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Avvelenami il sangue

Sono sdraiata sul mio cazzo di divano in pelle finta, sudore misto ad alcool misto a nicotina, misto a fenciclidina, quella merda di cane sta pisciando di nuovo la lampada troppo fottutamente moderna per tutto il resto che la circonda, quello stronzo fottutissimo di Ramon tarda ad arrivare, sarà ancora da sua moglie a leccarle il culo per convincerla che non ha nessun altra a parte lei.
Le ore passano lente, strani anfibi percorrono il mio parquet, inseguono grossi pesci e li mangiano avidamente, sudore misto ad alcool misto a nicotina, misto fenciclidina, misto a ketamina, Ramon non arriva, sarà ancora con la moglie a convincerla che il suo uccello lo usa solo per lei.
I pesci nuotano nella pozza del mio sudore alcolico, sono madida, sporca, troppo fatta per riuscire ad aspettare ancora per un'insana chiavata, compongo il numero di Ramon,
risponde la moglie, devo aver composto per sbaglio il numero di casa. Improvviso : "Salve servizio di moquette Dermur per 20 dollari mettiamo la moquette ad una camera e per 39 dollari e 99 mettiamo la moquette a tre camere a metà tempo, normalmente è una cosa che costa 40 dollari."
"Ora mio marito non c'è, si occupa lui di queste faccende richiami un'altra volta", risponde l'idiota.
Riappendo la cornetta consapevole che quel fottuto bastardo di Ramon non è a casa e non è nemmeno qui da me, questa volta compongo il numero giusto. Squilli al vuoto sempre quella vocina della segreteria, apatica senza un'enfasi particolare, le voci degli altoparlanti le chiamo io, quelle voci prive di interesse, di persone che hanno venduto la loro massima forma d'espressione col solo risultato di trovarsi sole in una stanza a ficcarsi due dita in gola per sentirsi migliori.
Ecco quel figlio di buona donna di Ramon, ha fatto 2 ore di ritardo il fottuto bastardo, viene verso di me, mi blocca le braccia che sferrano schiaffi e mi assesta un pugno allo stomaco per bloccarmi le gambe, mi scopa per la restante ora, poi prende e va via, lasciandomi li sola sul divano, ormai troppo stanca per insultarlo. Sento il ronzio del ventilatore dietro di me, un intenso shhhhhhhhhhhhhhhh come se voglia imporre silenzio alla notte.
Per giorni e giorni la situazione non cambia, passo il mio tempo a ingurgitare di tutto poi arriva lui, scopiamo e via veloce, ma per tutto il tempo che resto sola, la mia mente pensa a tutte le cose che sono cambiate dall'inizio, dal momento che si è acceso quello stramaledetto fuoco ad ora.
Niente più regalini a forma di pillola, niente più attenzioni, nulla.
Ora mi rendo conto che sono diventata un'altra moglie tradita e lasciata in attesa di qualche sua voglia malsana.
Ramon tarda un altra volta, tre ore e un quarto, nel divano sudore misto ad alcool, misto a nicotina, misto a prozac, misto a paxil, misto a pensieri suicidi, viene verso di me e mentre capisce quello che sta per succedere cerca in un disperato tentativo di cacciar fuori qualche parola, ma e davvero troppo tardi, SBANG SBANG SBANG.

 

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 11/04/2013 17:39
    ... scrittura molto
    originale,
    complimenti...

2 commenti:

  • Massimo Bianco il 24/04/2011 22:03
    Sinceramente mi sono piaciuti di più i due che ti ho già commentato, ma anche questo non è male, crudo e forte.
  • Noir Santiago il 24/04/2011 08:50
    Mamma mia... terrificante, colpisce come un martello e non saprei come commentarlo. È talmente volgare da essere reale, super undergroound. A me piace.

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