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Saggi

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Liberi di parlare e scrivere

Parlare, camminare, vedere o meglio la non-azione era il mio gioco preferito, ogni giorno mi concedevo un pezzo di vita diversa, sopra ad un palcoscenico senza pubblico.

Girare per casa con una fascia sugli occhi, mettere i tappi di papà nelle orecchie o ancora per alcune ore trincerarmi nel silenzio, seduta su una sedia il mio mondo era solo lo spazio che mi circondava solo le mani possedevano il dono di creare e percepire. Ogni giorno un gioco diverso, giochi costruiti sul bene essenziale dei sensi e del moto, volevo sapere e capire come si può vivere nel buio, nell'immobilità, nel silenzio...

Il silenzio si trasformò presto da gioco a realtà quotidiana silenzi sempre più lunghi costretta da questo gioco-forza osservavo il mondo intorno, seguivo con gli occhi i movimenti delle mani delle persone, l'espressioni dei loro visi...
Il silenzio è sempre stato il mio rifugio preferito, sprofondavo in lui come avvolta nella coperta di Linus...

Non aveva senso parlare se chi ti ascolta non capisce, non aveva senso spiegare qualcosa a qualcuno se non era convinto, parlare di cose che solo la "prova sulla sua pelle" poteva renderle chiare e concrete, convinta che le parole non potessero bastare... insufficienti per fare percepire al tuo interlocutore "le sensazioni interiori" fantasticavo che solo se la mia anima poteva entrare in quelle altrui unite da un sottile filo ci sarebbe stato contatto fra le due anime.
Da ragazzina adoravo la scena del film ET quando dito contro dito veniva cosi stabilito il contatto, sensazioni, pensieri e immagini condivise come si condividono oggi in rete perché le "anime" possono parlare solo cosi.

Spesso si inducono le persone in special modo i bambini a crescere e vivere nel silenzio o al contrario a diventare pessimi ascoltatori e oratori logorroici.
Succede quando le parole uccidono le parole stesse, ad esempio il monito più distruttivo che sentiamo ripetere è -non parlare più

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Felicità utopia e noia

(Dal Blog)

Forse la luce ci sarà quando sarà l'allegria a incatenarci, e non viceversa.


Se non riesci a stare a lungo nella beatitudine, sarà perché ha smesso di essere beatitudine.


Perché, per noi bipedi, il piacere non dura, nemmeno nella felicità.


Felicità è utopia, come il benessere.


Perché gli uomini passano la loro vita a inseguire il piacevole e a sfuggire lo spiacevole.


Anche l'autotortura e il problema, l'enigma, il bivio, il dubbio, il gioco, l’esibizione, la seduzione sono piacere.


Perché il piacere è anche nella lotta.


Si sa che i combattenti, finito lo scontro, provano astinenza per i begli attimi dell'adrenalina.


Felicità è utopia, il mondo senza mutamenti, dunque non felicità, ma noia, la più arcana e subdola delle infelicità.

   2 commenti     di: Ezio Falcomer


Società maschilista

È incredibile quanto l'inibizione sessuale, imposta alle donne da una società maschilista, abbia seriamente menomato la loro capacità di godere del sesso.
Questo ha danneggiato, di riflesso, anche i loro partners maschili. È inconcepibile trovare tantissime donne che definiscono "perversioni" delle naturalissime pratiche sessuali, fonte d'immenso piacere per la coppia. Queste donne creano sensi di forte insoddisfazione nel partner, spingendolo a cercare altrove ciò che non trova nel rapporto di coppia.

   4 commenti     di: Fiscanto.


La questione del signoraggio, cerchiamo una soluzione

Questo articolo, non vuole essere un saggio d'economia, le regole dell'emissione e il signoraggio sono spiegati con completezza in quasi tutti i libri di economia politica e monetaria.
La descrizione tecnica sarà breve e sintetica, così da essere comprensibile, anche per chi non ha la volontà, o la possibilità di addentrarsi nello studio delle norme e della prassi bancaria.
Rimanendo nel generico sappiamo che le banche centrali emettono banconote, queste banconote vengono sottoscritte dalle varie banche e prestate agli investitori, sotto la forma principale di titoli di stato. Gli investitori (cioè) i cittadini pagano un'interesse sul denaro ricevuto a prestito.
Il signoraggio può essere definito come la differenza tra i profitti generati dagli interessi sui titoli sottoscritti e il costo di emissione della moneta. L'interesse è percepito equivale al tasso di sconto, fissato, nel caso europeo dalla Bce.
Vi segnalo adesso, che quasi tutte le banche centrali sono indipendenti dai Governi, vi sono buone ragioni a riguardo, che generalmente una parte rilevante delle loro azioni è posseduta da altri istituti bancari (che così accedono agli utili e hanno possibilità di influenzare le politiche monetarie) e che le altre banche riscuotono interessi anche attraverso il meccanismo della sottoscrizione precedentemente descritto.
Questa prassi nasce convertibilità con l'oro della moneta, in tempi passati le banche emettevano moneta e allo stesso tempo garantivano la possibilità di convertirla, interesse era giustificato della presenza dell'oro nei forzieri delle banche e conseguentemente dalle suo costo d'opportunità.
Il problema è che la convertibilità della moneta non è più garantita, gli istituti privati ottengano enormi profitti dagli interessi percepiti prestando soldi di cui non sono proprietari, perchè appena emessi.
Rendetevi conto, anche senza proporre statistiche, che i profitti del signoraggio sono giganteschi, superiori a quelli di qu

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Non è mai troppo tardi

Iniziai a dipingere molti anni fa, durante un lungo periodo di convalescenza, per riempire il tempo e timidamente imparare a scarabocchiare qualcosa nell'ABC di una delle cose che già amavo di più: la pittura.

Ed iniziò così la mia avventura di pittrice, senza aiuti, senza quell'apprendimento sistematico e didattico necessario per una qualunque adeguata introduzione al lavoro, di qualsiasi genere si tratti.

Continuai a scarabocchiare a lungo soltanto per il gusto di fare quella cosa che tanto mi affascinava nelle gallerie e da cui io mi sentivo lontana anni luce.

Con lunghe pause di anni, durante i quali mi applicai totalmente alla mia attività di madre, non cessai mai di ricorrere ai pennelli, specialmente nelle occasioni in cui avevo bisogno di astrarre dalla realtà che mi gravava sulle spalle, talvolta in modo eccessivo.

Ora dipingo con regolarità e di recente il mio lavoro si è fatto apprezzare da persone che se ne intendono e che mi hanno qualificata "pittrice".

Mi diletto nelle varie forme: dipingo paesaggi, figure umane, animali, frutta, fiori ed oggetti vari.

Ho capito che il dipinto deve essere piacevole, intendo dire che deve essere un gradimento per gli occhi, e per il colore che si è dato, e per il significato di ciò che si è voluto esprimere.

In qualunque modo l'artista si esprima, è importante che la sua opera piaccia, anche se non a tutti e nonostante che del proprio lavoro, difficilmente il pittore sia soddisfatto.

Una voce antica, che nell'ambiente degli artisti è conosciuta, dice che quando un pittore è appagato da ciò che ha fatto, finisce di progredire.

Io posso soltanto dire che non è mai troppo tardi per incominciare.

Ho conosciuto persone che hanno iniziato a dipingere dopo i quarant'anni, altri dopo i sessanta, usufruendo del tempo libero dopo il pensionamento ed ho potuto constatare di persona che vi sono alcuni che già sono entrati a far parte della categoria dei pittori a pieno titolo.

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   6 commenti     di: Verbena


Il silenzio di Dio

Mi chiedo: come fa un credente ad accettare l’idea classica di Dio, se non riesce a capire come possa andare d’accordo questo “silenzio di Dio” con tutto cio’ che di Lui scrive e dice la nostra religione ufficiale, cioe’ quella cattolica?
È un controsenso cosi’ smisurato che, a questo punto, nemmeno la fede piu’ strenua e cieca puo’ accettarlo!
Madre Teresa di Calcutta accennava al “silenzio di Dio”senza entrare nel merito del problema, ma solo perche’ si trovava continuamente a dover lottare per i poveri, malato o non malati che fossero,
mentre dal suo subconscio(per quanto ne sappiamo) saliva forse l’enormita’ di questo concetto, cioe’ quello di un “silenzio” che, nella cultura corrente, non poteva avere una spiegazione, se non negando l’esistenza di Dio stesso; un Dio incomprensibile e totalmente sordo alle urla di dolore dell’umanita’ piu’ abbandonata della Terra, ed anche la piu’ estesa, come numero di persone.
Lo stesso papa ne ha parlato per bocca di uno dei suoi cardinali nel settembre 2007…

E allora come è sempre accaduto, è logico porsi la domanda: perche’ Dio non ascolta, e soprattutto, “non interviene” presso il popolo della terra, e nemmeno “scende” in aiuto per il popolo, cosiddetto “cristiano”, a suo tempo tanto amato dal “Figlio” nominato Gesu’ il Cristo?
È evidente che io non voglio essere blasfemo, mentre pongo questo grave interrogativo sull’ ”assenza” di Dio, che sembra verificarsi soprattutto nel momento delle maggiori calamita’ terrestri.
Desidero soltanto, umilmente, richiamare l’attenzione, se non l’interesse, degli esseri umani (e soprattutto dei cosiddetti “credenti”), su questo infinito controsenso, che oppone l’estrema miseria di gran parte della razza umana, ad un devastante e “irrazionale” silenzio della divinita’, tra i cui attributi è sempre solennemente conclamato quello dell’ “Amore”, cioe’ della compassio

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   17 commenti     di: Phil Ethasimon


Anime schiave della terra

Nelle opere sul piano astrale, specialmente se di antichi autori, si trovano molti riferimenti alle cosiddette anime schiave della terra.

Di regola l'espressione riguarda quell'ordine inferiore di anime che rifiutano di sollevare lo sguardo mentale al di sopra delle cose e delle scene della vita terrena e si aggirano intorno all'antico teatro della loro vita poiché qui trovano l'unico piacere che la loro bassa condizione consente.

Ma in questo esame non dobbiamo trascurare un più elevato ordine di anime che sfortunatamente sono tarde nel rompere i legami terreni e si tengono strette ai superstiti.

Consideriamo per un momento quest'ultima categoria.

Accade a volte che un'anima naturalmente idonea alla vita normale sui più elevati piani astrali sia così attaccata alle cose della terra, che dopo il risveglio dal letargo rifiuti inizialmente di partecipare alla normale esistenza astrale e, viceversa, si affanni intorno agli affari terreni che avrebbe dovuto abbandonare dietro di sé.

Questa penosa condizione è originata generalmente da sentimenti di doveri incompiuti, di rimorsi o di ansietà o di vendetta, o è la ricerca di giustizia per le cose terrene lasciate.
Circa il benessere di persone amate l'anima rimane sulla terra, in una condizione astrale.

In simili casi l'anima si aggira effettivamente intorno alle persone o ai luogo cui è interessata e con il concorso di straordinarie condizioni fisiche si può rendere visibile ai sensi delle persone terrene.

Appartengono a questa categoria le povere anime afflitte che vagano sulla scena dei loro misfatti terreni, spinte dal rimorso a tentare di distruggerne o attenuarne le conseguenze.

Queste infelici anime non sono, naturalmente, completamente sveglie sul piano astrale né sul piano della vita terrena.

Agiscono piuttosto come sonnambuli, non riuscendo a partecipare del normale corso né dell'una né dell'altra vita.

Affini a queste sono le anime preoccupate e tormenta

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   1 commenti     di: Breus



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