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Ringraziamento

Un cambiamento di lavoro, non volontario, motivato, sofferto, fece fare una improvvisa svolta al mio percorso di vita. Si presentò innanzi a me, una diversa, sconosciuta realtà che, all'età di ben cinquantaquattro anni non è facile da accettare e comprendere. Chi l'avrebbe detto che, io, così piena di fantasia e di voglia di cambiare il mondo, mi sarei ritrovata catapultata bruscamente sulla poltroncina nera di un ufficio, davanti ad una scrivania ad inserire dati da una fredda e anonima tastiera.

" Grazie a Dio che hai un lavoro" mi ripetevano familiari ed amici. Ma io, non avevo voglia di ringraziare proprio nessuno.
Il rapporto con la maggioranza dei colleghi fu da subito di facile impatto. Mentre quello con " Lui" si rivelò invece essere: difficoltoso e problematico. Tutto ciò mi impensieriva molto, perché con lui dovevo lavorare a stretto contatto.
La mattina appena mi affacciavo, lui era già lì che mi aspettava. Lo avrei volentieri ignorato ma ciò non era ovviamente possibile.
La nostra relazione sopratutto da parte mia era pervasa da una diffidenza sconcertante, che lui percepiva e ciò non era assolutamente proficuo per il lavoro che dovevamo condividere.
Lo giudicavo freddo e inutile, non nutrivo verso di lui alcuna fiducia, ciò mi portava a commettere errori grossolani dei quali gli attribuivo sempre la colpa.
Certo lui, non risparmiava mai nei miei confronti i suoi sarcastici commenti.
La mia vita, a causa sua era divenuta insostenibile, un vero inferno
Chissà cosa avrei fatto per non vederlo più, sopratutto per riuscire a fare a meno di lui.
" Giulia non puoi continuare così mi ripeteva Laura, la mattina, scorgendo la mia solita espressione angosciata."
" Laura ma come devo fare se non riesco ad andarci d'accordo, le risposi stremata"
" Dobbiamo assolutamente trovare una soluzione, così non va! Mi rispose"
In seguito Laura mi suggerì di andare a casa sua, dove avremmo potuto parlare con più calma. Acconsentii con la speranza che i suoi consigli, mi avrebbero aiutato a ritrovare la serenità perduta.
Prendemmo un caffè e ci mettemmo a parlare, quando con mia grande sorpresa e disappunto lo scorsi... Laura pensò di farmelo conoscere meglio, forse l'ambiente casalingo più accogliente meno freddo di quello che regna in un ufficio avrebbe facilitato la nostra relazione.
Con il suo innato savoir faire, Laura ci fece avvicinare... Il suo intento era quello di farmi scoprire il lato positivo, che lei sapeva lui celasse.
Ci trovammo spesso a casa di Laura ed i nostri incontri si fecero sempre più frequenti.
La frequenza era direttamente proporzionale al piacere ed il piacere stava veramente crescendo.
Avevo cominciato ad aprirmi con lui a fargli spesso anche delle confidenze e ciò riusciva ad alleggerire parte della mia tensione.

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 28/08/2013 13:37
    Scrivi bene, ... Ragazza! Ma non diventare <sua> schiava. In amore è sempre uno sbaglio.

2 commenti:

  • Menichetti Serenella il 15/07/2011 13:00
    Grazie Elisa della tua attenzione! <3
  • ELISA DURANTE il 15/07/2011 11:35
    Piacevolmente sorprendente. Sei stata brava nell'umanizzare un mostro!

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