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Essere o non essere

Martina al centro del palco imbarazzata, posa una grande valigia rigida.
"Beh, ecco, perché è che vorrei andare a Berlino. Anzi, cioè, veramente, vado a Berlino! (ride eccitata ) È che non mi fido a lasciarla dietro, e' che dentro c'ho i bilgietti e tutto. Proprio dopo il provino. Perché non credevo proprio di essere presa a fare il provino, capito? Avevo fatto la domanda una cifra di tempo fa e non ci credevo proprio... Si a Berlino faccio un corso di mimo. No, il tedesco non lo so... beh, faccio il corso di mimo apposta, tanto non si parla mica col mimo... si fanno le facce si cammina con una lastra di vetro in mano, si beve una tazzina di caffè che scotta, tipo così, ecco (prova a mimare) Poi imparo a camminare sui trampoli, faccio tipo il teatro di strada, una cosa del genere. Ho quasi imparato a fare la verticale, vuole che la faccio? Ok, ok, dicevo così. No ma se vuole la faccio, non ci sono problemi. Ok va bene, va bene, non c'è problema, non la faccio. Si mi piace perché mi libera, trovo un rapporto diverso con il mio corpo, la gestualità e lo spazio circostante, capito? Mi piace molto un tipo di espressività gestuale, capito? Come dire, mi piace tipo la gestualità, insomma, ecco, capito che voglio dire? Vado con un mio amico. Si, lui mi accompagna perché ho paura dell'aereo. Cosa? Ah si, giusto, ecco... scusi... si ho fatto il metodo Stanivslaskij ho recitato Strindberg, Pirandello, Becket e poi altri, Ibsen per esempio... si anche Shakespeare, certo. Adoro Shakespeare. Ah, poi anche Collodi. Sì, una rilettura di Pinocchio, costruito in materiale ignifugo... Si, sa quando Pinocchio si addormenta con le gambe sul camino e si sveglia che hanno preso fuoco? Ecco, l'idea è quella di rifare Pinocchio in materiale ignifugo, in modo da capovolgere il momento del conflitto, capito?... Beh, si, ho preparato alcuni brani. Vuole che comincio subito? Cosa? Scusi... e' che non ho capito... sa con le luci negli occhi... non si vede niente in platea. Camminare solo? Come? Così? ( va avanti e indietro) Così? Ecco, scusi, sa sono un po' emozionata perchè devo andare a Berlino. Ho detto a Marco di venire qui a prendermi in teatro ma non si vede e sono un po' preoccupata. Si, certo che penso al provino, solo che ho paura dell'aereo, capisce? Sa, ho preso un biglietto su Internet. Lo sa che cosa mi fa veramente paura? Quando si entra tipo al posto che c'e' scritto sul biglietto che ne so'... facciamo che è tipo il 47F che sta in mezzo, ma proprio in mezzo tra una poltrona e l'altra incastrata come una triglia... come? Le triglie non sono incastrate? Ma si... stretta come una triglia! Ah no? Ah, già! Una sardina! Che stupida! Le sardine! Che poi mi chiedo sempre perchè le sardine devono essere sempre ammassate e strette strette... vabbè... che stavo dicendo? Ah si dell'aereo, si grazie... poi, dicevo, cominciano a spiegarti come si fa a scappare, a respirare con l'ossigeno che scende da sopra, a trovare il giubbotto di salvataggio. Ha visto quei fili che scendono e la mascherina dell'ossigeno che cala e penzola da sopra? Mi fa una paura che sembra un film dell'orrore!! Poi mi dicono che l'aereo è il mezzo più sicuro, che non c'è problema, capito? Però ti fanno vedere tutte quelle cose che ti terrorizzano. È come se ti ricoverano all'ospedale per una cosa banale, tipo che ne so', tipo le tonsille, ecco, tipo che ti devi togliere i monconi delle tonsille che ti sono ricresciuti. Si perché a me mi sono ricresciuti, sa? Si da piccola mi hanno operata e poi ci sono dovuta andare ancora perché c'avevo le placche... insomma dicevo metti che devi andare in ospedale a levarti i monconi delle tonsille, e tutti ti dicono che e' una cosa da niente, entri e esci, e prima di metterti il pigiama e andare a letto ti portano a far vedere dove ci sta la sala di rianimazione o la camera mortuaria, capito... Si, si scusi, era cosi' per dire, si lo so mi sono lasciata prendere un po' dal discorso cosi' tipo per rompere il ghiaccio, sa... ecco.. si so cantare pure. Cioè ho cantato in un musical. Uno solo però. Era tre o quattro anni fa. No, veramente non mi sono preparata una canzone, non credevo di dover cantare perché a me piace tanto un tipo di teatro di gestualità, di movimento, tipo che non devi per forza far capire la storia, capito? ... No, non saprei, mi sono sempre dedicata a questo... Certo. Ecco.( cammina avanti e indietro sul palco) Così? Senta io mi sarei preparata una cosetta... Tipo un pezzo che io rispondo al telefono e faccio la telefonata. Vuole? Lo faccio? ( pausa ) Si, si, tanto dura poco... ok, ok! Ecco, facciamo che qui c'è il telefono ( prende la valigia, la mette in piedi verticalmente dalla parte opposta del palcoscenico ). Ecco, qui c'è il telefono... insomma facciamo che c'è il telefono, ok? Tipo un telefono grigio con la cornetta... o preferisce un cordless? Va bene, va bene, si, lo so... era per farla sentire più a suo agio, magari lei ha un tipo di telefono a cui è affezionato, che so'... magari lei...( si interrompe) si, va bene, incomincio, ecco: ( si porta lontano dalla valigia e fa il suono del telefono) drinnn... drinnnn... drinnnn... Ecco, arrivo, arrivo... drinnn... drinnn... si, ho capito, arrivo! ( attraversa il palcoscenico e arriva alla valigia, risponde facendo il gesto della cornetta con la mano chiusa a pugno estendendo il pollice e il mignolo) Pronto?... Pronto? ( pausa) Pronto? ( fa il gesto di posare la cornetta) Hanno riattaccato! ( ritorna al lato opposto del palcoscenico) Drinnnn... Drinnnnn... Drinnnnn... ( si precipita verso la valigia, inciampa un po' mentre corre, risponde) Si? ... No, ha sbagliato... No qui è il 4457369. Si... No. Di niente.

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1 commenti:

  • Anonimo il 29/07/2011 15:37
    Bella complimenti

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