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Le frequenti rinunce

Era tardi, quando decise di alzarsi; gli occhi bruciavano, fissava il soffitto inerme, il letto disfatto.
Il senso di vuoto era in continuo crescendo: quel dolore martellante non smetteva di pulsare. Ripensava a ciò che era accaduto, mentre si vestiva. Era caduto nuovamente in quel vortice di ira che pazientemente aveva curato, tramite medici, farmaci, libri e corsi fai da te.
Non poteva tollerare di aver perso. Ancora una volta. I suoi mirabili difetti erano tornati in vita. Lo aveva dimostrato pietrificando ancora con il suo sguardo quelle povere persone rendendole inermi, riaccendendo in loro la disperazione e l'odio verso una persona che vive nel male.
Si certo era in questione la sua vita, qualcuno o qualcosa lo stava mettendo, ancora una volta alla prova, e lui aveva fallito reagendo nel peggiore dei modi: tornando a perpetuare quello stile di vita e quell'indomato carattere che faceva di lui una persona spregevole.
Non poteva minimamente pensare di aver commesso dopo un discreto periodo di tranquillità un gesto come quello ai danni della sua ex amica inserviente con il solo scopo di iniziare la sua vendetta.
Infatti, vendetta. Quella parola doveva trasformarsi in giustizia; non divina; semplicemente giustizia, in un mondo dove legalmente è difficile ottenerla.
Aveva iniziato nel modo sbagliato. Ora era un fuggitivo, un presunto criminale danneggiato con le sue stesse mani, reduce da un passato burrascoso e sospettato di omicidio.
Non poteva che deglutire il boccone mal servito e darsi una controllata, alla ricerca della realtà, della vera realtà. La resa dei conti non serviva a nulla...
Raccolse frettolosamente le sue cose e lasciò anche quella abitazione (una fortuna essere erede di possenti terreni) per continuare il suo viaggio alla riscoperta di se stesso, della verità e forse per mettere fine a quegli anni oscuri e smemorati con la speranza di lasciarsi alle spalle quel senso di rimorso di chi per anni è vissuto in prigionia e ha dovuto sopportare nella vita frequenti rinunce...
Buona fortuna era l'unica cosa da augurarsi... alla ricerca di preziosi indizi, ritornando nel luogo dove tutto ebbe inizio.

Fine ottava parte

 

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5 commenti:

  • Anonimo il 26/07/2011 17:18
    non so perchè... ma trovo molto confortante che ci sia qualcuno che viva anocra consapevolmente nel male!... skerzi a parte mi sento molto vicino sto racconto, e per questo l'ho apprezzato molto!!!
  • Felice Scala il 18/07/2011 01:27
    grazie a te, ogni commento è ben accetto
  • Bianca Moretti il 18/07/2011 01:09
    Allora seguirò il tuo consiglio... forse avrò i miei chiarimenti andando all'indietro come i gamberi.
  • Felice Scala il 18/07/2011 00:59
    grazie mille Bianca del tuo commento, in effetti se vedi tra le mie opere pubblicate ce ne sono altre che cronologicamente vengono prima di questa, e ne esistono altre ancora dopo di questa che pubblicherò sicuramente grazie ancora
  • Bianca Moretti il 18/07/2011 00:54
    Mi sembra il prologo di un racconto in fieri... Per essere un racconto breve è davvero troppo concentrato... Da quel che ho potuto capire può forse trattarsi di una persona violenta (in questo caso un assassino, perpetrato ai danni di un'amica, per questo chiamata ex?) ricascata nel suo vecchio e "incurabile" male. Un racconto che andrebbe sviluppato che così com'è non spiega molto circa le dinamiche, non svela il movente e lo scopo che ogni storia dovrebbe prefiggersi e raggiungersi. Se continui a lavorarci su ne verrebbe fuori qualcosa di pregevole, perchè scrivi bene, tieni il lettore nella giusta tensione conducendolo esattamente come e dove tu vuoi ma poi lo lasci in... mezzo ad una strada. Pensaci...

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