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Racconti di ironia e satira

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Autori contemporanei

Rick Crok, pseudonimo di Carlo Carletti, che da più di trenta anni pubblica un paio di libri ogni anno è divenuto ormai fenomeno mondiale. Ogni libro da lui pubblicato è minimo cinquecento pagine. Oltre la quantità è naturalmente la qualità narrativa che incolla il lettore al libro. Fin dalla prima pagina che per uno stratagemma commerciale ha davvero della colla che ti si appiccica un dito e col cavolo ti riesce di staccarlo. Da esaltare inoltre la qualità delle strategie di marketing che, subliminalmente, hanno portato al suicidio anche casalinghe che non hanno mai letto un libro, ma saputa l'uscita del ribro del Carletti si sono suicidate perchè nopn l'hanno comprato. Mha. Si ricordi inoltre l'uscita attesissima della terza pubblicazione che concludeva la trilogia dedicata alla critica della filosofia contemporanea. Infatti dopo il primo libro "Bhe", cinque milioni di copie, "Bho", sette milioni, ebbene in America fu allestita l'uscita notturna del libro per le due e venticinqe di notte al Giant Stadium di New York (dove ci tengono il superboolle) , e circa tre kilometri di coda di lettori fedelissimi, attesero davanti la cancellata in no modo di entrare e aquistare, nell'immenso stadio allestito a libreria per primi la pubblicazione. Il caso fece che i libri, visto il casino, sgattaiolarono dall'uscita secondaria per non dare nell'occhio e si creò una rissa gigantesca che i maligni dicono creata ad ok per dar più risalto pubblicitario al volume. Rick Crok nasce a Belluno, in un ora che non c' era nessuno presso l'ospedale in loco, l'ostetrica e i medici convocati per il parto, si rendono conto subito delle dimenbosioni e dello spessore del bimbo. Parto cesario, spiattellato già con venti chili di peso e una penna in mano. Le operae di Rick Crok variano dal giallo, al noir, al pois rosa o rosso shocking, a libri di antropologia, fannullagginee, hobby sul fai da te un'arma (lontano da luoghi abitati). Da ricordare inoltre oltre la serie legata all'inv

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   0 commenti     di: Raffaele Arena


Birba al Parco...

Portato Birba al parco
Parcheggiato macchina
aperto sportello macchina
richiuso sportello macchina al volo, colpa di Birba che si tuffa fuori macchina senza guinzaglio e patata al vento
Cristina si tuffa in macchina per placcare Birba
breve lotta Cristina-Birba, vince Cristina, guinzaglio innestato: Cristina esulta, Birba rosica
apertura sportello macchina tentativo numero 2
Birba si scaraventa fuori con bocca aperta per felicità e si guarda intorno in cerca di maschio canino
trovato maschione canino dopo 3 nano secondi di ricerca, maschione si avvicina... TERRORE
finta sulla dx e scatto sulla sx per evitare primo maschione canino
famiglia Birba 1 cani allupati 0! si procede preoccupati
dopo breve esultanza per il punto segnato, arrivano da ore 11 e ore 15 altri cani allupati
Birba zompetta interessata e prende centrimetro per valutare vincitore
Cristina e Marco fintano dx, scattano sx... evasione fallita, cani allupati inseguono...
Marco&Cristina trascinano Birba via... Birba mostra premio cani allupati, ques'ultimi MOLTO motivati inseguono Marco&Cristina
Marco&Cristina si preoccupano, Marco prende Birba in braccio mette in fuga cani allupati della seconda ondata
Incontro con vecchietto acido, provvisto di 2 cani incrociati con dei salami... cazziati da vecchietto acido.. "non si porta in giro un cane in calore!" .. SPALLUCCE e vaffanculo silenzioso verso vecchietto
Marco, da gran paraculo, ammolla Birba a Cristina e decide di fare corsetta con illusione di perdere 3-4 gr di ciccia dal monte ciccia molto alto
Marco, convince Cristina e scappa (Marco-Cristina = 1-0) in modalità footing... Marco esulta silenziosamente... Cristina si allontana verso zona prima di cani allupati
Marco dopo 10 min di footing avvista in ordine sparso: Madre Teresa di Calcutta, Goldrake, Cristina Nuda, Eva Mendez nuda, courtney cox nuda
Marco decide di fermarsi un attimo a pensare sui problemi del mondo, nel mentre incamera ossigeno come fosse appena riemerso dalla

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   5 commenti     di: Wiz Wizard


Il buco nella roccia

Lo scarpinare fra i colli Euganei, alla ricerca di nuovi sentieri da poter affrontare con la mia inseparabile terza gamba in legno di ciliegio, è da sempre, per me, uno dei più graditi passatempi. O almeno lo era, fino a quando un paio d'ore fa non mi sono imbattuto in uno stravagante buco su una parete di roccia calcarea. Mi ha dato da subito l'impressione di essere fuori posto. Così, ho provato a guardaci dentro ma non sono riuscito a vedere niente. Troppo buio. Troppo profondo. Non avendo un accendino sottomano ho tentato di sondarne la profondità con il mio bastone da passeggio. Se la sorpresa nel vederlo entrare fino al manico è stata grande, colossale e pazzesca lo è stata quando l'ho estratto. Non era più il mio bastone, o quantomeno, era il mio bastone, ma lungo il doppio. Terrorizzato, l'ho gettato a terra come fosse una serpe; come se da un momento all'altro potesse strisciare o mordermi. Invece è rimasto fra il fogliame, immobile. L'ho toccato per accertarmi che fosse vero. Due metri di pertica, sui quali ho passato la punta del mio scarpone. Nessun sogno o allucinazione. Tutto vero. Sono ritornato a fissare quel foro prodigioso.
"Ma che è?" mi sono chiesto.
"Un pertugio magico, che allunga quello che ci infili dentro." mi sono risposto.
A quel punto, è come se qualcuno mi avesse staccato la testa e l'avesse posata su un comodino.
"E quando mi ricapita un'occasione simile?!"
Senza pensarci due volte ho abbassato pantaloni e mutande e mi son toccato quel tanto che basta per potercelo infilare comodamente. Per un attimo l'ho sentito vibrare nella pietra, come se non mi appartenesse. Poi più nulla. Allora l'ho tirato fuori e girandolo e rigirandolo fra le mie dita sono scoppiato a piangere. Se prima "dell'operazione " poteva considerarsi piccolo, ora era semplicemente minuscolo. Un gamberetto sguazzante in un oceano di pelo.
-Il peggior bidone della mia vita...- ho frignato fra le lacrime
In tutta risposta quel dannato buco si è chiuso

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   5 commenti     di: Diego TURATTO


L'invito a pranzo

Oh, insomma basta! L'ho detto e lo ripeto: un perfetto ignorante. Sono un perfetto ignorante! Ma come fa la gente a non sentirsi ignorante? Oppure a sentirsi ignorante, ma a non soffrirne? Come se fosse cosa del tutto naturale camminare con un buco nello stomaco e non aver fame. Ma come fa la gente a dimenticare il buco? Chi può credere che facciano una cosa simile? Oh, no, lo so io quello che è. Sono io che mi son ridotto in questo stato pietoso, da far saltare le rane dal fosso, se solo ci fosse un fosso nelle vicinanze e se in questo fosso vi fossero rane abbastanza in salute da saltarne fuori.
Perché le rane? Perché le ho in abominio, Dio mio, con quella loro aria viscida e umidiccia, gli occhi deliquiescenti a palla, mostruosamente rotanti come lingue pettegole, e le zampe indecise tra il ragno, il coccodrillo e il buffone di corte, con quei poderosi muscoletti da mangiarsi fritti o saltati in padella.
Ché sono appunto quelli, i poderosi muscoletti, a farle così sgraziatamente saltare a tradimento.
Le rane son messe lì a salvaguardia dell'imperituro scioglilingua delle menti piccole. Infatti gracidano in continuazione, proprio come le suddette.
Oh, ma guardiamoci un po' in giro, vediamo che succede.. dev'esserci un errore, son qui per sbaglio o è questa cosa ad esser capitata qui per sbaglio, proprio in questo posto dove ho creduto di dover stare.
I convitati, non riuscendo a padroneggiar l'emozione d'esser stati prescelti a rappresentare la punta sgranocchiante della società, si danno un gran daffare, ciascuno a suo modo, per sembrare gentili come mazzi di fiori; nascondendo lo stato d'assedio dei loro spiriti sotto i soprabiti inamidati. Si raccontano dell'ultimo viaggio a Cuba, ma trepidano segretamente e violentemente al pensiero della macchia di sugo che di lì a poco si spiaccicherà sul candore immacolato del gilet nuovo, nel caso la padrona di casa abbia avuto la malaugurata idea di prepararlo; deplorano il dissesto economico senza averne

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Trasgressioni satiriche (e non solo)-1a parte

-Finalmente la politica (M5S) predilige i poveri (reddito di cittadinanza) agli usurai (Equitalia)


-L'unione europea, come quella familiare, quando si fonda sui soldi è finita... Brexit!


-Contraddizioni moderne: gli omosessuali pretendono il matrimonio e i figli, gli eterosessuali convivono da compagni nonostante i figli


-Predissi Renzi per la sua carica innovativa (rottamò il vecchiume), prediligo Di Maio per la sua chiarezza espressiva


-La politica illuminata: salvaguarda i poveri (reddito di cittadinanza) adocchiando i ricchi e nobilita i ricchi (tasse da pagare) a difesa dei poveri


-Politica nostrana: Berlusconi assorto nel bunga, assolto per Ruby


-Sicuramente i profughi sono un problema (umanitario) ma con Le Pen e Salvini si ritorna al filo spinato!


-Elezioni comunali: vince il nuovo (Raggi e Appendino) ma qualche vecchio (Mastella) resiste


-Contraddizioni referendarie: la città cosmopolita per eccellenza (Londra) esce dall'Europa


-Un napoletano (Di Maio) che parla l'italiano meglio di un fiorentino


-La politica del rottamare: Renzi rottama D'alema, Grillo rottama Renzi


-I milioni della Brexit, a parte quelli bruciati dalle Borse: 17 milioni per il SI' (gli anziani), 16 per il NO (i giovani) e 3 per il NI' (gli indecisi) che rivogliono il referendum


-Politici rottamati: Prodi trombato, Veltroni bocciato, Bertinotti folgorato, Bossi placcato e Berlusconi laccato


-Voci quotidiane: il trasformista Renzi da pokerista (è un bluff) a usuraio... da i soldi e noi paghiamo gli interessi!


-Le comiche della medicina: dottò mia madre ha paura della morte. Non preoccuparti è la morte che ha paura di tua madre


-Per una volta vinco io: le televisioni passano (Berlusconi), le poesie restano (Maiello)


-Sfogo divino: state scherzando col fuoco e rischiate di finire all'inferno


-Politica di destra: dalla padella (Berlusconi) alla brace (Salvini e la Meloni)


-Freddura medica: dottò h

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Stufo di essere nessuno

Bobbi era stufo, stanco e stufo, veramente stufo, di essere un signor nessuno. Era cresciuto nella sicurezza che un giorno sarebbe diventato qualcuno, che tutti avrebbero conosciuto il suo nome.
Invece niente. Era sempre stato e probabilmente era destinato a essere per sempre una nullità, un loser per dirla con un neologismo inglese del gergo giovanile di oggi.
Bobbi non riusciva a capire se il suo sentirsi una nullità era legato al fatto che era davvero una nullità oppure se quella sensazione avesse ragioni più profondamente legate al suo stato mentale e che quindi non sarebbe mai scomparsa anche se fosse davvero diventato qualcuno.
Per saperlo con certezza sarebbe dovuto diventare qualcuno. Ma come? L’unica cosa che sapeva fare era scrivere ma scrivere lo sanno fare quasi tutti nel mondo occidentale. Farsi strada come scrittore o giornalista, senza essersi mai veramente specializzato, o anche solo applicato, in nessun campo specifico, era solo un’utopia.
Da giovane aveva provato a prendere una scorciatoia: sniffare e spacciare cocaina. La cocaina ti faceva immediatamente sentire al centro del mondo. Un tiro e il mondo si spostava dal suo asse geo-metafisico e si metteva a girare intorno a lui. Tutto e tutti ruotavano intorno a lui perché tutto e tutti quelli che aveva intorno ruotavano intorno alla cocaina.
Era una situazione ideale ma non poteva durare e non durò. Gli diede alla testa in pochi mesi e poi ci si misero anche concorrenti agguerriti, polizia e giudici a rendere tutto più difficile.
In compenso la sensazione di aver irrimediabilmente compromesso un’esistenza normale per sentirsi speciale solo pochi attimi era destinata a durare molto, ma molto, più a lungo.
Ora era lì, seduto alla sua scrivania, che pensava a come convincere qualche direttore di qualche testata a pubblicare qualche suo articolo.
Scriveva di tutto, di ogni cosa, come se fosse l’unico a sapere come gira il mondo: politica, geopolitica, religione,

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   1 commenti     di: davide sher


L'Anniversario

Beh! Finalmente soli. Io e te. Di fronte alla nostra essenziale nudità. Come tante volte fino a qualche mese fa.
Mi affascina ancora e sempre la tua silhouette slanciata, il candore che ti avvolge, il groviglio che hai dentro.
Mi rapisce ogni volta la tua leggerezza,. il tuo odore, il sapore di te sulle mie labbra, morbido e amaro.
Mi hai tradito più volte, forse sempre. Anche quando pensavo che in fondo “ti stavi consumando” per me. Ma a quale prezzo? Prima o poi ti saresti portata via tutto, l’hai già fatto con tanti tradendo anche loro.
In tanti ne hanno fatto una malattia. A qualcuno hai portato via pezzi di cuore senza che a te, poi, importasse qualcosa sul serio: non sbaglia chi dice che in fondo tu e quelle come te altro non siete che vacue lucciole, tutte fumo e niente arrosto.

Eppure il desiderio di te è sempre misteriosamente forte, dannatamente presente soprattutto quando non ci sei. Mi basta sentire il profumo di te nell’aria per cominciare ad impazzire: sei stata e rimani il mio assillo perenne. La pena di tutti i miei giorni.
Persino la tua docilità e la falsa sottomissione con cui ti presenti sono disarmanti:
lo so, se mi va tra un istante basterà poco…una scintilla per accenderti: fai sempre cosi non appena ti metti di lungo.

Quante volte hai soddisfatto la mia ansia in una sola interminabile tirata…? Quante tirate in ore e ore io e te soli o a volte insieme agli altri: spudoratamente passando di labbra in labbra senza neppure il bisogno di esprimere falsa gelosia?! Altri tempi quelli! Ora non ci riuscirei più: con gli altri proprio no. Negli ultimi anni sei stata sempre e solo per me….
Anche perché, lo confesso, ho cominciato a vergognarmi di te della tua nebulosa astrattezza, della tua (diciamocela tutta) sostanziale inconsistenza.
Ricordi? Più volte ti ho presa davanti a mia moglie: sì, è vero: ciò la irritava tanto… quasi le mancasse l’aria…. magari usciva all’aperto, protestando con me ch

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   3 commenti     di: luigi demuro



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