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“Velo” dico io che fare col velo

Nelle scelte della vita la cosa più importante è sapere dove sta di casa il buonsenso e di fargli visita ogni tanto. Fosse solo per ricordarsi la strada.
Questa questione del velo islamico viene trattata in un modo che non posso non considerare imbarazzante almeno dal punto di vista del buonsenso.
Il velo in questione da fatto di costume, di tradizione, si è trasformato in una battaglia religiosa. Basta prendere fotografie dell’Italia di non molti anni fa per scoprire che anche da noi le donne portavano il velo o il fazzoletto sulla testa, senza che nessuno si scandalizzasse, anzi era un simbolo di verginale devozione si può dire.
Poi per gli islamici, che ne hanno di diversi tipi, sta diventando un indumento identitario, come lo erano i jeans per la beat generation, finché un giorno anche i ricchi borghesi hanno preso ad indossarli.
Le donne islamiche, o almeno la gran parte di loro, non vive il velo come un simbolo di oppressione maschilista, ma come divisa militante di appartenenza. Ciò le rende orgogliosamente islamiche. Allora io mi dico: prima o poi qualcuno troverà la strada di quella famosa casa suddetta e le donne liberate occidentali scopriranno, stimolate da un intraprendente e “provocatorio” stilista, che si può indossare il velo con un decolté mozzafiato, o una mini molto sopra il ginocchio e i tacchi a spillo. Eccovi servito il velo in salsa dis-integralista e femmino-centrica con buona pace degli imbarazzati Imam che troveranno difficilmente gli argomenti per lanciare fatue alle occidentali ree di dissacrare un indumento che sacro non è, nemmeno per il Corano.

 

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4 commenti:

  • francesco gallina il 14/06/2007 12:38
    Devo dire che, sia lo scritto che il successivo commento di Rudy mi trovano pienamente d'accordo, sia dal punto di vista religioso che da quello storico
  • Rudy Mentale il 03/11/2006 17:50
    Caro Gianfranco approfitto del suo commento per completare il mio pensiero.
    Quando dico atto di devozione, intendo nei confronti di Dio non degli uomini. Questo era il significato del fazzoletto. Poi capita che gli interessi di Dio nella religione coincidono con quelli degli uomini, intesi come maschi. Dio non dovrebbe avere sesso anche se viene raffigurato sempre come un vecchio uomo. D'altronde non vi è religione il cui Dio di riferimento non sia maschio. Per quanto riguarda l'oppressione delle donne, anche le nostre libere donne si sottopongono, in nome del sex appeal, alle più strane torture. Si riempono il petto di palle di silicone, se ne gonfiano le labbra e gli zigomi, mettono tacchi che spesso rovinano loro le caviglie quando non la schiena. Sono vittime in nome della linea snella, di malattie come anoressia e bulimia. Questo per dire che, non necessariamente, l'emancipazione delle islamiche ricalcherà gli stessi modelli. Forse contribuiranno a distruggere quel modello di femminile che tanto ci tiene incollati alla tivù spazzatura.
    Comunque sia è da loro che deve partire, e già qualcosa si sta muovendo. Almeno due paesi islamici hanno avuto leader donne, da noi proporre un presidente donna scatenerebbe il finimondo.

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