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Il pasto nudo

In questo periodo leggo e penso molto ma scrivo poco. Qualche idea frulla nella testa ma ancora troppo impalpabile per parlare di qualcosa di solido e definito. Solo un'impalcatura, semmai, un po' instabile, sgangherata, fragile, appena un abbozzo che poi POUF!... svanisce nel nulla, ma solo apparentemente, perché un'idea quando è nata è come una goccia: scava scava fino a tracciare un solco profondo, dove infine si deposita, seguita da molte altre.
Come affermano molti grandi scrittori, quando si ha l'idea va messa giù subito per poi rivisitarla in un secondo momento. Non va pensata e ripensata per come dovrebbe essere scritta perché così facendo si perde l'idea ed il vissuto che l'accompagna. Ed è quello che mi è successo in questo ultimo periodo. Non ho seguito questo impulso. E sono stato fermo, ad aspettare che qualcosa accadesse e che intanto mi scivolava tra le mani, portandosi via giorno dopo giorno pezzi della mia vita, senza far niente per impedirlo.

L'altra sera mi sentivo un po' solo e pur sapendo che una semplice telefonata ad un amico o una breve visita al centro sportivo del mio amico Alfredo, poco distante da casa poteva evitarmi tale stato d'animo, tuttavia non lo feci. A volte si sente proprio il bisogno di fermarsi a riprendere fiato, lontano dal rumore assordante che la vita non ci risparmia e ripensare agli ultimi avvenimenti.
Sarà questa solitudine che porta a parlare molto con se stessi, a riflettere su ciò che ci circonda e a guardare gli altri per ciò che fanno e per come lo fanno.

Oggi al parco, durante l'allenamento di jogging, mi è passata davanti agli occhi come un flash l'intera settimana. Ho ripercorso tutti i vari momenti, dagli impegni lavorativi a quelli ricreativi e socializzanti. Per il tempo dedicato al lavoro non c'è un granchè da dire: tra un impegno e l'altro le ore sono trascorse: ho portato a termine i compiti più urgenti mentre quelli meno importanti li ho rimandati ai giorni successivi. Routine quotidiana, generalmente, con qualche eccezione di tanto in tanto: due "cene" fuori sono state massacranti per l'impegno ma alla fine sono risultate anche piacevoli e divertenti. Specialmente l'ultima, poco formale e in cui ero più libero di agire, in un'azienda agricola poco distante dalla città.
Un luogo bucolico, di altri tempi, che dona all'animo irrequieto una certa serenità, al corpo la materia di cui ha bisogno e al palato cibi semplici e genuini, di produzione propria.
Tanta gente, molti volti sconosciuti eppure accomunati da una identica voglia di trascorrere del tempo in allegria e spensieratamente, come un'unica grande famiglia.
Una lunga tavolata, gomito a gomito, con il passaggio dei piatti con le varie pietanze da un capo all'altro in una "catena di solidarietà" prima timida, poi sempre più confidenziale, come sempre succede quando si supera il primo momento di imbarazzo e si approfondisce la conoscenza, mangiando e discorrendo.
Il clima è di festosa convivialità, allietata dal buon cibo e dal vino che di bicchiere in bicchiere, di risata in risata rende sempre più audaci, spingendo ad abbassare, fino ad abbatterle, le difese che consapevolmente o meno poniamo tra noi e il mondo.

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0 recensioni:

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27 commenti:

  • Fernando Piazza il 23/10/2011 17:10
    Bianca, non ho parole... i tuoi commenti sono musica per le mie orecchie. Lieto di incontrare il tuo gradimento e di riuscire a trasmettere delle belle sensazioni. In fondo è lo scopo (o almeno la speranza) che lo "scrittore" tenta di raggiungere con la sua comunicazione. Più è efficace più suscita consensi. Ma naturalmente io ne devo fare di strada...
  • Bianca Moretti il 26/07/2011 16:14
    I tuoi sono racconti brevi ma lasciano un segno indelebile. Hai un bel modo di scrivere e di trasmettere emozioni pur con poche pennellate. Il quadro di una vita in pochi tratti di penna... Hai un bel dono di sintesi che a me, purtroppo, manca e faccio un "rumore" incredibile pur parlando di cose della minima importanza. Molto bella la chiusa finale, particolarmente sentita.
  • Fernando Piazza il 22/05/2011 01:40
    Giorgio, con il tuo lusinghiero commento mi hai... spiazzato (scombussolando la stabilità del mio cognome). Abbiamo sicuramente due modi di scrivere ma la medesima voglia di comunicare agli altri qualcosa. Io invidio la tua capacità di inventare, di creare storie che esulino dal contesto della tua vita personale e privata (ma forse un po' di autobiografismo c'è, mentre a me viene facile parlare di me, delle mie esperienze reali o che ricalchino più o meno fedelmente "pezzi" della mia vita, compito sicuramente meno impegnativo che l'inventare dal nulla.
  • Fernando Piazza il 22/05/2011 01:40
    Nicoletta, scusa se ho trascurato di rispondere al tuo commento ma rimedio adesso. Innanzitutto ti ringrazio per le belle parole spese per lo scritto, poi vorrei consigliarti, dopo aver constatato che oltre ad una brava poetessa sei anche un'ottima scrittrice, di coltivare l'arte narrativa, anche se ti è già stato suggerito. Non ti censurare, cercando (ma lo facciamo tutti) la perfezione a tutti i costi. Possiamo rendere unico, comporre come un puzzle, attraverso lo strumento della scrittura, un intero mondo: sta ad ognuno seguire il proprio ritmo e cercare il canale più consono. Tira fuori gli scritti dal cassetto, dagli pure una ritoccatina ma non lasciarli preda dell'oblio: sarebbe un peccato, sei brava.
  • Giorgio De Simone il 22/05/2011 00:43
    Bellissimo, Fernando invidio molto la tua capacità di narrazione alternata ai momenti riflessivi. Nonostante i tuoi complimenti per il mio creare aspettativa e suspence nei miei racconti, mi sento molto superficiale negli approfondimenti. Leggendoti ammiro la tua lucidità nell'affrontare a viso aperto le voci interiori lasciando al racconto una naturale piacevolezza di lettura. Stupendo.
  • Fernando Piazza il 11/05/2011 11:15
    Grazie Marcello. Sto aspettando il tuo prossimo racconto...
  • Marcello Insinna il 11/05/2011 11:03
    Si, è vero che il ritorno ai valori più semplici spesso ci mette in contatto con il nostro vero essere. E placare la "fame" non sempre significa soddisfazione. Mi è piaciuto!
  • nicoletta spina il 08/05/2011 23:08
    Mi è piaciuta molto questa tua riflessione ed ha suscitato in me vari pensieri. Bello quel che dici sulla scrittura, sulle idee che frullano e poi svaniscono, non sai quante volte capita anche a me, ho tante pagine scritte che non mi soddisfano, poi a volte le riprendo e se sono ispirata, le cambio... le rielaboro e giungo alla conclusione. Bello anche quel che dici sull'essere nati nudi, e lasciarsi andare a questo svestirsi e ascoltare la voce pura che ci fa incontrare con la nostra vera essenza. Grazie!!
    Comunque tu sai scrivere molto bene.
  • Fernando Piazza il 05/05/2011 19:02
    Vincenzo, che dire? Ogni tua parola è una goccia di pura poesia. Come ci riesci?
    No, lo so. È un dono che non a tutti è dato di avere.
    È bellissima l'immagine del colpo di fulmine.
    La parola che ti rapisce per la sua magia e che ti spinge a compiere ben più alti voli pindarici fino a comporre l'opera perfetta: una perla incastonata con magistrale perizia e felicemente sottratta all'oblio del tempo.
    Più che il libro di Burrough mi ha ispirato la sua trasposizione in film del regista David Cronenberg, con lo stesso titolo e del quale mi ha molto colpito soprattutto l'immagine della macchina da scrivere che finisce per "divorare" il suo autore...
  • Vincenzo Capitanucci il 05/05/2011 18:25
    Parole, colori, luci, suoni, pietra, legno, bronzo appartengono all'artista vivente. Appartengono a chiunque sappia usarli. Saccheggiate il Louvre...
    saccheggiamo i nostri ancestrali ori del subconcio..
    Il titolo mi ha fatto pensare al romanzo.. William Burroughs..
    Letto con molto piacere... Fernando..
    Come affermano molti grandi scrittori, quando si ha l'idea va messa giù subito per poi rivisitarla in un secondo momento...
    in poesia le più belle nascono da un colpo di fulmine... e se non la scrivi subito svanisce.. poi con il tempo riesci a giocare con il Tuono.. senza rovinarle troppo... pe un racconto deve essere diverso.. non né ho scritti.. mai... forse anche per pigrizia...
    Grazie della lettura..
  • Anonimo il 01/05/2011 17:30
    oh! kekkarino grazie! Buffo vero? Invece che essere tu a ringraziare me per il mio commento sono io che ringrazio te del tuo commento a risposta di un mio commento, chiaro noh?!... bèh kmq nn esagerare con i complimenti, non per altro, Antony potrebbe diventare geloso... eheh... anzi no si divertirebbe solo a smontare a mio sfavore ogni tua affermazione! Evvabene ora che sono un "rompipalle" patentato ti saluto, e no, diciamo che mi diverto farvi vedere le mie foto sceme!
  • Fernando Piazza il 01/05/2011 16:30
    Ma che trasformista sei. Stai dando fondo al tuo book fotografico, vedo. Mi fa piacere che sia passato dalle mie parti, anche se non sono dotato del tuo estroso genio creativo nè tantomeno del ritmo con cui sforni (quasi giornalmente) le tue perle di esperienze. Si vede che vivi intensamente la tua vita e non ne sprechi nemmeno un attimo. Lo intuisco dai tuoi scritti, così ricchi e palpitanti, divertenti e stravaganti, mai banali e sempre in movimento, come molti tuoi racconti di viaggio. Uno spirito allegro, solare e godereccio al massimo grado... tipo Carpe diem. Un saluto e sentiti libero di fare il rompiballe tutte le volte che vuoi, non mi dispiace affatto.
  • Anonimo il 01/05/2011 15:04
    eeeeeeeeeeeh! ta-ta-tam compaio pure qua! sono un gran rompipalle!... piaciuto! un racconto molto "fluido" e in "movimento" quasi imprevedibile... l'inizio mi ha ricordato un paio di righe di aldo busi, ma c'era meno ironia, meno graffiante. La meta-letteratura non fatta in questo modo, ovvero con gusto sardonico, è pomposa e noiosa, ma tu sei riuscito lo stesso a renderla leggera bravo!
  • Fernando Piazza il 01/05/2011 11:04
    Grazie Antonino per la comprensione... Le voci interiori sono una gran rottura e ti presentano il conto in ogni occasione: l'importante è dotarsi di un buon filtro, lasciarne defluire le parti più rognose e sperare che quel che resta provochi il minor danno possibile. Se poi non si può evitarlo almeno lo si può sfruttare cavandone fuori una misera idea per una spassionata riflessione.
    Per la scommessa sono d'accordo... non ci credo molto neppure io, eppure la tentazione è forte. Vedremo! Che divertenti le tue faccine, quasi quasi ti ricambio la cortesia mo basta che mi viene il mal di mare
  • Anonimo il 01/05/2011 09:27
    Dipende dalla voce che tieni dentro... la mia ad esempio è scissa... e ne sento dieci alla volta... capisci bene che così diventa difficile capire chi ascoltare
    Comunque ti capisco... ma non ti curare troppo dell'idea... l'importante è che piaccia alla gente... scrivi bene, e non ci avrei scommesso un euro
  • Bruno Briasco il 22/04/2011 09:03
    Non ti sbagli caro Fernando. Ho lavorato a bordo delle ammiraglie dell'Italia e dei Costa come orchestrale (Cantante-bassista) e devo dire che è stato il più bel periodo della mia vita... ma allora ero anche molto più giovane. Quello che scrivo è del tutto personale. Amo la fantasia ma mi piace scrivere di me... sarà la mia megalomania latente che ogni tanto si fa viva anche se cerco di essere più schivo e meno appariscente, ma... non sono perfetto. Ti ringrazio del commento e delle tue riflessioni più che azzeccate. Anche tu, filosofo dela vita, navighi come tutti nel mare da te descritto così bene, fra flutti e marosi che ci si pongono dinnanzi. Rimgraziandoti dell'intervento ti mando un fraterno abbraccio... a rileggerci.
  • Fernando Piazza il 22/04/2011 00:10
    Caro Bruno, siamo tutti un po' filosofi e... marinai. Non occorre necessariamente avere una laurea e possedere tutto il sapere del mondo per essere filosofi. Chiunque abbia un atteggiamento "critico", contemplativo e riflessivo nei confronti della vita può fregiarsi di tale titolo. L'essere aperti e ricettivi alla conoscenza dell'uomo nel senso più stretto del termine e delle sue molteplici dimensioni ci dà questo "diritto"
    Non mi deluderai dicendomi che non sei un marinaio. Da alcuni dei tuoi racconti (a meno che non siano di pura fantasia) si evince che tu abbia tale esperienza. Anche se mi sbaglio, mi piace pensare che marinai lo siamo un po' tutti, se paragoniamo la nostra vita ad un lungo viaggio per mare, che può essere più o meno periglioso a seconda che siamo trasportati dai flutti o dai marosi, sbatacchiati o cullati dolcemente dalle onde. L'importante è compiere quel viaggio ed esserne soddisfatti.
    Approfitto per fare gli auguri di Pasqua a tutti
  • Bruno Briasco il 21/04/2011 20:35
    Fernando, ho letto attentamente il tuo scritto e l'ho trovato... bello, semplice e bello, ma soprattutto ho visto te. Te con i tuoi problemi, i tuoi perché di essere umano. E nel finale la tua voglia di esserti lasciato andare senza forzare la mano. Ma come scrivi ogni tanto fa bene isolarsi e riflettere su se stessi per poi ripartire con più entusiasmo. Io poi sono un entusiasta della vita e devo dire che poco tempo passo a riflettere su me stesso... sono un ariete! Ma ogni tanto è obbligo e molte volte vedo cose che non mi fa piacere e allora cerco di correggere il tiro. Mi ha fatto piacere questa conversazione ma ti prego, se quel Bruno di cui parli e riferisci come filosofo, sono io, cambia idea perché tutto ho meno che essere quello da te dipinto. Ma ti ringrazio, lo considero un'amichevole pacca sulle spalle, la stessa che vorrei darti qualora tu ne avessi bisogno, Siamo o non siamo amici? Ti abbraccio caramente.
  • Michele Rotunno il 20/04/2011 23:06
    Nei momenti di stanca mi isolo dal mondo, uso io pc solo per giocare a scopa o a Majong, non entro nel sito nemmeno se mi pagano profumatamente. poi, quando ritorno in me, mi sento perso perchè mi ritrovo con una montagna di pagine da leggere, quasi tutti di amici verso i quali mi sento in obbligo morele di farmi sentire.
    Mio caro, la vita è un carillon.

    Ciao
  • Anonimo il 20/04/2011 19:26
    Ebbravo fernando... una bella rispsota ai commenti... alla prossima. ciaociao
  • Fernando Piazza il 20/04/2011 19:14
    Sono veramente onorato del fatto che due persone come te e Nunzio abbiate dedicato un po' del vostro tempo a leggermi. Io sono nuovo del sito e prima ancora di pubblicare ho letto un po', cliccando di qua e di là, soffermandomi e approfondendo quando mi imbattevo in autori che solleticavano la mia curiosità.
    Non essendo pratico e ritenendo quasi di "importunare" ficcandomi tra i commenti di persone che sembrano conoscersi da lunga data, non ho lasciato traccia del mio pensiero. Ho preso pian piano confidenza e ho cominciato a interloquire.
    Oltre al buon Michele, al poeta maledetto un po' underground Guido, al marinaio-filosofo Bruno, alla romanticissima e passionalissima Roberta, alla sognatrice e a volte "trasgressiva" Medina, alla poetica Fenice, annovero anche voi due, di cui ho letto molte opere (siete molto prolifici e versatili) che trovo davvero di ottimo pregio, e per le quali mi riservavo di ritornarci in seguito.
    Ma di autori bravi ce ne sono davvero parecchi, e questo sito mi ha quasi del tutto rapito e ipnotizzato. Avendo molti arretrati, per ora continuo a "zappingare".
    Mi son preso la briga di citare solo i nomi degli autori ma senz'altro avrete capito a quali persone mi riferisco, perché ben li conoscete.
    Scusate se ho rubato un po' del vostro tempo, ma è che leggendovi mi sembra quasi di conoscervi un po' e quindi ho colto l'occasione per salutarvi e ringraziarvi. Non solo del commento, ma soprattutto delle emozioni che con le vostre opere mi regalate.
  • Anonimo il 20/04/2011 13:32
    Una bella riflessione nella quale logica ed esperienza di vita quotidiana si fondono per portare a termine un dialogo interiore.
    La parte che riguarda i racconti che hai fatto decantare troppo a lungo è di una evidenza sacrosanta, per noi che abbiamo la tua stessa passione. ma si va a periodi... io ne ho passato uno tempo fa durante il quale mi dovevo contenere per non scrivere troppo e mi limitavo ad un racconto di tre o quattro pagine al giorno.
    ne ho in cassetto una cinquantina. poi mi sono arenato, ho cominciato ad avere dubbi( che vengono sempre per qualche condizionamento... fidati) ed ora non scrivo più. Pubblico cose di due anni fa... come l'ultimo racconto che è poi una riflessione come la tua.
    Posso confermare comunque che scrivi assai bene e che quindi il problema non è nel modo con il quale esterni... ciaociao, e bravo.
  • Anonimo il 20/04/2011 12:22
    Benvenuto a bordo!!
  • Fernando Piazza il 20/04/2011 12:18
    Esattamente! La tentazione di schiacciarlo è forte ma poi il momento passa e ti accorgi che non è poi così orrendo, e tra mostri si trova un qualche accordo... Grazie per avermi letto.
  • Anonimo il 20/04/2011 12:05
    Anche il tuo computer di notte si trasforma in uno scarafaggio che parla?
  • Fernando Piazza il 20/04/2011 11:40
    Grazie Roberta per esserti soffermata sul mio scritto e felice di averti fatta riflettere sulla mia... riflessione. Ciao
  • Anonimo il 20/04/2011 11:35
    davvero una bella riflessione!!
    anche io avverto il peso delle dreneticità quotidiana e sento spesso il bisogno di trovare un attimo di calma per riflettere sulla settimana e ascolatre soltanto me stessa!!
    complimenti

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