accedi   |   crea nuovo account

Il Confine

Un riflesso abbagliante balenò sulla lama, costringendo i presenti a socchiudere lievemente gli occhi. I due sovrani erano uno di fronte all'altro. Si guardarono per un istante che sembrò infinito. Attorno a loro la schiera di soldati sembrava non aver fine. Theos alzò la spada con le due mani e con tutta la forza che gli era rimasta tracciò un solco netto sul terreno, proprio sotto le sue gambe. "Nessuno osi varcare questo solco. Sarà per sempre il confine tra il mondo del male ed il mondo del bene. Questo solco è bagnato dal sangue di valorosi soldati che, da entrambe le parti, hanno combattuto per millenni perché questo giorno potesse splendere sulla terra di Agad. Io, Theos, Re di Magaria, Signore dei Quattro Soli, siglo questo accordo di sangue e di sudore, con Kraukas, Signore degli Orchi, Padrone delle Terre Oscure." Pronunciate queste parole ritrasse la gamba, riportandola nel proprio territorio e, immediatamente, dal solco nel terreno usci un'enorme energia, violenta più del vento che soffia nelle terre di Sarigat, e che terrorizza i marinai che solcano i suo mare. Il vento fu seguito da fiamme di fuoco, tanto alte da superare gli alberi incantati della foresta di Shilerman, poi il silenzio. Un silenzio fragoroso, eterno, strabiliante. Un silenzio che gli uomini di Agad non avevano mai sentito prima. Un lampo lo squarciò e dal terreno uscirono due enormi draghi di fuoco. "Presto! La magia completi l'opera!" urlò Theos e subito due maestri di arti magiche, uno per ogni parte dello schieramento, puntarono i loro immensi poteri verso le creature emerse dalla terra. Haros, nero stregone del Kaos, e Golimar, cultore della magia di Magaria, produssero due fasci di luce che raggiunsero e rinchiusero gli enormi draghi. L'energia prodotta esplose in un enorme bagliore e si spense affidando ai quattro soli il compito di illuminare le desolate lande di Agad. Theos si chinò e raccolse da terra un sigillo, frutto della trasformazione delle creature nate dalla terra. Un piccolo sigillo dorato recante l'effige dei due draghi. "Questo sigillo" tuonò Theos "sarà il custode della pace tra i nostri popoli. Il confine tra i nostri mondi rimarrà inviolato ed inviolabile finché questo emblema conterrà lo spirito dei draghi. Il vulcano lo custodirà gelosamente in eterno. Pace a Kraukas, padrone del Kaos, e a tutti i suoi figli, generazione dopo generazione". Tutti i presenti gridarono di gioia per una pace attesa da secoli. Ci furono lacrime ed abbracci. E inni per i compagni d'arme perduti in battaglia che ancora vagavano per le fredde terre di Gaul, signore dei morti.
Ancora oggi, dopo secoli da quell'evento, ogni anno, dieci giorni dopo la prima luna di primavera, i popoli scendono dalle montagne per ricordare quel momento che sancì la pace tra i popoli.
"Ma nessuno provò a sfidare il confine?"
"Certo, numerosi esseri e creature ci provarono ma la forza dei due draghi guardiani li spazzò via, mantenendo la pace"
"E così non ci faranno del male, nonna?"
"Proprio così. Ma adesso è tardi, devi dormire"
"Ancora una nonna, ancora un'altra storia"
"No, e non fare i capricci. È ora di dormire perchè domani devi andare a scuola, come tutti i bravi orchetti"
"E non verrà l'uomo cattivo a farmi del male?"
"Chiudi gli occhi tesoro, l'uomo cattivo non verrà".

 

0
0 commenti     0 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

0 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati

0 commenti: