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L'UOMO OFFESO DAGLI UOMINI

L’UOMO OFFESO DAGLI UOMINI


Sedeva sempre sulla medesima panchina in viale della Regione
sotto un albero che con i suoi grandi rami lo proteggeva e lo accoglieva sotto la sua benevola ombra.
Era sempre sorridente con le persone che lui conosceva e quando qualcuna di esse gli passava davanti lui si alzava e
sorridendo salutava e si informava della salute dei familiari
di quella persona.
Erano più di quaranta anni che passava le sue giornate in
meditazione solitaria sempre seduto su quella panchina.
Da giovane lavorava, appena sposato, per una Ditta privata
e nutriva grande fiducia nel suo prossimo tanto da ritenere
i colleghi ed i datori di lavoro una famiglia, la sua famiglia!
Era cresciuto nel rispetto e nell’amore del suo prossimo ed
i suoi progetti per la sua famiglia nascente erano costellati
da sogni radiosi che contava di realizzare nel futuro che
vedeva roseo.
Ma la sua fiducia mal riposta venne tradita da un licenziamento in tronco per riduzione di personale.
Gli uomini che lui amava lo avevano tradito e la famiglia
che lui pensava di avere non esisteva più !
Tutte le sue sicurezze vennero demolite ed iniziò per lui una vita solitaria che visse sino in fondo, né valsero a scuoterlo l’amore
della sposa e dei figli che nel frattempo aveva avuto.
Ogni volta che lo vedevo mi veniva in mente per lui questa definizione: l’uomo offeso dagli uomini!
Recentemente non ha più retto a questa sua condizione e non sono valse a niente le cure con antidepressivi a cui, per interessamento della famiglia, si sottoponeva.
Si è lanciato dal quarto piano della sua abitazione ed ha posto fine ai suoi giorni.
Sulla panchina l’indomani vi era un piccolo mazzo di fiori a ricordarlo.
È difficile di fronte a fatti di questo genere “vedere” la sofferenza di esseri come lui, ma l’umanità presente è cieca e sorda di fronte ai gemiti quotidiani di questi uomini.
La società si limita a costatare i decessi di simili individui
ascrivendoli ad una statistica fatta di cifre sempre più anonime.
L’unico farmaco di cui lui aveva bisogno non è stato possibile
reperirlo nelle farmacie infatti l’amore non è stato ancora confezionato in fiale!

 

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2 commenti:

  • rosanna gazzaniga il 04/03/2012 13:53
    Il male di vivere, che può affacciarsi nella nostra vita, scatenato da ferite che si vedono come irrimediabili. Vi sono persone fragili che non riescono a trovare sicurezze, nemmeno negli affetti famigliari. Un racconto che cattura, intenso! complimenti!
  • Dolce Sorriso il 10/02/2012 17:47
    questo bel racconto... così attuale, così triste nella sua verità.
    Leggendolo i brividi hanno increspato la mia pelle, questo mi succede vivendo un emozione...
    bravo

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