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Mazzacane - cap. VI

Nel piccolo spazio antistante la cappella della famiglia Rinaldi stazionano una ventina di persone in tutto. Donna Rosaria e alcuni cugini rappresentano la famiglia, qualche vicino di casa e un paio di amici di famiglia. Nessun politico e nemmeno un amministratore comunale. Nino e Stefania arrivano a messa già iniziata. Avvicinandosi, Nino le sussurra..
"Donna Rosaria aveva pienamente ragione dicendo che gli amici del partito si sarebbero dissolti non appena avesse chiuso gli occhi"
"I morti non fanno paura a nessuno. Ammenocchè non abbiano lasciato dei segreti da custodire" risponde lei a bassa voce.
"A cosa ti riferisci?"
"Hai la coda di paglia forse?"
"Credevo alludessi a.."
"Non alludevo a niente, sei tu che.. cosa guardi?"
"Scusa, vedi quel vecchio che arranca? Credo sia il Zi Rocco di cui parlavamo ieri sera. Aspetta che si avvicina di più e te lo dico con certezza"
"Ma quello è zi Rocco il Muto! Nino mio, se speri di sapere qualcosa da lui stai fresco!"
"Lo conosci?"
"Sì, spesso ha fatto dei lavori in campagna da mio zio. Lo chiamano il muto perché è di poche parole"
"Allora, se lo conosci, perché non lo fermiamo insieme?"
"Sarebbe un errore. Mi conosce e so che ultimamente non è in buoni rapporti con mio zio"
"E questo che c'entra con te?"
"Eccome se c'entra! È gente all'antica, capace di ricordarsi di uno screzio per tutta la vita, accomunando anche i parenti. Ti conviene parlargli da solo, ma con ciò non ti garantisco che ti risponderà"
Dopo la funzione religiosa Nino non perde di vista il vecchio che si attarda nei pressi della tomba a mettere a posto i fiori che sono stati portati. Nino, salutata donna Rosaria, ritorna verso la cappella e gli parla.
"Vi do una mano?"
Zi Rocco si gira lentamente e, impassibile, squadra Nino. È molto vecchio, il volto solcato da rughe profonde. Gli occhi, pur arrossati dalla cateratta, sembrano di ghiaccio. Non risponde e continua imperterrito il suo lavoro, Nino lo prende per un consenso e si piega a raccogliere gli scarti. In silenzio mettono a posto i vasi con i fiori e solo alla fine rompe il silenzio dicendogli..
"Zi Rocco, vorrei farvi delle domande alle quali terrei ad avere delle risposte - il vecchio non reagisce e lui continua - mi chiamo Nino Capuana e sto scrivendo un libro su don Antonio.."
"So benissimo chi sei, Rosaria me lo ha detto"
"Ah bene, allora mi darete le informazioni che vi chiederò?"
"Non so niente di politica. Non mi sono mai occupato di queste cose"

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6 commenti:

  • Michele Rotunno il 16/04/2011 16:25
    Pubblico di notte (perchè sono bello di notte!) ma invio in ora cristiana. Su, coraggio, un altro piccolo sforzo che la fine del tunnel si avvicina, ne intravedo i chiarori, hahaha!
    E comunque questa è la mia canna-bis, CHIARO!!!!!!!
  • Anonimo il 16/04/2011 12:52
    Anzi no, in piazza, ignudi col cappello in testa
  • Anonimo il 16/04/2011 12:50
    Nino, ammazzali tutti!
  • Anonimo il 16/04/2011 08:29
    Urka... il gioco si fa pesante... mi sa che avevo ragione, qui va a finirfe a schifio... ci vedrei bene un bel delitto con relativa indagine, alla Montalbano... questo capitolo a mio avviso è il migliore perchè alza il tono della vicenda e comincia a far entrare il lettore nel cuore della questione. bella anche la figura di Gibbì e di Stefania... tutto molto bello, insomma. Anche di questo tuo racconto ne farei un film... lo dirò a mio figlio che è un regista dilettante... ciaociao, 5 stelle, non sono crumiro, io... ahahah... ciaociao amico.
  • Anonimo il 16/04/2011 07:59
    Ma che fai, Michele... pubblichi di notte? Mi era sfuggito questo VI cap... ora lo rileggo bene perchè me lo voglio gustare... ciaociao
    P. S. i cannaioli vanno a letto con le galline... ahahahah... non le pollastre.
  • Fernando Piazza il 15/04/2011 22:24
    Allora ci avevo preso! Però non è ancora finita, giusto? Ci possono sempre essere dei capovolgimenti imprevisti. Potrebbe trattarsi di coincidenze... chissà. Vedremo Alla prossima

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