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Turno di notte

La casa deve essere quella! Si non ci sono dubbi!
Sono ancora tutti svegli, lo vedo dalle finestre illuminate e dalle loro ombre ingigantite dalla luce bluastra della tv accesa. La porta del retro è stata lasciata aperta.
È tanto tempo che faccio questo lavoro, lavoro poi se così si può dire, ed ancora non riesco a capire come si faccia a lasciare una porta aperta con le notizie terrificanti che vomitano televisione e giornali. Poi, come sempre, basta sbattere il mostro in prima pagina, il pirata della strada, lo stupratore di turno ed il gioco è fatto, questo è terrorismo mediatico. Altro che delinquenza.
La delinquenza, quella vera, è il lavaggio del cervello che si abbatte sulle persone normali creando panico, disprezzo per gli estranei, paranoia tra persone e persone.
Nessuno si fida più. L'inerme vecchina che attraversa la strada con borsetta retrò e passo incerto la trovi solo nei telefilm polizieschi. Mi sembra di vederla, durante la preparazione dell'azione di incursione nella casa dei malfattori, che attraversa il viale dove di li a poco avverrà la sparatoria e l'ennesima auto della polizia andrà a sbattere contro l'albero. Quella è delinquenza! Ma quanti alberi hanno abbattuto le auto della polizia nelle serie tv? Peggio delle cavallette delle sacre scritture!
... lunga questa serata... i signori fanno le ore piccole...
forse stasera ho qualche chance di lavorare... chissà... mi sento proprio ispirato.
Ho indossato il mio completino nero fumo di Londra... l'ultimo... quello Dolce e Gabbana... una vera sciccheria... peccato che di notte non si riesca a vederlo ben bene... mi fa così intrigante... un vero gentleman... ma fammi controllare... ancora niente... tutti svegli... ma devo aspettare... è il mio compito... prima o poi verrà il momento giusto ed io... zac, entrerò in azione.
Però questa famiglia si tratta proprio bene... guarda che cura i cespugli di questo giardino e come sono graziosi i nanetti vicino alla fontanella... questi devono essere stati scelti dalla signora... lei è proprio bella... bionda sempre ben pettinata... elegante ma non eccessivamente sexy... una vera signora... si.. si..
Anche lui però... distinto... imperturbabile... non c'è che dire una coppia di classe... toh... una delle luci si è spenta... è ora che mi avvicini... potrebbe essere il momento giusto.
Ecco... ancora un'altra... mi piazzo di fianco alla finestra socchiusa... fortunatamente è estate così posso sentire chiaramente... ecco... zitto ora...
La madre amorevolmente sistema la figlioletta nel lettino...
- Hai lavato i denti prima di coricarti?
- Si mamma! Posso stare sveglia ancora un po'?
- No, domani dobbiamo alzarci presto!
- Ancora un pochino, per piacere!
- Non se ne parla, ci aspetta una lunga giornata!
- Dai, solo un pochino!
- Ho detto no! Devo chiamare l'uomo nero???
- No, no, non ce n'è bisogno, recito la preghiera e dormo subito.
- Bene, buonanotte cara!
- Buonanotte, mamma!
Intanto al di la della finestra, un'ombra scura si allontana e sembra sussurrare... tornerò domani!

 

l'autore Giorgio De Simone ha riportato queste note sull'opera

Mi sono ispirato allo spot della Dolce Euchessina dove l'uomo nero domandava alla finestra; è qui che c'è un bambino cattivo? Ogni riferimento al fatto che il racconto fa cagare è puramente casuale.


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0 recensioni:

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15 commenti:

  • Bianca Moretti il 02/08/2011 15:12
    Grossa crisi anche per l'uomo nero, vedo, rimasto a becco asciutto e forse anche un tantino sollevato... Per battere i veri "mostri" che esistono nella realtà con tutta la cattiveria e la violenza che circola, il povero uomo nero dovrà mettersi d'impegno per battere la concorrenza...
    P. S. Concordo con Marcello a proposito della mamma: evitare di mettere un carico da 15 non era meglio?
  • Dora Forino il 14/06/2011 09:34
    Uno spaccato della vita ben descritto.
    Apprezzato.
  • Marcello Insinna il 11/06/2011 12:12
    secondo me la vera terrorista è la mamma che spaventa la figlia minacciando di chiamare l'uomo nero! Ah ah ah bravo
  • Fernando Piazza il 10/06/2011 20:26
    Anche quello è uno sport, più diffuso tra le donne, per la verità: chissà perchè, però, nonostante tutto quel moto e quel correre da un reparto all'altro, da un supermercato all'altro, un SALDO di qua e un 3x2 di là... ci tocca pagargli pure la palestra. I mariti per star loro dietro si sono specializzati in varie categorie: l'acchiappo dell'ultimo carrello, la sistemazione della mercanzia nel carrello alla ricerca di un equilibrio stabile, la corsa alla cassa meno affollata (pura illusione) e via discorrendo. E poi dicono che non facciamo niente!
    Gli scritti che troverai pubblicati sono di mia moglie. per il momento è lei quella ispirata. Ciao ciao
  • Giorgio De Simone il 10/06/2011 20:06
    Fernando che musica per le mie orecchie... mi piace tantissimo leggere i tuoi commenti quasi quanto i racconti... e devo dire che sei anche molto divertente. un grande in bocca al lupo per Giacomo... una coppia sportivissima... tu la maratona... lui la vasca... io invece mi sto preparando per la gara di "Acchiappatutteleoffertealsupermercato" per la uqale ci vuole una preparazione specifica... io ho come personal trainer mia moglie che dirige a voce il carrello... ciaooo vado a leggerti... ho visto che sei comparso in data odierna.
  • Giorgio De Simone il 10/06/2011 20:02
    Nicoletta è un piacere ricevere i tuoi commenti... mi raccomando, quando capiterà che i testi saranno da Dolce Euchessina dimmelo, saranno comunque ben accetti... da te e da pochi altri ovviamente... ciaooo Grazie
  • nicoletta spina il 09/06/2011 23:01
    Il racconto è molto bello e tiene in sospeso il lettore che fa mille ipotesi di conclusione e poi... arriva un finale tenero... e forse anche domani l'uomo nero non troverà bambini cattivi.
    Concordo con te sul fatto che le notizie della televisione sono terrorismo per generare inquietudine nella gente.
    Bravissimo Giorgio
  • Fernando Piazza il 09/06/2011 22:12
    Mi allontano un attimo e vi trovo a discutere allegramente! Giorgio, Giorgio, hai provocato Giacomo e ora... te se magna, come diceva il grande Albertone davanti a un ber piatto de spaghetti, al posto della "schifosa" colazione americana.
    A Giacomo vorrei dire che ai suoi racconti non deve cambiare nulla: vanno benissimo così! (ma lui riuscirebbe a fare miracoli anche così Il suo modo di raccontare lo sottoscriverei: poi usa l'autobiografismo, come me (è più facile che inventare, per me) e diversamente da me sa usare l'ironia, altra dote che non mi dispiacerebbe possedere. Mettiamola così: io sono un appassionato lettore e metto più impegno nel commentare che nello scrivere. Quando uno scritto è fatto bene, dona belle emozioni, lascia un segno nella mia anima, per me val la pena spenderci due parole ed esprimere di ritorno quel che mi ha dato: è GIUSTO nei confronti di chi mi ha "regalato" una bella pagina di "vita e letteratura creativa"! Ora non vorrei sembrare esagerato ma voi siete bravi in entrambi i casi, ossia a scrivere e a commentare. Per la scrittura il discorso è un po' diverso in quanto ognuno ha un suo modo di esprimersi, un suo mondo da rappresentare e da raccontare e per farlo usa il canale a lui più congeniale e che "sente" suo, trasmettendolo con la stessa forza al lettore. Quanto più è fedele a sé stesso, autentico, tanto più il suo messaggio arriva forte e chiaro.
    Finisco il lungo romanzo (riuscissi a farlo con i miei scritti) dando un grosso in bocca al lupo a Giacomo, anzi in culo alla... megattera (più in tema) per le gare e riporta il bronzo a casa : sicuro di non poter fare di più? Ciao a entrambi.
  • Anonimo il 09/06/2011 20:00
    A proposito di campionati italiani... un napoletano come te non può perdersi il mio racconto dei campionati italiani dell'altro anno... Il calore non ha sesso... uno strano gemellaggio Napoli-Brescia... nche ironico, vagamente. Il link è questo... http://www. poesieracconti. it/racconti/opera-7150
    P. S. non sei obbligato, ovvio... ma per un napoletano è istruttivo sapere che esistono polentoni curiosi come me... ahahah... ciaociao
  • Giorgio De Simone il 09/06/2011 19:50
    Messaggio telegrafico:
    Grazie stop. Gradito commento stop. Mi hai preso alla sprovvista stop.
  • Anonimo il 09/06/2011 19:37
    Ah... ecco spiegato l'arcano. Mi pareva strano che mi fosse sfuggita la nota.
    Tornando al racconto devo dire che avevo notato la tua predisposizione ai finali a sorpresa e devo convenire che, specialmente per lettori pigri e poco reattivi, è una tecnica che stimola il pensiero e la fantasia del lettore. In definitiva obbliga il lettore a diventare partecipe, attore, non solo spettatore... nei miei racconti, quasi tutti autobiografici, la sorpresa manca quasi sempre. Anzi, credo che la fine potrei anche saltarla tanto sono evidenti le conclusioni. Mi dai un'idea, uno spunto: potrei romanzare un po' le mie storie di vita vissuta facendole finire in modo insolito... per esempio potrei riscrivere la seconda parte del mio racconto facevo castelli di sabbia... con una scazzottata nella quale le busco di santa ragione... ahahah... ormai il racconto è stato letto ma credo che lo modificherò per pubblicarlo su altro sito. Voglio fare una prova... ahahah... ci si diverte anche di più, immagino. Ciaociao... come vedi i miei commenti, a volte, possono essere anche più lunghi.
  • Giorgio De Simone il 09/06/2011 19:18
    Ciao Fernando, grazie sempre per i complimenti. Ormai ho imparato che il racconto non è finito fin quando non arriva il tuo commento sempre ricco di note letterarie, sottolineature sagaci ed approfondimenti "illuminati". Apprezzo molto anche i giudizi di Giacomo, sicuramente più succinti ma ugualmente apprezzati perchè vanno dritti al punto.
    Per quanto riguarda il marchio di fabbrica probabilmente dipende dal fatto che ho amato fin da piccolo Hitchcock e Asimov due maestri del thriller e della fantasia. Il finale a sorpresa di brevi racconti, oltre che a darmi molte soddisfazioni, penso incoraggi alla lettura chi magari con difficoltà o pigrizia si avvicina ad un testo.
    Un saluto affettuoso ad entrambi.
    P. S. per Giacomo: la nota l'ho messa dopo la tua lettura fulminea.
  • Anonimo il 09/06/2011 18:21
    Vedo adesso la nota dell'autore... indipendentemente da quella nota avevo ben capito lo spirito del racconto... anche se non pensavo all'uomo nero della pubblicità... ciaociao.
  • Fernando Piazza il 09/06/2011 17:50
    Simpatica la nota: aggiunge una nota un tantino più inquietante, direi
    Che dire, avevi annunciato un racconto sui bimbi lasciati incomprensibilmente in macchina da genitori "distratti"(????), e sui manichini e mi trovo davanti al racconto... dell'uomo nero. Mi chiedo, sarà mica lo stesso che perseguitava me da piccolo nei miei incubi a notti alterne? Già, tu non hai letto il mio "L'uomo Nero: racconto di un incubo", capiresti di cosa sto parlando. Dubito che il mio fosse ispirato dalla pubblicità del confetto Dolce Euchessina, successiva alla mia esperienza... almeno credo.
    Molto bello comunque il tuo racconto, e tenero. Fortunato il bambino che per questa notte farà sogni d'oro mentre l'ombra nera resterà a bocca asciutta. Ben costruita la trama che lascia un'apertura a varie ipotesi, fino all'insolito e simpatico epilogo. Una nota che ti contraddistingue come un marchio di fabbrica. Bravo come sempre.
  • Anonimo il 09/06/2011 14:57
    Piaciuto... simpatico, originale, ben scritto. ciaociao.