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I nuovi vicini

Dall'alto della sua veranda, aveva la possibilità di osservare tutto ciò che accadeva nel quartiere. Sovrastava tutti. Poi riferiva nei minimi dettagli quello che aveva scoperto a chi, al piano terra, non godeva dei suoi stessi vantaggi.
Emilia, detta il Gazzettino, la più anziana dell'isolato, passava le sue giornate appollaiata dietro la finestra, pronta a balzare fuori ad ogni minimo movimento dei vicini, fingendo di sbrigare le faccende domestiche.
Ora spandeva i panni, ora lavava la veranda. Mentre i suoi occhi e le sue orecchie da sentinella scrutavano i dintorni, alla spasmodica ricerca di pettegolezzi da divulgare.
Nonostante questo suo vizietto, era benvoluta dalle altre famiglie, le quali trovavano persino divertenti i suoi raccontini pepati, spesso ingigantiti, quasi mai rispondenti alla realtà, pur essendo consapevoli di essere anch'essi vittime dell'occhio acuto del Gazzettino.
Se oggi era toccato ai Masoni, domani sarebbe stata la volta dei Cicaletti e l'indomani ancora dei Barolo. Era fatta così, e tutti la assecondavano.
Solitamente le sue novità non suscitavano particolare interesse; erano fatterelli senza importanza, inezie.
Negli ultimi giorni, tuttavia, un avvenimento eccezionale aveva creato fermento intorno al Gazzettino. Tutti suonavano al suo campanello per chiederle se avesse novità, se qualcosa di nuovo fosse accaduto.
A creare tanto scompiglio nel placido quartiere era stato l'arrivo di una nuova famiglia: i Valenzi.
Attorno ai nuovi membri del vicinato aleggiava qualcosa di misterioso.
Di loro, il Gazzettino, era riuscita a scoprire solo che erano sposati all'incirca da tre anni, che non avevano figli, e che lei lavorava come veterinaria in un ambulatorio di città.
Un tipo schivo e riservato, molto giovane, poteva avere non più di trent'anni, aspetto gradevole.
Del signor Valenzi, invece, nessuno sapeva nulla. Nessuno l'aveva mai visto. Qualcuno cominciava persino a chiedersi se esistesse davvero.
Dal giorno del loro arrivo, Emilia aveva preso l'abitudine di alzarsi di buon'ora per non perdere neanche un attimo: doveva avere la certezza di osservare ogni cosa, ogni momento della giornata dei suoi nuovi vicini. E prendeva nota.
Puntualmente alle 7. 00 la signora Valenzi apriva la finestra della camera che si affacciava sulla strada. Doveva essere il salotto, con tutta probabilità.
Alle 8. 15 la donna usciva di casa per dirigersi al lavoro. E un quarto d'ora dopo accadeva il fatto. Quello che incuriosiva il vicinato. Quello che solleticava la fantasia del Gazzettino.
Alle 8. 30 in punto, sostava davanti al cancello dei Valenzi un'automobile rossa, dalla quale scendeva una donna. Bionda, giovane, bella, prorompente. Senza suonare estraeva dalla sua borsa un mazzo di chiavi e apriva il portone.
Chi fosse quella donna e che rapporti avesse col nuovo vicino non era dato saperlo.

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0 recensioni:

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11 commenti:

  • Roberta Criscio il 10/06/2011 16:30
    Eheheh!! Beh, chissà... potrebbe avere un seguito!! L'inarrestabile Emilia potrebbe scoprire la verità... perchè no? Grazie a tutti!
  • paolo molteni il 10/06/2011 10:07
    Molto bello! Anche se, secondo me, il Gazzettino non si arrenderà così facilmente. Ci dormirà sopra e, trovando qualche piccolo particolare che non le torna, entro una settimana scoprirà la verità. Al Gazzettino non la si fa!
  • nicoletta spina il 09/06/2011 23:18
    Scritto molto bene, riporta sapientemente la realtà dei piccoli paesi, il gusto del pettegolezzo che tante signore poco o nulla facenti e senz'altro prive di interessi coltivano nel loro provinciale e insignificante vivere. Bella la descrizione del vero ruolo della sorella che ha lasciato con un palmo di naso il Gazzettino.
    Bravissima Roberta!
  • Roberta Criscio il 08/06/2011 11:05
    Io mi sono ispirata proprio alla mia dirimpettaia!! Grazie per il tuo commento Rose-Marie!
  • Rose-Marie Avaro il 07/06/2011 13:58
    Bellissimo racconto! Non ho mai abitato in un piccolo centro... peccato pero'! chissà quanti scherzi farei alla pettegola di zona!
  • Roberta Criscio il 06/06/2011 17:05
    Grazie Massimo!! Il tuo commento mi ha fatto estremamente piacere!
  • Massimo Bianco il 05/06/2011 21:04
    L'ingenua pettegola ingannata. Un altro, il terzo splendido tuo bozzetto che leggo, ed è forse anche il migliore (gusti personali). Sei una vera specialista nel raccontare queste storie minime, brava!
  • sara zucchetti il 05/06/2011 16:15
    Avevo intuito ma volevo esserne sicura!
  • Roberta Criscio il 05/06/2011 10:51
    Sara, la dolce ficcanaso è rimasta delusa e ingannata allo stesso tempo, poichè le è stato fatto credere di essersi sbagliato quando invece ci aveva visto giusto: la donna era davvero l'amante del nuovo vicino.
    Fernando, bellissimo il tuo commento! hai inquadrato perfettamente la realtà dei piccoli paesi che ho voluto descrivere!!!
    Grazie di cuore.. a entrambi
  • Fernando Piazza il 04/06/2011 16:06
    Storiella gustosa e sapientemente descritta. La vicina impicciona, morbosamente curiosa e tuttavia tollerata perchè innocua e per converso "utile" al resto della comunità per quel senso di prurigine che coglie tutti indistintamente... quando non si ha di meglio da fare, è un classico: immancabile e immutabile nella realtà di quei piccoli paesi che di insignificanti, apparenti "misteri" e "drammi quotidiani" spesso si nutrono. Brava.
  • sara zucchetti il 04/06/2011 15:47
    Simpatico racconto la signora ficcanaso è rimasta delusa e ha imparato la lezione. Dunque allora quella che apriva la finestra era la domestica o la bionda era veramente l'amante? Mistero!

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