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C'è qualcosa di più poetico?

Oh! finalmente, anche questa è fatta. questa che? questa cosa che dovrebbe avere un capo, giacchè cosa fatta capo ha, m'hanno insegnato. e se si scopre che il capo è sbagliato? se fosse stato montato alla rovescia? che ne sarà della coda se scoprissi dotati di un certo qual fondamento tutti i miei sospetti?
si smarrirà e bisognerà ricominciare tutto daccapo, ammesso di pescar quello giusto e posizionarlo a dovere.
e io che credevo d'aver letto tutto dei poeti, d'aver ammirato tutte le più belle creazioni della fantasia narrativa, io che per pigrizia di pensiero accettai il gentile invito delle categorie universali e distinte, in ultimo mi smarrii nel parco del luogo comune cascando nella vasca dei dubbi sommersi.
uscendo dall'acqua, quel che mi colpì fu di trovarmi così poco bagnato che non provai sorpresa alcuna nello scoprire altrove nuove e inusitate potenze della capacità creatrice dell'essere umano, anche quando essa appare camuffata dal rigore e dall'apparente assenza di sensibilità.
che dire allora della "Versiera d'Agnesi", che non è una fumante zuppiera di succulenti maccheroni ma una graziosa ed armoniosa collinetta frutto d'un rapporto di variabili quantomai insospettato ai profani; e della "Lemniscata di Bernoulli", che lungi dall'essere l'esotico appellativo d'una pianta tropicale o d'una specie faunistica in pericolo d'estinzione, è solo un simmetrico ingenuo fiocchetto, espressione di concorde uguaglianza; e una "Rosa a re foglie", dite, l'avete mai vista? e una a quattro foglie?
ma non cercatele nei giardini, nè dal fioraio più ben fornito della città, cercatele nei libri di matematica, sì, avete capito bene, quei libri scritti da quelle persone con la testa incastrata nei numeri, quelli che si muovono lungo il rettilineo della logica e che non saprebbero far stillare una lacrima dai loro occhi imprigionati da catene di operazioni inesorabili e arcigne.
la quantità di sentimento poetico necessaria al matematico è inversamente proporzionale alla quantità di aridità lirica del poeta di professione.
c'è forse qualcosa di più incantevole dello scienziato intento a scrutare i segreti dell'universo? e c'è qualcosa di più poetico dell'assistente di office che attende paziente in un angolo che dopo tanti strafalcioni gli dedichi un rigo di cortesia e di gratitudine, sgranando gli occhietti e grattandosi la testolina?

 

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