PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

L'albero del peccato

Era un campo maledetto, così diceva la gente, perché qualsiasi cosa veniva coltivata moriva. Ci avevano provati in molti, ma nessuno era riuscito a farci crescere niente, lo avevano anche fatto benedire, ma non c'era niente da fare, era una terra morta che non dava e non avrebbe dato mai dei frutti.

- Riprendetevi questo denaro - lanciò la borsa dei trenta denari davanti ai piedi dei sacerdoti che si aprì e si sparpagliò sul pavimento, fatto ciò uscì dal tempio. Con quel denaro i sacerdoti acquistarono un terreno e lo destinarono alla sepoltura degli stranieri.

Camminò per tutto il giorno e tutta la notte, bruciato dal sole, dalla sete e dalla fame. Aveva tradito l'unica persona che gli aveva dimostrato un po' di affetto e che aveva avuto fiducia in lui. Stava male, si sentiva bruciare dalla rabbia e dall'odio, contro se stesso, per la sua vigliaccheria. Si immaginava davanti ai sacerdoti e che diceva loro - Non voglio il vostro denaro uccidetemi pure, io non tradirò mai il mio rabbi.

Ma questo era solo il delirio di un febbricitante, ormai il suo rabbi era morto e non c'era più niente da fare. Si sentiva perso, pensò ai momenti felici passati con il rabbi ed i suoi amici quando andavano di paese in paese ad aiutare le persone.

La mente è strana, si aggrappa a tutto quello che può per trovare sollievo, ma tutto è effimero, il male interiore ritorna sempre e più intenso di prima. Gli girava la testa, non mangiava né beveva da più di ventiquattro ore. Si sentiva sfinito, stanco, si ricordò che nel suo sacco aveva una boraccia d'acqua, del pane e del formaggio.

Da lontano vide un albero immenso, lo raggiunse e si sedette con la schiena appoggiata al tronco. Chiuse gli occhi e respirò l'aria della notte. Per qualche minuto rimase così, immobile e senza pensare a niente. L'aria fresca della notte gli portò un po' di sollievo agli occhi e alle labbra arse dalle ore camminate sotto al sole.

Aprì gli occhi, si sentì un po' meglio, prese il sacco tirò fuori la bisaccia dell'acqua e bevve avidamente. Mangiò il pane ed il formaggio, i cattivi pensieri se ne erano andati. Richiuse gli occhi e si abbandonò a quel senso di pace. La stanchezza ebbe il sopravvento e si addormentò profondamente. Sognò del maestro e della cena che avevano fatto prima che il rabbi venisse arrestato.

Il maestro gli diceva - Con il tuo bacio mi tradirai - e lui subito a rispondere - No ti sbagli, io ti amo mio Signore e non ti tradirò mai. Immediatamente sentì la sua voce dire - Prendetelo è lui l'uomo che state cercando, poi davanti ai sacerdoti - Vi ho consegnato il Messia ora datemi quello che mi è stato promesso.

12

2
2 commenti     1 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

1 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • Anonimo il 21/04/2013 17:17
    ... davvero bel racconto,
    scritto molto bene,
    ottimo incipit,
    complimenti..

2 commenti:

  • Giorgio De Simone il 19/05/2011 23:49
    L'altra faccia della medaglia che arricchisce il valore della moneta.
    Piaciuto
  • Michele Rotunno il 19/05/2011 20:41
    Un bel testo, avrei approfondito un po' la parte del risveglio per dare più forza al senso di colpa.
    Comunque interessante e piaciuto.

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0