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Riflessioni

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Nuda

È con il tempo malinconico, quando il raggio di luna s’intravede nelle foglie sui rami secchi, quando lenta la pioggia intona le melodie che si scopre l’esser fugace.

Magari tutto tace, nella penombra della via, dietro il riflesso del lampione storto, vecchio.

Il viale assume toni verdastri, oscuri alla primavera; alla rigogliosità della vita mattutina.

Celato il sole alle periferie di una città vuota. Senza speranza, senza misericordia.

Mentre la gente lieta solfeggia la serena giornata, nei soliti train - train, nei gesti comuni, nelle chiacchiere scambiate, nei caffè solitari di una sigaretta, mentre tutto è in movimento, perfino le farfalle spiegano le ali solo per due giorni. Poi, stanche muoiono.

Ed è così che si spegne l’uomo, nei meandri della passione, della razionalità delle medesime superfici dorate, nella banalità di un ieri o di un oggi, a costruire briciole di compassione. Mentre esiste un tempo, magari giallo, per rinchiudersi nelle anime, per alitare ai vetri :-chi sono?


L’angelo senz’ali

è li che scruta

lirico

un mondo senza nubi

senza ricordi

né parole.


Osservare il girotondo davanti gl’occhi, di chi respira gioia, chi dolore, chi chiede e chi da. Se ci si mettesse d’impegno, potremmo osservare i capelli castani e poi quelli bianchi, quelli che camminano sulle punte, quelli che in giro ci vanno coi mezzi…

La gente, spesso cammina a capo chino, verso terra.

Svelta, nelle mani ha mille pacchi, documenti e borsa a tracolla. È goffa dai pensieri, dalle speranze vane, dalla vita che sgattaiola nei vichi più stretti, magari polverosi, avallati e maleodoranti. Quei posti dove neanche Dio s’affaccia.

Eppure esistono.


S’infiamma l’aurora come la fenice nell’ anima.

stanco il capo

dalle mani grandi e sporche,

questa è la vita ragazzo.


Ci sono giorni vuoti a morire pieni di frenesie e lampi fecondi,

semicerchi viola che danzano nelle costellazion

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Elogio allo scandalo

Cos'è che rende la vita tale? Il fatto che sia unica, direte, ma se fosse identica dall'inizio alla fine sarebbe la stessa cosa? Se ogni giorno ci svegliassimo sapendo già cosa fare, cosa dire, chi vedere, quali sentimenti provare, se potessimo controllare ogni scelta, ogni occasione, ogni volere, e provare quello che vogliamo e scegliere quando essere buoni, o cattivi, o ignavi e sia quel che sia, sarebbe la stessa cosa? Se tenessimo in mano le redini della nostra vita vivremmo una vita migliore? E se potessimo comandarla a bacchetta saremmo più felici?
Io dico di no.
Sono poche le menti capaci di partorire una vita come la vita, e quelle menti appartengono solo ai geni, agli scrittori, ai creativi, a quelli che se non apprezzano il mondo, lo cambiano. Poche menti si spingono così in là, così all'estremo, così all'assurdo provando e trovando quello che mai avremmo immaginato si potesse provare e trovare dietro ogni istante che non abbiamo deciso. Nessuno potendo scegliere si inerpicherebbe in sentieri angusti e spinosi, nessuno, potendo scegliere andrebbe oltre i propri limiti, nessuno accetterebbe di camminare in mezzo al fuoco per scoprire cosa c'è dall'altra parte, e tutti proverebbero solo, e magari si accontenterebbero anche, non conoscendone altra, della vita e della felicità a portata di mano. Nessuno scoprirebbe quella celata dietro i pianti, le sofferenze, le scelte difficili, i tormenti, dietro gli errori, i crolli, i fallimenti, le ingiustizie, e gli scandali. Ecco, lo scandalo. La vita è lo scandalo che noi non avremmo pensato mai. Potremmo immaginare la storia più fantasiosa, la ricchezza più sfrenata, la fortuna più sfacciata, l'amore più romantico. Oppure l'opposto, potremmo ipotizzare amori complicatissimi, assassini spietati, le vergogne più basse e le depravazioni più estreme. Eppure, arriverebbe un punto in cui diremmo, no, basta, questo è troppo, questo è immorale, questo non lo farei mai, questo non lo potrei sopportare

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   1 commenti     di: Moment


Nessuno riderà

Ho da poco finito di leggere "Amori ridicoli" di Kundera. Il libro, che poi non sarebbe altro che una raccolta di racconti, mi lascia un senso di dolcezza che mano a mano svanisce depositando un retrogusto amaro, o è il contrario? Il racconto "Nessuno riderà" è il più incisivo, quello che rimane più a lungo.


In fondo, il tema è quello dell'ineluttabilità del destino. Davvero siamo delle marionette nelle mani di qualcosa d'ineluttabile? Allora perchè vivere? Perchè sognare e lottare per qualcosa? Una mano invisibile ci smuove e ci conduce a suo piacimento, nell'Olimpo o nella melma più schifosa.


Che succede quando ci ritroviamo nella melma più schifosa? Come può l'uomo ribellarsi a tanto schifo? Non fare nulla e attendere di essere completamente imbrattati di fango o ribellarsi, agitarsi, urlare, tentare, ridicolizzarsi... Mi attrae molto la prima opzione, non fare nulla, esorcizzare il fango, la solitudine, il tradimento, l'ingiuria, la morte, la falsità.


Nell'istante in cui la melma prende coscienza che non farai nulla per ripulirti, non ha più ragione di esistere, non può farti più del male, la tua apatia diventa la sua fine, il destino ha vinto ma anche l'uomo avrà motivo di "festeggiare" la sua macabra vittoria. L'altro ieri ho visto in tv una ragazza con il volto deturpato dall'acido. Il suo ex ha pensato bene di rovinarle la vita. Ma lei sembrava rinata, il tempo l'aveva resa forte, fiera, più bella. Era diventata un'attivista, parlava con parole incredibili. La sua vittoria s'era compiuta. Questa ragazza, affrontando il suo destino, ha dimostrato al mondo che la melma si può sconfiggere e con essa la follia che spinge gli uomini e la vita a distruggere quel che gli capita sotto tiro.


In questo mondo ognuno nasce per affrontare qualcosa, ma la melma e lo schifo sono sempre lì, in attesa... c'è anche qualcos'altro, una parte di noi e della Natura che non può essere intaccata, potrei chiamarla dignità oppure bellezza. P

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   0 commenti     di: vincent corbo


La società del bene e del male

PREFAZIONE

Questa raccolta nasce da momenti più o meno buoni in cui
ti ritrovi con te stesso a prestare più attenzione a quanto
ti succede intorno e a quanti personaggi hai occasione di
conoscere. La prima parte contiene riflessioni personali da
non prendere mai troppo seriamente mentre la seconda è
un collage di quanti ho avuto occasione di ascoltare ed
osservare con dosi omeopatiche di autobiografico.
Qualunque sia il destino di questo libretto d'istruzioni, da
prendere q. b. come nelle ricette di cucina, vorrei dedicarlo
a me stesso assumendomi tutte le responsabilità di quanto
scritto ma soprattutto a quanti non hanno contribuito a
farmi diventare quello che sono.
Con la speranza che i giudizi saranno meno severi di quanto
merito e con la sola intenzione di farvi trascorrere un po’
del vostro tempo a riflettere o sorridere sui contenuti, non
posso fare altro che augurare una buona lettura a quanti
avranno il coraggio di affrontare questa avventura.



PENSO CHE………..

Sarei più sicuro se dentro di me ci fosse una voce sola.
***
Non mi fermo mai davanti a niente che non sia una ragazza
che fa l'autostop.
***
Il lavoro e' una condanna a volte ben retribuita.
***
Il dopolavoro e' spesso più frequentato dai disoccupati.
***
La memoria riposa solo quando siamo noi a volerlo.
***
Non esiste disordinato a tal punto da non sentire il bisogno
di mettersi le dita nel naso.
***
La compagnia non ha prezzo, come la solitudine.
***
Quelli che muoiono felici o hanno avuto tanto dalla vita o
non hanno avuto niente.
***
Quando sono serio do' il peggio.
***
Il povero prova emozioni che il ricco non conoscera' mai.
***
La verita' fa più piacere a chi la dice che a chi la ascolta.
***
I mezzadri: la categoria più diffusa che ha preso solo nomi
diversi.
***

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   9 commenti     di: Maurizio Triolo


Scusa

Nacque dalle parole o dai gesti il germe astratto chiamato "Incomprensione"?
Quando fu concepito... forse lungo l'attimo di un disaccordo, o di una pretesa di assoluto pensiero senza compensazioni differenti possibili?
Come poter costruire riflessioni ascoltando e proponendo significati pacati lungimiranti...
Domande con risposte valutate ad oc sono forse quei panni sporchi che curano il "neo - nato" di maleodorante intolleranza verbale.
Il Dialogo, suo padre, osserva sempre perplesso il burbero sillabare, e chiama in aiuto mamma Saggezza per attenuare ogni tensione...
E solo così "Incomprensione" pian piano capirà e dissolverà remore anteposte; sorriderà anche finalmente proferendo la prima bellissima parola: "SCUSA" -

   6 commenti     di: mariella mulas


il vero amore

Un giorno un giovane si recò da un grande saggio per scoprire la natura del vero amore.
L' anziano maestro aveva un volto scarno e severo, da anacoreta e modi scostanti.
:-e così vorresti conoscere-lo apostrofò fissandolo con i suoi penetranti occhi azzurri:-la natura del vero amore...è così?-
:-si, maestro-rispose il giovane, deferente:-è una mia curiosità-spiegò:-e mi hanno detto che solo tu puoi soddisfarla perchè sei saggio e conosci molte cose-
:-ebbene-disse il vecchio, indifferente alle parole lusinghiere
del ragazzo:- la natura del vero amore è tale che chi ne fa esperienza deve guardare tutti dall' alto in basso!-
decretò grave.
:-perchè il vero amore... eleva spiritualmente?-chiese il giovane, interdetto:-è questo che intendi, maestro?-
:-no-l' altro scosse deciso la testa:-perchè è più raro dell' araba fenice-replicò beffardo e detto questo lo congedò rapidamente.

   5 commenti     di: carmela arpino


Libia

Le recenti vicissitudini nord africane, in generale, che hanno interessato tutto il mondo islamico e in particolare la Libia hanno dato da pensare. Vi è, infatti, una constatazione di fondo che occorre fare, quella che tra i tanti movimenti di protesta esplosi dall'Atlantico al mar Rosso, concentratasi per determinazione e violenza in Libia, spicca la totale assenza di integralismo islamico.
Gheddafi tuona asserendo che se la rivoluzione dovesse imporsi la Libia cadrebbe in pasto ai fondamentalisti di al-Qaida cercando in tal modo di scoraggiare l'occidente a dar man forte ai rivoltosi. Intanto è riuscito a investire miliardi di petrodollari per assoldare non truppe ma eserciti mercenari con i quali sta riguadagnando le posizioni perse in partenza.
I rivoltosi libici affermano che la loro rivolta non ha nulla da spartire con i fondamentalisti e c'è da crederci perché almeno fino ad oggi non ci sono state avvisaglie di proclami da parte dei seguaci di Bin Laden.
Identico discorso è valido per le sommosse in Tunisia, Egitto, Marocco, Yemen. Manca in questo elenco l'Algeria, ed il fatto è piuttosto strano poiché proprio in quello stato nord africano per anni, fino all'altro ieri, il fondamentalismo ha dato parecchio filo da torcere al potere governativo.
Tanto premesso la riflessione, come suol dirsi, sorge spontanea, ma dove sono gli integralisti? Possibile che nel covo dove si è rintanato Bin Laden non vi sia alcun modo di fargli arrivare le notizie dal mondo? Possibile che uno sconvolgimento così epocale non abbia attirato quanto meno l'attenzione del re dei sabotatori e agitatori islamici? Vien quasi da pensare che vi sia tra le fila dei fondamentalisti il più alto menefreghismo per quanto riguarda il mondo islamico nord africano, cosa che appare tanto improbabile quanto sconvolgente.
È pur vero che le masse proletarie del nord africa si sono agitate per malumori di pancia e ribellate per necessita virtù contro un potere dittatoriale tenuto

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   8 commenti     di: Michele Rotunno



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