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Riflessioni

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Ricordi scolastici

Metastasio è un malato di cancro all’ultimo stadio.



Prato

Silenzio tutt'intorno, interrotto solo dall'abbaiare lontano di un cane.
Distesa sul prato osservo il camminare frettoloso delle formiche, a volte fastidiose, quando corrono sul corpo.
Una leggera brezza toglie la calura di queste ore pomeridiane.
In questa quiete la mente vola, i pensieri incalzano e ti vedi in un luogo diverso, quello del tuo voler vivere.
Luogo dove ti ritrovi spesso, quando chiudi gli occhi.
Dove non esistono le parole: "non puoi amare", dove il giorno sorridi al sole e la notte accarezzi la luna, sfiori le stelle.
Tuto sembra esser a potata di mano perchè il tuo cuore è aperto all'amore.

   3 commenti     di: Sole Luna


La neve

Quando il sol la neve indora, neve. neve e neve ancora.
 
È freddo fuori, l'aria è pungente, secca... Respirando ho la sensazione che i polmoni si ghiaccino, quasi mi fanno male...  È una strana percezione ma non è sconosciuta... Continuo a pensarci... Poi quel "fumetto"  che esce dalla mia bocca, mi fa ricordare  ...  Ma sì ...  Come ho fatto a non pensarci subito... Il cielo ha quel tipico "colore bianco-grigio", la natura sembra in attesa... Pare abbia l'esigenza di incontrarla ancora una volta.. Ed eccola qua.. Finalmente... LENTAMENTE, con dolcezza e leggerezza si posa...
La contemplo dietro il vetro della mia finestra..  mentre scende e  ancora, come una bambina, mi stupisce, mi lascia a bocca aperta...
Tutto ciò  che lei ricopre cambia  aspetto  e forma  diventando "sofficemente morbido".. Si lascia trattenere dalle maestose chiome degli abeti, quasi a non voler  più andar via   come  fossero due amanti, innamorati. Intorno  è tutto bianco e silenzioso  e non sembra neppure quel vecchio paesaggio che sono solita osservare ormai da  tempo... Di giorno  la vedo far  capolino  tra i  raggi del sole  che le fanno i dispetti, la lasciano brillare, distraendola,  in modo da poterla "modellare" a suo piacimento.. E che disastro giù, per le strade... Un'orda di ragazzini imbacuccati ed  "armati" di tutto ciò che possa lasciarli scivolare  e divertirsi, rovina irrimediabilmente la sua arte...  Si arrabbia un po'... E precipitosamente si affretta a risistemare ciò che si può ancora salvare, ma le risa e le grida di quei marmocchi sono la più grossa soddisfazione per un'artista  come lei.. E decide  di lasciar stare, di esprimersi al meglio  col buio, la sera e anche tutta la notte...
Io la osservo  continuamente...
Alla luce della luna è ancora più suggestiva. Le strade, quelle stesse"barbaramente" invase di giorno, ora, all'imbrunire, tornate silenziose,  sembrano cosparse di tanti diamanti.. nei giardinetti,  re

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   3 commenti     di: Lucia


Neve

Ho aperto la finestra di camera mia. Era notte e tutto era bianco. Nevicava e faceva freddo come mai. Quando nevica ti sembra di vedere cose, nell’orizzonte che ti sta di fronte quotidianamente, che non hai mai visto. Si ha l’impressione di non giudicare più quello che si vede; Gli alberi, le strade, le case…il tutto indossa una maschera bianca, che da un altro valore a ciò che si vede. E così ho tenuto aperta la finestra, resistendo al freddo pungente.
Volevo appartenere a quel manto chiaro
Volevo essere il silenzio assoluto che torreggiava su tutto
Volevo essere il nero del cielo che contrastava il bianco della neve
Volevo farmi avvolgere dalla fitta nebbia, come le luci dei lampioni
Volevo…volare. Una sagoma nera svolazzante, una pallida visione in un quadro già perfetto. Fare qualche giro senza disturbare nessuno, senza che nessuno lo venisse a sapere. E poi tornare in camera mia, così come me n’ero andato.



Sacro e profano

Apro gli occhi e ritorna la spossatezza, la stanchezza di vivere mi assale di nuovo, è la terza o la quarta volta da questa mattina? Non so, so solo che il coma mi cattura e poi mi rigetta nella vita. Lunghi minuti di sonno e poi un altro lungo risveglio. Fortuna che non sento più il dolore, sì fortuna, che bella fortuna! In fondo mi sto preparando al trapasso definitivo, mi addormenterò un'ultima volta confidando nell'ennesimo risveglio che poi non ci sarà. Almeno non avrò paura, quella paura che mi ha trafitto la mente nei momenti precedenti il primo stato comatoso.
Avevo paura che stessi per chiudere gli occhi per sempre e ho lottato fino all'ultimo istante per mantenermi desto poi, senza accorgermene, piombavo nel coma. Li ho riaperti qualche minuto dopo, dieci o forse venti non so, nel mio stato il tempo è ininfluente.
Mi accorgo di essere ancora tra i vivi non perché apro gli occhi e vedo i volti dei miei cari in apprensione intorno al letto ma perché ricordo di aver sognato, anzi il sogno si interrompe proprio sul più bello. Quasi quasi mi dispiace che ciò avvenga e mi scopro a pensare che forse non aprendo gli occhi potrei continuare a sognare in eterno. Che bello sarebbe! Mi vien voglia di gridare al mondo "Dio sei grande!" forse sarà davvero così, forse no, perciò sono in ansia. Non per la morte che annulla tutto ma per la brama di scoprire cosa avviene dopo.
Ho già detto a mia moglie, quando tutto è iniziato e quando la malattia incalzava senza tregua e senza speranza come volevo essere sepolto. Nel modo più semplice possibile, senza pomposità, nudo avvolto in un bianco lenzuolo e nella nuda terra sconsacrata. Apriti cielo! Le rimostranze mi sono piovute addosso con più ferocia della stessa malattia e la guerra su chi l'avrebbe avuta infine vinta è durata per intere settimane, fino a tre giorni fa quando il dottore, in ospedale, ha concesso che venissi riportato a casa perché ormai era solo una questione di ore, ma non aveva fatt

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Nessuno può sentire, nessuno può capire, nessuno può giudicare

Quando il buio improvvisamente avvolge anche l'ombra nascondendola al mondo intero si resta isolati nel proprio silenzio. Ascoltarlo non è facile. Smarrirsi è semplice. Riprendere a vivere è difficile.
Fiumi di lacrime mascherate nessuno riconoscerà, nessuno asciugherà dal tuo viso. Nessuno spontaneamente ti tenderà la mano. Elemosinare aiuto, elemosinare un abbraccio, un sorriso non ha senso.
La sofferenza dell'anima strazia, isola dal mondo intero.
La convinzione di essere soli, non capiti ma sempre giudicati accomuna molte anime sensibili. Molte anime dette ''puerili''. Anime bambine che non vogliono crescere.
Ma come si può dare giudizi di chi vive sperando nell'incontro di un'anima simile, di un'anima che sappia ascoltare anche i nostri semplici sospiri.
L'età avanza, i lineamenti del viso riflessi davanti uno specchio strizzano l'occhio, sorridono beffardamente ma riportano alla realtà.
Vivere. l'unica risposta, vivere e godersi ogni singolo giorno.
Troppo facile rispondere con queste frasi fatte. Frasi che trovo molte volte banali e di convenienza. Frasi certamente sincere ma non adeguate alle risposte che si cercano, alle risposte che il cuore vorrebbe sentire. Risposte che per chi vive nella solitudine dell'anima non saranno mai adeguate.
Ognuno vive la propria vita. Ognuno la respira come meglio crede. Ognuno si crea le proprie paure, inutili apparenti problemi e si circonda da insicurezze che vengono marchiate dai soliti giudizi troppo frettolosi. Giudizi figli della buona fede ma sempre giudizi che nessuno può e deve dare su cuori che battono, su anime che in silenzio piangono, su esseri pensanti che affrontano la vita chiedendosi il perchè di tutto.



E l'uomo creò Dio

Primo giorno di scuola materna: solita storia di sempre. Bambini disperati, urlanti, avvinchiati ai vestiti delle mamme. Tanti bambini, diversi tra loro, fisicamente, per educazione, per usi e costumi familiari, ma identici in una cosa: la paura di essere soli, di essere abbandonati.
Un giorno di festa di paese. Spettacolo pirotecnico di chiusura delle festività. Una coppia di giovani fidanzati guarda lo svolgersi dello spettacolo aereo. Un colpo più forte e più secco degli altri, fa trasalire la ragazza che si stringe forte al suo lui.
Giorno di lauree. I laureandi affrontano l'esame più importante della loro vita con i loro familiari come spettatori. In tutte queste situazioni di vita, apparentemente diverse tra loro, notiamo subito qualcosa che le accomuna: il bisogno di aver qualcuno accanto.
Fosse una madre, un padre, un fratello, una sorella, un ragazzo, un amico. In poche parole, l'uomo ha bisogno di appoggiarsi a qualcuno nelle situazioni critiche. Qualcuno da cui trarre forza, qualcuno capace di rendere le prove della vita meno penose, meno ardue. Ad un bambino basta la mano della mamma, ad una ragazza l'abbraccio forte del suo ragazzo, ad uno studente la presenza rassicurante dei genitori, dei famigliari, in genere.
Ma le mamme e i padri non sono immortali e le coppie non vivono sempre momenti d'amore, a volte si è single, per scelta propria o degli altri, poco importa. Quando si è vecchi, i genitori sono ormai morti da tempo e quando si ha bisogno dell'abbraccio del partner, non sempre è vicino quando serve.
Allora sopravviene la disperazione, la sensazione straziante di solitudine. Solo la morte potrebbe dare sollievo a questa sensazione tremenda.
Ma l'uomo non può morire. L'istinto lo porta a vivere, a sopravvivere in ogni situazione. Ed ecco l'invenzione geniale: Dio. Un essere super, immortale, che trascende spazio e tempo, dotato di immensi poteri, infinito, in contrasto con la materiale finitezza dell'essere umano, e in più buono e mi

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   9 commenti     di: Fiscanto.



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