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Mosca di notte

Non so che cosa mi consumi di più, se il senso angosciante di impotenza di fronte a ciò che sta succedendo, o la consapevolezza di non avere fatto nulla per cercare di evitare una simile catastrofe.
Non riesco a decidermi, sul serio, proprio non riesco.
Sono andato a correre di notte sotto la pioggia, ho passato ponti, scale e viali senza fatica, i miei pensieri non mi davano tempo di provarla, i muscoli contratti dalla stanchezza non hanno risentito alcun dolore, i polmoni mi hanno aiutato come non mai e il cuore pompava calmo ma veloce.
Ti ho trovata nel mezzo della corsa, fra i capelli zuppi d'acqua che mi coprivano la fronte; non mi è piaciuto.
Questa sera ricordare quanto tu sia tutto per me mi ha fatto male, è la prima volta che non riesco a pensare a te sorridendo, questa volta mi hai colpito a fondo, hai ferito un nucleo che non credevo di possedere.
Devo smaltire il caldo e la rabbia e una corsa sotto la pioggia fredda non è che una perfetta valvola di sfogo per entrambe le cose, ma il caldo se ne è già andato, la rabbia no; no perché tu non te ne sei ancora andata, e non te ne andrai mai.
Dopo un ora è arrivata una mosca, strano, molto strano sotto la pioggia.
Ho subito pensato: "se vuoi ronzare su una merda accomodati pure" e lei lo ha fatto, noncurante del fatto che io stessi soffrendo e che tu ne fossi la causa.
Lei non poteva capirmi però, tu invece si.

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 19/01/2012 15:10
    Forte e intenso... e non cadi MAI nel patetico o nel vittimismo, bravo!

3 commenti:

  • Samuele Pastorino il 10/06/2011 05:35
    Grazie mille Bob!!!
  • Bob di Twin Peaks il 09/06/2011 23:57
    e qui mi sa che hai battutto Hetfield eh! non credo che abbia mai scritto
    "if you wanna buzz on a shit, come on" ... Bel racconto, veramente
    (io quando volevo dimenticarmi dei pensieri martellanti tipo il tuo, visto che non c'era modo di non pensarci, decidevo di pensarci continuamente fino a che mi veniva a noia pensare sempre lo stesso pensiero e l'inconscio cominciava a distrarmi)
  • rosaria esposito il 05/06/2011 21:13
    il senso di impotenza è una sferza sulla nostra anima, impotenti a trattenere chi va via ma rimane dentro noi, impotenti a mandar via chi non è più dentro noi... il senso è lo stesso.. ugualmente doloroso... un bel racconto breve, pieno di sentimenti veri e primordiali.

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