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L'alba di un nuovo giorno

Il sole filtrava pallido aprendosi un varco nella nebbia del mattino. Tutta la campagna stava risvegliandosi dal lungo sonno invernale e nell'aria si sentiva il cinguettio degli uccelli echeggiare come una melodia. La primavera, stagione dei nuovi amori, era alle porte. Serena, in silenzio, osservava le meraviglie che aveva innanzi, pensava che i miracoli fossero sotto i nostri occhi ma noi non li vedessimo. Il cuore di Serena palpitava d'amore e di gioia per queste meraviglie.
AMARE, AMARE, AMARE.
Solamente amare. Era l'unico desiderio della sua vita. L'amore era la sola medicina che poteva guarire il mondo.
Serena questo lo sapeva; prese lo zaino, scese le scale volando ed uscì in giardino, dove il suo gatto Teo la stava aspettando come ogni mattina. Lo accarezzò dolcemente, lo salutò e Teo rispose con voce umana: "Ciao Serena, buona giornata!".
Serena rimase stupita. "Teo, tu parli?" chiese meravigliata.
"Sì che parlo!" - rispose Teo - "inoltre so fare altre mille cose, perfino leggere nei pensieri delle ragazze come te. Anch'io molti anni fa ero un ragazzo, figlio di contadini, ma una strega malvagia mi condannò a vivere eternamente sotto le sembianze di un gatto perché rifiutai il suo amore. Il mio amore non era in vendita. Il mio cuore batteva per una donna, meravigliosa e bella, che aveva saputo catturare la mia anima con la sua dolcezza". Serena salutò di nuovo Teo: "Ciao Teo, ci vediamo pomeriggio". Si avviò, poi, di corsa verso la fermata dell'autobus che l'avrebbe condotta a scuola.
Le ombre degli abeti vestivano la strada maestra di un'immensa frescura. La nebbia si era diradata mentre il sole faceva capolino tra i rami tentando d'illuminare la strada. Serena accelerò il passo, ritrovandosi in un baleno alla fermata dell'autobus. Un brulicare di gente era lì ad aspettare come ogni mattina.
Serena, immersa in quella confusione, pensava a Teo ancora incredula di possedere un gatto parlante che in passato era stato un essere umano; tutto ciò le pareva un sogno. Pensava che cose del genere potessero accadere soltanto nelle favole che, da piccola, le raccontavano i suoi. Nessuno doveva conoscere la verità, questo doveva restare un segreto tra lei e il suo gatto.
I sogni sono l'anima delle favole; guai a non avere sogni, la vita sarebbe finita! Essa ha bisogno dei sogni per continuare, mentre questi necessitano della vita per non morire. Serena è la realtà quotidiana che ci accompagna ogni giorno.
Teo, invece, è il sogno più nascosto che vive in ognuno di noi.

 

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