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Vivi

Lei aprì gli occhi. Ricordava: era stata una luce bianca a svegliarla. Una luce, che era entrata nella profondità delle sue viscere. L'aveva completata. Il connubio tenebra-luce, si era compiuto. All'inizio si, era stato un po' traumatico, ma l'appagamento che aveva provato in quel momento, era stato particolarmente indescrivibile. Era sveglia, lei lo sapeva. Poteva persino ascoltare nell'orecchio il battito galoppante del suo, seppur arrugginito, cuore. Il suo respiro era un infrangersi delle onde marine sulla spiaggia. Ritmo lento e continuo. Forse aveva freddo. O forse, era soltanto il sangue che, lentamente, riprendeva a scorrere nelle vene. La cosa che più in quel momento le occupava la mente, era il ricordo di una voce di sirena. Si, una di quelle voci che ti penetrano l'anima e gettano l'ancora, per garantire la stretta ben salda. "Vivi" diceva. E Lei, aveva eseguito l'ordine. Acqua, fango, arcobaleno. Odore di pioggia. Prima salato, poi dolce. Una cascata di visioni, pronte a straripare dal suo cervello. "Vivi", di nuovo la sirena che la esortava. "Vivi". E in un attimo, quel fiume luccicante di pensieri che l'aveva riportata in vita, rientrava nelle sponde della mente, silenzioso e profondo. Lei aprì gli occhi. Finalmente, Viveva!

 

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3 commenti:

  • Roberta R. il 29/06/2011 13:28
    Grazie
  • Aedo il 28/06/2011 23:51
    Un racconto ben strutturato, che descrive condizioni di vita particolari.
  • ELISA DURANTE il 27/06/2011 08:20
    Ben rappresentata l'esperienza di mancato passaggio

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