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Io volo

Ciao sono un bambino di 5 anni e ho appena preso coscienza di me. Sapete io sono sollevato da terra di 5 centimetri. Hahhaahha è fantastico. Anche se provo a saltare forte o a mettermi uno zaino pesante non vado giù. Volo sempre e comunque su tutte le cose del mondo.
Trovo questa cosa bella un casino e sono contento. Ho provato a dirlo agli altri bambini. Ma loro non mi considerano. Quando arrivo si girano di spalle e mi escludono. Nessun vuole giocare con me. Più cerco di dirgli che io volo e più mi escludono. Così ho deciso di smettere di volare. Non ho idea di come fare, ci proverò.

Ciao ora sono un ragazzo di 20 anni e la mia vita fa schifo. Tutto è in salita. Non so cosa voglio. Anzi penso che non voglio proprio nulla. Sono annoiato cronico. Zero passioni. Zero entusiasmo. Le persone dopo un po' mi scocciano anche se vorrei che qualcuno mi fosse amico. Faccio sempre molta fatica a farmi prendere in considerazione. I miei coetanei hanno dato una direzione alla loro esistenza e io sono proprio buttato in un angolo, inesistente. Tutti mi sono sempre girati di spalle.
Adesso che ci penso, fin da quando ero bambino venivo escluso. Non so perché. Ricordo che avevo fatto una rinuncia per farmi accettare. Io volavo. Assurdo: io volavo! Cioè ero sollevato dal suolo di 5 centimetri. Pazzesco! Peccato che non ci riesca più. Però sarebbe una cosa interessante da fare. Ma cosa mi sto mettendo in testa? È una cosa impossibile volare! Si avevo qualcosa di bello, ma l'ho buttata nel cesso. Che cretino. Ma com'è che facevo?

Ciao ormai sono un adulto e volo. É un gran sbattimento perché non ho allenato questa mia capacità fin da bambino. E allora non ho quella disinvoltura, quell'istinto che chi ha imparato a volare fin da piccolo ha. Sono decisamente scoordinato. Però ho scoperto che posso volare fino a 5 metri dal suolo. Mi piace e mi esercito di santa ragione. Più ci do dentro e più mi sollevo dal suolo. Soffro di vertigini e preferisco avere un suolo sicuro sotto di me caso mai perdessi quota...

Ok! Oggi volo a circa 50 metri dal suolo, volo sopra i tetti della mia città. Mi piace, ma sento una tensione dentro. Sono le vertigini. Qua su è davvero alto. In realtà non sono regolare con l'altezza e per me è tutta una guerra di concentrazione per recuperare i metri di quota quando li perdo. Hei... aspetta... ma quelli là giù non sono quelli che fin da bambino mi hanno schienato? Me li ero completamente dimenticati. Che strano vederli da qua su. Sono piccoli in tutti i sensi, lì riuniti come al solito. A questo punto dovrei scendere e con una grassa spavalda risata mostrarmi tronfio svolazzante alla faccia loro. Ma cavolo non me ne frega più nulla di quella gente. Per me non sono più nulla. Sono stupito di non aver capito prima come stavano le cose. Era tutto così semplice: il bisogno di sentirmi accolto e stimato da quelle persone mi aveva vincolato a un'esistenza non mia. Ma non sono stati loro a rubare la mia attenzione, sono stato io a regalargliela inutilmente. Ero solo un bambino. Basta così: ora mi importa solo di volare, il resto è superfluo!

E volo. Volo sempre più in alto. Spettacolare la crosta terreste da qua. Ma non tengo l'altezza per molto tempo perché lo stare troppo in alto mi mette paura. Perdo fiducia in me stesso di conseguenza perdo quota. A volare basso la paura svanisce, ma svanisca anche la mia autostima. Sto male vicino al suolo. Mi faccio schifo. No, è in alto il mio posto! Che ci faccio qua? Basta raccontarmi balle: io sono uno che l'altezza la regge, perché è là su l'unico posto dove sto bene! Sento di ritornare padrone di me stesso. Sento quell'energia invadere il mio corpo e riprendo quota.
Sicuro. Fiero. Splendido. Stabile nella quota e con un'autostima d'acciaio volo pazzescamente in alto. Non c'è niente di più appagante che essere se stessi!
Che idea... perché non tuffarmi in mare e provare a volare sott'acqua?

 

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 26/01/2014 12:54
    Che sguardo da sadico che hai gabriele marchetti! Non sai far altro che denigrare e offendere. Prova a toglierti dai piedi che ci guadagni.
    Avessero in tanti, Pepè, la tua originale capacità creativa e narrativa!
    Letto d'un fiato, e complimenti!!!

13 commenti:

  • Anonimo il 26/01/2014 18:46
    ''crosta terreste'', ''la paura svanisce, ma svanisca anche'', ''là giù'',''un gran sbattimento'', ''si avevo qualcosa'', etc. l'imitazione del linguaggio infantile nel primo paragrafo non va bene, non è credibile. leggetevi ''Le onde'' di Virginia Woolf, dove davvero c'è un tentativo di ricostruzione della realtà attraverso le impressioni infantili (e poi adolescenziali, etc, come si tenta qui senza manco avvicinarsi), e solo dopo provate a difendere questo racconto
  • Anonimo il 26/01/2014 12:25
    inutile commentare...
  • Pepè il 06/06/2011 21:00
    Grazie Cla Car per il tuo secondo passaggio
  • Anonimo il 05/06/2011 14:35
    bellissimo... mi è venuto in mente e vedo che non solo a me il gabbiano Livingston di Bach... meraviglioso anche lui come te ha imparato a volare... bello il tuo racconto bravo
  • Bruno Briasco il 17/05/2011 18:47
    Bel racconto Pepe, certamente non originale ma ben interpretato. La fantasia non manca e qualche nota autobiografica non guasta per dare il giusto pepe al tutto. Bravo!
  • Pepè il 08/05/2011 22:31
    ... mi sa che anche nell'ippica hanno già inventato tutto.
  • Massimo Bianco il 08/05/2011 21:48
    Ti dirò di più, caro mio, il ragazzo volante lo ha già descritto Paul Auster in "Mr Vertigo", ma è inutile stare a preoccuarsi dell'originalità, ormai è stato scritto tutto lo scibile, se pretendessimo da noi stessi originalità assoluta mi sa che dovremmo tutti dedicarci all'ippica. Ciao.
  • Pepè il 08/05/2011 21:22
    Grazie fenice. Grazie Nunzio... em no, non ho letto nulla di Jonathan Livingston. Mi ci informerò. Ma che delusione non si può avere più uno straccio di idea che scopri che qualcuno l'ha già avuta.
  • Anonimo il 08/05/2011 18:45
    Hai forse letto "il gabbiano Jonathan Livingston"?
    Ottimo!
  • Anonimo il 08/05/2011 16:12
    Complimenti. Hai scritto un racconto che oltre dalla alla fantasia e da una chiave di scrittura, avrà sicuramente attinto anche dalle tue esperienze personali... Ma ho usato uno stile asessuato che non fa sicuramente sentire in disparte nessuno... Lasci una parte di carta bianca al lettore, in modo che si senta partecipe... Che possa far parte anch'egli della storia. Non usi artifizi particolari... Ma io la vedo così. Se non hai tanti commenti è solo perchè Siamo pigri... E quando vediamo una paginata, spesso, non abbiamo la pazienza di leggerla cerchiamo una poesia... Possibilmente breve... Che ci dia un brivido e poi via. Frenetici come tutto quello che di questi tempi ci attornia.
    Bravo Fenice
  • Pepè il 08/05/2011 12:06
    Accidenti che commenti!
    Sono imbarazzato. Grazie infinite. Sinceramente non pensavo che queto scritto avrebbe sucitato particolare interesse. è un sogno che ho fatto anni fa.
    Sono contento di non essere l'unico abitatne del cielo.
  • Anonimo il 08/05/2011 11:09
    Volare, essere in qualche modo diverso, dare peso agli altrui giudizi... capisco tutto, perché tutto mi ha accompagnato, mi accompagnava e mi accompagna da quando sono stato e sono considerato un diverso: VOLO NEL BUIO DELLA CECITA'! Ma... volo! Sei grande! diverso
  • Anonimo il 08/05/2011 10:47
    caro Pepe è bello il tuo racconto... voli pindarici... io ti capisco a volte volo anch'io... la mente può tutto continua a volare e se dovessi alzare la testa ed accorgermi che sei... sopra la mia testa... non ti dmenticare chiamami ed io volerò con te... bella mi hai fatto sognare

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