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Capelli bianchi

capelli bianchi
Eccoli... Sono arrivati ad uno ad uno come gente dell'est. Naufraghi disidradati dopo lunga permanenza nella zattera del tempo. Dapprima uno solo, poi due... Profughi nascosti tra milioni di simili... Poi gli altri, tanti, ormai colonie alla periferia di due laghi senza più trasparenza contornati da spiagge ferrose solcate da aride crepe. Argentee comunità che rivendicano il loro diritto alla vita, a quella vita ormai breve che urla disperazione per quello che era, che è e che sarà. Sono affamati di tenerezza, bramano complici sguardi, consapevoli carezze e rispetto per quel pregno messaggio che hanno portato.
Li ho guardati ogni mattina riflessi allo specchio talora con un pizzico di curiosità ma quasi sempre in una indifferenza umiliante per quella parte di me che esige consapevolezza e non rassegnazione.
Evviva, di nuovo le lacrime... Appoggio la maschera sulla mensola impolverata e spolvero soltanto la mia anima. Tumultuose sensazioni prive di contorni. Forti, troppo invasive... Le ho placate di nuovo con subdoli farmaci per dedicarmi qualche ora di oblio... quell'oblio che neppure sogni regala e ruba la vita.
I miei passi si fanno lenti, sento le spalle pesarmi ogni giorno di più ... estranea mi è quell'immagine riflessa nelle vetrine per strada. La donna dai forti garretti che trottava nei boscosi pendii, rifugia
persino la tersa aria del suo rifugio montano.
Per fuggire me stessa non occorre andare lontano. Per ritrovare me stessa basta andare davanti ad uno specchio e guardare quei fili argentati che vorrei dedicare a qualcuno.
A te li dono stasera, a te che per qualche ora fingerai di regalarmi il tuo cuore, a te che rincorri la vita con false illusioni. Li poggerò sul tuo petto che non traspare emozioni... mentre il mio orecchio saprà ascoltare lontano quell'eco. Ascolta! Ascolta! Prova ancora! Segui il percorso... Nella mia mensola impolverata accanto allo specchio c'è posto anche per la tua maschera... Toglila! Alza lo sguardo, guarda i tuoi capelli bianchi, i tuoi laghi, le spiagge ferrose e solcate e non sarà più un'eco che dovrai seguire...
Prova a vedere la mia immagine accanto alla tua ed a pensare che
le rose possono ancora mantenere il loro colore...

 

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2 commenti:

  • serena montanari il 05/06/2011 16:10
    Sinceramente non ho capito come facciano le genti provenienti dall'est ad essere "naufraghi disidradati dopo lunga permanenza nella zattera del tempo"... Perdonami la sincerità, ma non credo che una persona sia alla fine della sua esistenza solo per i fili d'argento o le rughe sul viso. La vitalità e la forza interiore sono ben altra cosa. Dici "Per ritrovare me stessa basta andare davanti ad uno specchio e guardare quei fili argentati che vorrei dedicare a qualcuno." Beh, sinceramente per ritrovare me stessa a me basta il silenzio e la solitudine, non lo specchio. La sostanza e la forma esteriore delle cose sono molto diverse!!
  • Anonimo il 19/05/2011 13:07
    Ho cominciato ad avere i capelli bianchi a quarant'anni... forti, ricci e bianchi... ahahah... non me ne fregava niente allora, figurati ora che son passati altri vent'anni. I capelli li ho, lunghi e forti, candidi come la neve. Punto. Zero problemi.
    Così per la ruga o per l'occhio non più luminoso.
    Piuttosto io mi sono fisicamente mantenuto bene... un bel fisico che si ritrova a battere ragazzi di trenta-quarant'anni nel nuoto nazionale... quello si che mi esalta... ahahah... ciaociao, guardiamoci dentro un po' di più e meno fuori... per quanto riguarda il brano, brava brava, ben scritto e ben espresse le tue ruflessioni. ciaociao

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