia scrissero dell'Indifferenza. Io personalmente la combatto, anche inconsciamente, perchè sono uno che si misura, si sbilancia, dice le cose. L'indifferenza è la vera morte e il non senso della vita.
    Se non credi che io sono un nemico dell'Indifferenza vai a leggerti il mio racconto autobiografico: I tre naziskin e il barbone. ciaociao... e brava.
  • Anonimo il 13/04/2011 21:40
    La tua è una riflessione, in particolare, su quella che può essere considerata la domanda delle domande. Una domanda a cui ciascuno può dare la risposta che riesce a trovare in se stesso e nella realtà che è chiamato a vivere e che lo circonda. Vero è che in questa ricerca si avverte spesso la solitudine dell'indifferenza.

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