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Otto anni

Sono trascorsi quattro mesi e io non mi sono ancora rassegnata.
Spero in una risposta, la desidero, la sogno quasi ogni notte, stretta a Ettore, anche lui triste.
Imparare è diventato faticoso. Cosa significa farlo quando non lo puoi dimostrare a chi vorresti? Lei non basta, non ci posso far niente. E non è solo un capriccio. Vorrei lo capisse.
Solo Ettore ci riesce, e manchi tanto anche a lui.
Le mie compagne mi ammirano perchè torno a casa da sola. Alcune hanno smesso di prendermi in giro e trascorrono con me l'intervallo, mi parlano, mi ascoltano, mi dicono i loro segreti. Sono diventata abbastanza alta per sapere che Luisa è innamorata di Mauro. Che Maria odia Chiara. Che forse piaccio a Edoardo.
Loro rimangono stupite quando dico che non ho cose da raccontare. Un po' deluse. Ma non ci posso far niente. Non ho segreti. Non amo e non odio nessuno. E torno a casa da sola perchè mi piace camminare.
È la prima bugia che dico nella mia vita. Cosa posso farci?
Mi manchi. Non è come l'altra volta, che non avevi fatto in tempo a partire che eri già tornato. Non mi ero resa conto di nulla, se non degli occhi rossi e di quella strana puzza quasi di terra bruciata mischiata a odore di ferro, sì, come quello che sento vicino ai binari quando c'è tanto sole, che usciva dalle tue mani.
Tu non lo sai, ma quella sera io non sono salita subito in camera. Sono rimasta nascosta dietro la porta e ti ho visto piangere. Non capivo. Chi ti aveva fatto del male? Volevo saperlo ma quando hai cominciato a urlare quelle strane parole sono fuggita nel mio letto. Ho avuto un sacco di paura. Tanta.
Lei mi disse che stavi tanto male perchè un amico si era trasferito in un altro posto, più bello, ma troppo lontano per poterlo andare a trovare.
Non la sto facendo arrabbiare, sai? Faccio sempre i compiti e pulisco con lei la casa. La mia camera è ordinata e non sembra più quella di un maschio come mi dice sempre.
Ogni tanto mi sembra di sentirla piangere, ma quando la raggiungo, si asciuga gli occhi, mi abbraccia e mi dice che va tutto bene, che è solo triste perchè manchi tanto anche a lei.
L'altra sera sono venuti a mangiare Zio Roberto e Zia Laura. Mi hanno regalato uno zaino nuovo. Ci sono disegnati tanti amici di Ettore! Prima del dolce, mamma ha cucinato una cena buonissima, con le mie cose preferite, Zio Roberto mi ha guardato e ha detto che ho proprio i tuoi occhi. Quando gli ho risposto che non mi bastano ho visto Zia Laura commuoversi, asciugarsi gli occhi grandi dentro quelle grandi guance quasi rosse. Hanno tutti sorriso.
Prima di tornare a casa, mi hanno abbracciato fortissimo, più del solito.
Tutti mi dicono che tu tornerai. Anche le maestre me lo dicono. Maestra Lucia, quando mi parla di te e mi rassicura, si tocca sul cuore, e mi dice che sei un eroe.
La odio. Lo so che sei un eroe. Il mio eroe. Non lo sei di nessun altro e di nessun altra.
E quando chiedo dove sei andato, mi dicono che sei andato lontano. Mamma dice che manca poco, che devo avere solo un po' di pazienza. Che il tuo lavoro è diverso da quello di un avvocato, o di un medico.
Io ed Ettore ti aspettiamo.
E ci piaci tanto anche con gli occhi rossi e quella strana puzza che ti esce dalle mani.
Spero con tutto il cuore, che tu non sia andato a trovare quel caro amico che si è trasferito qualche anno fa.

 

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9 commenti:

  • Anonimo il 21/09/2013 11:03
    Molto bravo, ben scritto, rende in maniera semplice ma dolorosa i pensieri di bambino e il vuoto di una presenza, con una forma di autoassoluzione da pregresse piccole colpe, quasi potessero essere la causa di una improvvisa dipartita. Tenerezza e tristezza molto realistiche. Grazie
  • Anonimo il 15/09/2011 00:43
    In una sola parola: devastante.
  • Massimo Bianco il 22/05/2011 13:06
    Concordo con quanto scritto dagli altri, un racconto tristemente perfetto!
  • Anonimo il 19/05/2011 13:17
    Molto bello questo brano, il genere che preferisco... io addirittura mi sono commosso... che ci posso fare. Sei riuscito a rendere molto bene i pensieri di una ragazzina che si trova calata in un così grande evento... bravissimo. ben scritto, anche, con quella dose di laconicità che l'argomento richiedeva. ciaociao
  • Michele Rotunno il 19/05/2011 12:00
    Su, su la vita continua! Ma perchè immedesimarsi in una bimba? Non è che in tutto questo tempo hai fatto qualche cambiamento?
  • Anonimo il 19/05/2011 09:22
    bellissimo Guido!!!
    bentornato
  • Anonimo il 19/05/2011 01:38
    Meraviglioso Guido, meraviglioso...
  • Fernando Piazza il 19/05/2011 01:28
    Ah proposito, felice ritorno.
  • Fernando Piazza il 19/05/2011 01:26
    Ottimo Guido. La perdita del padre raccontata con le parole e i sentimenti di un bimbo. Cos'è la morte per un bambino! Come può comprenderne il senso profondo! Ciò che percepisce è unicamente un senso di abbandono, di perdita in un momento di crescita così delicato e importante per lui. Difficile realtà con cui deve imparare a convivere e a fare i conti per i giorni a venire...
    Spero non sia un racconto autobiografico, ma mi ha colpito molto il modo in cui la bimba descrive le sensazioni e i pensieri che occupano la sua mente, un racconto chè è una confessione dolorosa, ma anche aperta alla speranza di un "ritorno".
    Davvero bello e intenso.

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