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L'Ottica del Poeta

L'Ottica del Poeta

La Phytolacca americana cresceva in ciuffi disordinati sul sentiero che dall'ingresso del giardino conduceva all'ombra di una giovane quercia.
In piedi, davanti a una panchina, lo zio "impartiva una lezione" ai suoi pazientissimi allievi:
"Anche le sofferte riflessioni di Pavese insistono sulla necessità di uno sforzo di chiarificazione per mettere a fuoco ciò che ci proviene dalla sorgente misteriosa del mito."..
È l'uovo di Colombo! si interruppe, sfogliando il tascabile di astronomia "L'astronomo dilettante -enciclopedie pratiche sansoni", appena acquistato sulle bancarelle di viale Padova.
La questione principale è la legge a cui ci si deve scrupolosamente attenere, esattazza, precisione! Thomas Hulme a p. 111 delle sue Meditazioni scrive che "l'artista è colui che non tollera approssimazioni nell'ottenere la curva esatta di ciò che vede" . Ma io, alzò la voce lo zio, penso che sempre sia necessaria la precisione non solo quando si è davanti al foglio bianco e ci si sforza di trovare le parole giuste ma anche quando ci si deve predisporre all'ascolto di ciò che può essere rivelato..
È vero che la poesia è in un certo senso una rivelazione, come lo sono molte religioni, proveniente da chissà dove... alcuni testi sono considerati sacri proprio perchè nel loro essere finiti si concentra la realtà divina. Non sono Dio ma sono inseparabili da Lui. I Profeti sono i punti in cui l'eterno si congiunge al temporale.
E la parola increata deve affrontare un graduale processo di discesa tramite un mezzo particolare, lo Spirito, un Angelo...
La dottrina Kabbalistica a sua volta è fondata sulla conoscenza delle Sefirot che costituiscono l'Albero della Vita, tramite tra Dio e il finito ;è possibile il viaggio di andata e ritorno proprio attraverso l'identificazione con questa struttura. Insomma la rivelazione, l'illuminazione, l'ispirazione necessitano di determinati mezzi, strutture, per poter sorgere, non sono frutto del caso.
Cosa può consentire al poeta o al profeta di vedere?.

Ed ecco la mia scoperta!
affermò lo zio riprendendo a sfogliare il manuale di astronomia:dato che il metodo per far confluire i raggi di luce provenienti da distanze infinite su di un punto è uno specchio parabolico, non uno specchio qualsiasi, non uno sferico ( era scritto nel manuale che infatti in uno specchio sferico l'immagine di una sorgente posta all'infinito si formerà nel fuoco dello specchio ma sarà sfocata, affetta cioè da aberrazione sferica), allo stesso modo la struttura in grado di convogliare la "luce"spirituale in un punto finito, in un poeta, deve essere una parabola!
Cosa significa tutto ciò?
Prendiamo la definizione della parabola: è un luogo geometrico dei punti del piano che hanno uguale distanza da un punto fisso detto fuoco, e da una retta fissa detta direttrice. È naturale collegare al punto fisso l'io nella sua vita quotidiana, puntiforme e alla retta l'evolversi della vita stessa nel tempo in perenne apertura al nuovo, all'Altro.

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3 commenti:

  • Alda Visconti Tosco il 01/01/2007 23:21
    la poesia, è essere se stessi,,, con pensieri mnifesti su carta, non li daremmo mai in pasto al vicino nella realtà.. non si verrbbe compresi...

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