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Amore al bacio più lungo della carezza infusa

Così lessi di te, in una tiepida giornata di tardo Marzo ove la primavera ancora non s'era fatta sentire nelle torbide acque intorno ad Alghero. Nessuno conosceva la tua voce, sembrava appartenere solo a chi ti aveva posseduto, come il mare, in questo momento si ruba i miei ricordi tracciati sulla sua sabbia.
Quasi come un granello tanto desiderato sei entrato a far parte della mia vita, e con rapidità sei tornato nel mare, fuggendo chissà per quali oceani.

Se passeggio sulla battigia lascio impronte. Solchi tracciati dal tempo sembrano fiorire tra le nuvole e i bambini che allegri ( loro ) saltellano. Così spensierati anche loro abbandonano impronte sulla spiaggia, e lei teneramente le accoglie affidandole alla vastità azzurra. Cadessi da questa altezza, così da potermi far notare, umiliandomi ancora una volta quasi ribrezzo. E se la via non è illuminata, io passo volentieri, magari con un filo di pioggia che lenta bagna tutto il mio gracile corpo che tutti continuano ad osservare. Acqua che bagna l'auricolare canta.
Tutto così veloce, ed io così inesperto lasciandomi trasportare nell'insieme delle cose. Me ne ho detto tante, purtroppo ne ho detto ancora, dopo tanti fatti successi e le tue inutili scoccianti parole irreversibili pertanto ripugnanti.
E non riesco ad ascoltare nemmeno una canzone che s'è improvvisata quella sera, poichè mi fa ricordare quell'attimo orribile tuttora. Mi odio per essermi fidato in questo semplice modo, e mi supplico di non farlo mai più, mentre forme affusolate e fumo e sigarette passanti occhi, io fumo.
Il fumo aiuta a dimenticare. Specialmente se accompagnato da canzoni, amici, sussurri, parole. Gesti.
Gesti che contano. Passano, feriscono.
Nella nostra piccola vita andremo incontro a tante cose e io, tornando indietro e, immaginando la scena, non avrei saputo se farla continuare, o meno. Molte indecisioni accompagnano l animo umano, e codesto essere ha bisogno di certezze.

Fece capolino il Sol caldo e tu sparissi dalla mia visuale ferendomi gettandomi abbandonandomi. Mi rialzai con delle coperte e arrabiato camminai fino al mare per rivolgermi a lui, finchè non decisi di osservare la cupola della cattedrale, ove le mie lacrime non trovarono accoglienza.
Ma le serate passano, il divertimento esiste. L'allegria del fiore quando sboccia è pur sempre delicata e dolce. Fresca la pioggia che scese quella sera e io immaginavo un fatto impossibile da avverarsi per ragioni ovvie.
Dicono che l'amore vero distrugge, fa male. Dicono che l'amore non esiste.

Onore al sentimento più riposto nella carne. Applausi ad ogni scherzo e schiaffo ceduto sopra esso.
Amore al bacio più lungo della carezza infusa nell'abbraccio questo delicato sguardo perso in una delusione d'eterno amore.

 

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6 commenti:

  • marilena il 06/08/2011 09:10
    sei bravo e ricco dentro quello che più conta per scrivere, più ti scopro e più ti apprezzo, ma insisto perchè tu affini con piccoli ritocchi il tuo scrivere perchè sei uno dei pochi del sito che può aspirare a qualcosa di più elevato-un giorno chissà ti leggerò in un famoso libro!
  • silvia ragazzoni il 09/07/2011 01:26
    bellissima!!!... arriva a toccare il cuore.. la chiusa è tremendamente bella!.. bravissimo Giuseppe!.. complimenti per come scrivi!
  • Giulia Gabbia il 01/07/2011 10:47
    un'opera scorrevole da leggere.. ben stesa nella sua forma.. piaciuta tanto
  • Anonimo il 29/06/2011 16:19
    si sente che sei un poeta... velato e lirico questo tuo scritto ma... sicuro che l'unico azzurro che brami è quello del mare?!... tua zietta
  • Bruno Briasco il 25/06/2011 20:14
    Veramente toccante, bella e scritta bene. Bravo Giuseppe.

    errata corrige? Il tema lo merita davvero:

    "sparissi" o sparisti?
    arrabiato= arrabbiato

  • Anonimo il 18/06/2011 08:23
    molto bello, tocca l'anima, ma ci saranno altre orme che sveleranno al cielo perchè indelebili nel cuore. ciao Giuseppe. Salva.

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