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Avevo paura

non volevo crederci, anzi non avevo nemmeno mai immaginato di poter sentire quelle parole, avevo vissuto sempre così follemente, sempre così libera che non mi ero accorta del rischio. quando mi dissero che ero malata, non volevo crederci, avevo paura, iniziai a dimenticare le cose belle della vita, iniziai a dimenticare i visi dei miei famigliari e delle persone care, iniziai a sparire. non avevo mai pensato che si potesse morire così giovane, o almeno non avevo mai pensato che sarebbe capitato a me, a quest'età. Avevo paura che quando sarei caduta nel sonno, non mi sarei più svegliata, che quando avrei visto il sole, quello sarebbe stato l'ultimo giorno della mia via. non ho trovato il coraggio di rialzami, non ho fatto altro che colpevolizzarmi e odiarmi, si, mi odiavo, tremendamente. bensì iniziai a curarmi, il mio umore era meno di zero, le persone che mi facevano compagnia, venivano a trovarmi per pietà, nessuno mi comprendeva davvero, nessuno diceva davvero "come stai?", erano tutto bravi a non mettersi nei miei panni, tutti bravi ad incoraggiarmi e a farmi forza, ma cosa ne sapevo loro del dolore? della sofferenza? della perdita della tua stessa vita? ero solo un corpo vuoto e stanco, stanco anche di combattere quelle battaglie che mi erano state inflitte, incominciai a non avere più fede in quel Dio che mi aveva sempre sorretto, avevo paura di morire. "signorina, lei non risponde più alle cure" cadì nel più profondo e tetro buio. Non riemersi mai del tutto, nonostante siano già passate settimane, e sono ancora quì, all'ultimo stadio della malattia, a capire ancora cosa ho sbagliato, quale parte della mia vita ho commesso peccato, ho commesso errore. Aspetto solo che la mia ora, quella in cui so che vedrò quel Dio che tutti venerano, allora li non avrò più paura, non avrò più rimpianti.

 

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8 commenti:

  • jessica il 15/05/2012 18:55
    questo racconto e bellissimo...
  • arianna di mauro il 10/05/2011 22:02
    spero di scriverne altre dove possiate anche voi riflettere su temi importanti che possono capitare a ogni persona
  • Anonimo il 10/05/2011 06:44
    Meno male... che liberazione... ciaociao.
  • arianna di mauro il 09/05/2011 22:42
    GRAZIE PER IL VOSTRI COMMENTI, COMUNQUE NON è ASSOLUTAMENTE AUTOBIOGRAFICO, MI SONO SOLO ISPIRATA A UNA STORIA CHE HA VISSUTO UNA PERSONA A ME VICINA E MI SONO IMMEDESIMATA!
  • Anonimo il 09/05/2011 19:25
    Suz... credo anch'io sia autobiografico... ma la speranza non muore mai... attendiamo l'autrice, se ne ha voglia. ciaociao
  • Anonimo il 09/05/2011 18:29
    Giacomo, a me pare autobiografico, anche se spero di no per lei.
    Tutto ciò va molto oltre la pubblicazione di un racconto o una poesia.
    Stimo la tua sensibilità.
    A te, Arianna, auguro ogni bene.

    Suz
  • Anonimo il 09/05/2011 14:39
    Dimenticavo... spero non sia autobiografico... anche perchè vedo ora che l'hai taggato drammatico ma non autobiografico... ciaociao
  • Anonimo il 09/05/2011 14:38
    Un argomento molto forte, un impatto notevole nel lettore che come me, immagino, tende a solidarizzare per moto spontaneo. A me questo sfogo interessa assai perchè mi sono chiesto mille e più volte quale sarebbe la mia reazione di fronte alla malattia e sinceramente non ho mai avuto una risposta da me stesso. credo che mi lascerei andare anche se invece nella vita sono un lottatore. io le malattie non le so prenfdere... le odio come una calamità, una cosa contro la quale mi sento impotente.
    ho notato che anche tu come me tendi a sottovalutare le maiuscole di inizio periodo: forse ci rassomigliamo anche se io sono un vecchio marinaio.
    Il mio giudizio sul tuo scritto è positivo, pr quel che vale... mentre quell'altra cosa di capirti a fondo mi piacerebbe ma è chiaro che con il web non si risolvono problemi di questo tipo.
    Se vuoi parlatrne in privato ben volentieri. ciaociao

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