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Mazzacane - cap. VII

In pochi giorni Nino è riuscito a rintracciare il maresciallo Molisano, uno scapolo di settantasei anni che vive in un monolocale a Salerno, sua città d'origine. Dopo averlo contattato telefonicamente presentandosi come Antonio Rubino, il cognome della madre, lo raggiunge di persona. Bussa alla sua abitazione e ad aprirgli è un uomo alto e asciutto, dai capelli bianchi e dal portamento ancora militare.
"Buongiorno! Il.. maresciallo Molisano?"
"Sì, sono io. Maresciallo maggiore in pensione. Lei chi sarebbe?"
"Rubino, Antonio Rubino, ci siamo sentiti per telefono"
"Sì, ricordo, ma non mi ha chiarito perché"
"Vorrei parlare con lei di alcune vicende risalenti al suo servizio presso Monpepiano, intorno agli anni sessanta, per la precisione"
"Perché?"
"Sto scrivendo una biografia su don Antonio Rinaldi. Sono stato incaricato da egli stesso, prima che morisse"
"Ah! È morto, non lo sapevo, quando?"
"Un paio di mesi fa circa"
"Venga, si accomodi"
"Grazie"
"Dunque, Rinaldi le ha dato questo incarico?"
"Sì, circa un mese prima che morisse"
"Ho prestato servizio a Montepiano dal 57 al 65. Oggi siamo nel 90. Se non erro lei mi chiede di ricordare dei fatti risalenti a una trentina di anni fa. Ma, di preciso, cosa le interessa sapere? Ammesso che io ricordi"
"Sono sicuro che ricorderà"
"Come ha detto di chiamarsi, giovanotto?"
"Rubino. Antonio Rubino"
"È un cognome molto diffuso nel suo paese, quindi è inutile che le chieda della sua famiglia. Allora, su cosa desidera essere ragguagliato?"
"Su quanto avveniva alla Scannatora"
Dopo una lunga pausa, impiegata a soppesare Nino, Molisano parlando con lentezza, risponde..
"Cosa vorrebbe che le dicessi della Scannatora?"
"Quello che sa, che le risulta. A cui è stato testimone e, a volte, partecipe"
"Sono stato spesso ospite alla Scannatora. Comunque sempre in veste assolutamete privata"
"Benchè questo mi riesca difficile comprenderlo non metto in dubbio che la sua presenza fosse privata"
"Signor.. Rubino, le rivolgo di nuovo l'invito su cosa, in particolare, desidera sapere da me"
"Signor Molisano, credo sia meglio parlare a carte scoperte, almeno eviteremo fastidiosi equivoci e inutili scontrosità"
"Sarebbe sicuramente meglio"
"Allora le dico subito che non ho avuto alcun modo di parlare con Mazzacane di certe vicende. Primo perché non c'è stato il tempo necessario e, secondo, per le sue condizioni di salute. Deve sapere che.."

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3 commenti:

  • Fernando Piazza il 17/04/2011 18:26
    E non è ancora finita qui, credo. Ci sono altri altarini da scoprire. Però qualche luce abbiamo cominciato ad intravederla... Alla prossima
  • Anonimo il 17/04/2011 13:56
    D'accordissimo con Medina, anche se lei mi tratta male e non legge i miei racconti... pazienza... cambierò genere.
    La parte che riguarda il potere dei latifondisti è addirittura superba.
    devo contraddirmi... questo capitolo è ancora più bello del precedente.
    Mi sono innamorato della figura del leccese... quel tosto rivoluzionario che cercava di combattere i potenti.
    Ora sono curiosissimo di leggere la storia del prete, M.
    Avrei mille cose da dire... per esempio che sono sempre più convinto che se ne potrebbe fare un bel film oppure una serie di episodi. Un buon regista ne ricaverebbe di tutto... storia, amore, potere, politica... un po' di giallo... se fai morire qualcuno... io l penso ancora in quel modo e cioè che Nino si vendichi di qualcuno... io una mano spirituale gliela do... ciaociao, bravissimo Michele. 5 stelle da un amico non crumiro... ahahah... buona domenica
  • Anonimo il 17/04/2011 00:01
    Michele che bel lavoro, la digressione sul latifondo è eccezionale. " ... e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore continueremo a crederci il sale della terra."


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