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Non può durare per sempre

Un uomo lavora nei campi. Ogni tanto si ferma ad osservare i mucchi di rami, ammassati in attesa di essere bruciati, e le chiome degli alberi appena potati. Sua moglie è rimasta a casa, prepara il pranzo ed aspetta che i bambini tornino da scuola. Insieme provvedono al sostentamento della famiglia.
Altrove uomini impegnati in oscuri giochi di potere decidono che la nazione deve entrare in guerra.

L'uomo viene strappato dalla sua terra e arruolato nell'esercito, chiamato a difendere la patria, chiamato a difendere la bandiera. Marcia verso il fronte, verso la gloria, gli dicono i suoi superiori, verso la morte, dicono i suoi compagni. L'uomo ripensa alle parole di suo padre, ''la guerra non può durare per sempre". Quelle parole gli danno forza, continua la sua marcia con il cuore un po' più leggero e la speranza di ritornare a casa.
Altrove uomini impegnati in oscuri giochi di potere seguono, da lontano, le sorti della guerra.

L'uomo ha raggiunto il fronte, è in trincea, tra il sangue dei propri commilitoni e il puzzo della polvere da sparo, le grida di dolore e la paura della morte. Sa che potrebbe non farcela, teme che prima o poi toccherà a lui, ma ripensa alle parole di suo padre, ''la guerra non può durare per sempre", e si fa forza. Continua a combattere e a sperare.
Altrove gli uomini impegnati in oscuri giochi di potere decidono che la guerra deve continuare.

L'uomo è stato catturato dal nemico. La vita in prigione gli pesa molto, soprattutto quando pensa alla sua famiglia. Dal fronte poteva mantenere un contatto epistolare, dalla prigione non ha modo di rassicurarli di essere vivo, né di accertarsi che lo siano anche loro. In queste condizioni i più si perdono d'animo, lui ritrova la speranza ripensando alle parole del padre.

La guerra è finita. L'uomo è libero ed è riuscito a tornare a casa. Ha trovato la sua casa in rovina e le sue terre devastate. Lui e sua moglie hanno lavorato duramente per ripulirle, per seminarle, per irrigarle, per ricostruire la loro casa e cancellare i segni della guerra.
Altrove uomini impegnati in oscuri giochi di potere decidono che la guerra può attendere... per il momento.

 

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8 commenti:

  • Anonimo il 18/01/2010 21:41
    Molto toccante nella sua semplicità; è stato un vero piacere leggere il tuo racconto... bravo!!!
  • Antonella Fittipaldi il 30/03/2007 14:02
    ti faccio i più vivi complimnti!
  • simona bertocchi il 10/11/2006 12:57
    tristemente vera, soprattutto perchè purtroppo... può durare per sempre e ancora peggio perchè non è tanto la guerra che spaventa ma l'abitudine alla guerra (citazione da Heminguay). Lo stile graffia, aggettivi forti eppure semplice. Bravo. a rileggerti
  • Raffaele Giugliano il 09/11/2006 10:02
    Ecco un commentatore arguto che ha capito tutto del racconto. Ha capito che non e' ne' un racconto sulla guerra, ne' un racconto sui contadini o gli oscuri giochi di potere, ma un racconto sulla mutevolezza delle cose. Le situazioni cambiano e niente è per sempre. Il modo migliore per affrontare il cambiamento è valutare la situazione e limitarsi galleggiare quando la corrente e troppo forte (per es in guerra), nuotare quando la corrente te lo permette (per es quando ti rendi conto che lavorando sodo puoi ricostruire la casa e ripulire i campi).

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