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Disonore

M'hanno infangato. senza pietà m'hanno infangato. senza scrupolo e anche senza motivo. come si fa a infangare uno senza motivo? che motivo può maai esservi di ricoprir di fango uno che non ha motivo di farsi ricoprire di plumbea vergogna? Forse che uno sprovvisto di motivi può ispirare a tal punto un suo simile da suggerirgliene uno?
È così antipatico esser cortesi con tutti? fa tanto ribrezzo aver massima cura nell'evitare di pestare i calli a chicchessia? o è forse il fatto che io sia lì ogni giorno, alla medesima ora, nello stesso posto a perseguire con uguale pervicacia il mio scopo, cioè di salire sull'autobus che mi porterà a casa e conquistare un posto a sedere, visto che ho obliterato il biglietto, a stimolare qualche anima persa a rovesciarmi addosso una tal ingiuriosa onda d'onta?
sì, perchè è proprio così che stavo facendo, o meglio che non stavo facendo, ché niente si fa mentre si attende l'autobus, quando la marea del disonore si è abbattuta sulle mie povere membra innocenti.
Che ce l'avessero con me non v'è dubbio, non ero mica solo a far la fila, e alla mia destra c'era uno che gesticolava come una marionetta, e alla mia sinistra un altro imprecava in continuazione, una volta per il ritardo del pubblico mezzo, un'altra perchè cominciava a piovere... mentre in fondo un ometto torvo e un po' sciancato si dava un gran daffare nel cercare di conquistare le postazioni più avanzate di quella in cui si veniva a trovare ad ogni tentativo, e di nessuna era contento.
Eppure l'obbrobrio ha cercato proprio me, che me ne stavo lì quieto senza punto ferire, silenzioso e paziente, di nulla scontento e nemmanco felice, con una precisione da far impallidire l'intero sistema dei trasporti pubblici mondiali, ha allungato le sue mani lorde su di me, gettando un'ombra indelebile che porterò con me per tutti i millesettecentocinquanta metri che si interpongono, incancellabili, tra me e la mia casa.
ho smarrito il mio bel colorito, vedo tutto nero, non riesco a fare un passo, se ci provo sento le gambe stranamente dure, umidicce e pesanti... mi sembra d'aver indosso una gabbia invece del mio bel vestito grigio confezionato dal mio sarto, che è l'unico a sapere che ho un braccio più corto dell'altro... sarà stato questo il motivo ispiratore di cotanta infamia? si sarà venuto a sapere?
ormai poco importa la ragione, se ragione si può dire questo anticipo d'apocalisse che mi ritrovo addosso, e a chi potrebbe importare, ormai l'unica cosa che conta è la realtà, chiara, evidente, a tratti lampante, spiattellata davanti al muso irriverente di tutti: la mia vergogna di dominio pubblico, al pubblico ludibrio come la statua del poeta di paese del secolo scorso, che non ne può più di barbe, baffi e pois di vernice rossa... ecco, così sono io, così son diventato tutt'a un tratto: ridicolo!
la ridicolaggine era già dentro di me, lo confesso, è nata con me, anzi prima di me... sono stato costruito intorno a un nucleo di ridicolaggine, ma estrema fu la cura che vi posi, dall'attimo che m'accorsi della sua subdola presenza, nel celarla all'altrui indiscrezione, affinchè nessuno vi posasse l'occhio nè mente vi ponesse, e pareva vi fossi così ben riuscito da aver l'impressione di passar inosservato, a tratti addirittura stimato... ma eccoti che proprio sul più bello, sul più imperturbabile momento della tua accorta esistenza, uno scellerato riesce a ridurti peggio d'una pera marcia, e lo fa con tale maestria e tal meticolosità da rendere le imprese di Tell dilettantesche e insensate; poichè non è verosimile il supporre l'accadimento come fatto incidentale, casuale nè del tutto o in parte involontario... non è possibile ricoprire uno di grave e maleodorante vergogna, uno tra tanti, uno che sta insieme, accanto a tanti altri, gomito a gomito con altri, testa a testa, piedi a piedi; uno che si confonde con altri al punto da non potersene distonguere se non per insondabile e inesorabile volontà, per l'appunto.

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5 commenti:

  • ignazio de michele il 05/06/2011 18:37
    con una punta d'inquietitudine ma, molto ben scritta...
  • rosaria esposito il 05/06/2011 18:01
    tutt'e due, Bruno, tutt'e due... grazie della codata Gia.. ne ho bisogno... e grazie a te, Fernando per le belle parole con le quali hai descritto questo mio "disonorevole episodio" .. hai ragione, da allora cammino a piedi... senza sosta..
  • Fernando Piazza il 05/06/2011 09:24
    Il bel vestito grigio irrimediabilmente "macchiato" e colpito da una sciagura simile... Con quale maestria e che "delirio" di parole hai inanellato per descrivere un "anonimo" episodio di vita quotidiana...
    A proposito, non sarà meglio evitare gli autobus nell'ora di punta?
  • Anonimo il 05/06/2011 09:15
    Molto simpatico... fine ironia... scritto assai bene. Anche il linguaggio usato, a mio avviso diverso dagli altri racconti, ben si addice al soggetto di questo bel brano. Brava, simpa. ciaociao... ti do una codata, non posso darti la mano... ahahah
  • Bruno Briasco il 05/06/2011 08:38
    Stralcio di vita comune o analisi logica di un momento di sana follia?

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