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Neve segreta seconda parte

9 febbraio 1965
ore 7, 45
" Buon onomastico Lucia! "
La voce calda e allegra di zia Nives scacciò la mia piccola tristezza. Non pensai più alla dimenticanza dei miei genitori. Mi vorranno fare una sorpresa. Ne ero certa.
Zia Nives invece mi diede subito il suo regalo. Me lo porse incartato ma la sua forma rivelava il contenuto lasciando poco spazio alla sorpresa. Tuttavia quando ti regalano un libro un po' di sorpresa rimane. Prima di scartarlo non sai che libro sarà, se ti piacerà, o se piaceva solo a chi te lo ha regalato. Come tutti i bambini non è che amassi leggere come amavo la cioccolata. Però non ero neanche una bambina che non leggeva mai. Magari per imitazione, vedendo papà sempre con un libro in mano.
Qualche bel libro lo avevo letto anche io.
Lo scorso anno avevano insistito a farmi leggere il libro Cuore di Edmondo De Amicis. A me veramente non era piaciuto tanto. Era triste e pieno di buoni sentimenti. Sapeva di antico. Anche il nome dell'autore era antico. Io non avevo conosciuto mai nessuno che si chiamasse Edmondo. A dire il vero, non ne ho mai conosciuto uno. Neanche adesso che i ricordi che si accumulano mi rendono consapevole di aver trascorso un bel po' di vita.
Pure il cognome sembra venuto dritto dritto dall'Ottocento: De Amicis. Mi faceva ridere. Lo ripetevo più volte e mi sembrava buffissimo. Lo ripetevo mentalmente sempre più veloce e mi faceva ridere. De Amicis, De Amicis, De Amicis, De Amicis. Mi ha sempre fatto ridere, almeno fino a quando non conobbi il nome di un pittore ancora più buffo: Filippo de Pisis.
Presi a ripetere il suo nome sempre più in fretta e mentre le sillabe si affastellavano e si alternavano nella mia mente, un moto irrefrenabile di ilarità mi spingeva a ridere e ridere sempre di più. Per lungo tempo tradii De Amicis con de Pisis, e devo dire che ripetere a lungo quel nome tra me e me aiutava spesso a superare i momenti scuri che pian piano si facevano largo sempre più spesso nella mia coscienza.
Oggi questo giochino non funziona più.
Scartai il libro, un po' delusa dal regalo, un po' curiosa di sapere se zia mi avesse regalato qualcosa di inatteso da leggere.
" Che cosa mi hai regalato? "
" Scartalo e vedrai! "
" E dai zia, dimmelo! Lo sai che sono curiosa." Prolungavo l'attesa con quella manfrina sciogliendo lentamente il nastro che legava il pacco.
"Non fare la stupidina! È inutile che te lo dica io visto che lo stai aprendo tu!" rispondeva zia prolungando il gioco.
Io arrotolavo il nastro, che nel frattempo avevo sciolto, aiutandomi con le dita. Era un nastrino dorato con i bordi rossi. Lo arrotolavo sulla mia piccola mano con una lentezza esasperante mentre zia cominciava a spazientirsi.
Adoravo far perdere la pazienza a zia Nives.

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