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Racconti di ironia e satira

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Te lo faccio il pieno

Dovrei ricordarmi quando decido di andare a maschi in generale, e in sauna in particolare, di evitare di appartarmi con determinate tipologie di uomini. Ma le checche come me non imparano mai, sono fatte per cadere tutte nei soliti errori di sempre.



Dovrei evitare tipi che mentre ti violentano la bocca con la loro lingua, in preda a chissà quale trasporto del momento, momento che esiste solo nelle tue illusioni mentali, ti dicono: "Cazzo!" come se fosse la cosa più passionale e romantica da dire! Che già parlare invece di prendere fiato tra un "apnea" e un'ispezione orale e l'altra è il massimo della violenza alla cazzo di cane che ci si possa mai fare, nonché uno spreco inutile.


Poi dovrei evitare, per evitarmi problemi a monte, di "scegliermeli" negli angoli più bui delle suddette saune. Sai perché alla fine, nella semioscurità è facile un po' per chiunque sembrare giovane e carino! E dovrei anche evitare quelli che iniziano conversazioni già nate zoppe di loro con domande inopportune come: "Sei sposato?" che lasciano già presagire quello che ti diranno da lì a poco, ovvero: "No, perché io invece lo sono!". E lì è la fine. Almeno per me. Perché da quel momento in poi non farò altro che pensare alla povera moglie a casa ignara di tutto ciò, o a chiedermi perché uno sposato debba farlo con me, e a farmi tutti discorsi mentali del tipo: " Se la fa con me è perché la moglie gliela darà col contagocce, e ha scoperto che le passive costano meno e sono più troie delle troie!", tutti discorsi, questi, che subito mi fanno passare la voglia tutta d'un colpo!


Sì perché io con la mia immagine da "checca standard" ci gioco ma mica ci credo veramente! Voglio dire, sono passati i tempi in cui mi facevo "onore" di essere una super troia pronta ad esaudire tutti i porci desideri del cazzo di chiunque.




Adesso avrei l'utopia, la pretesa, di essere trattato come un essere umano, sì anche per fare la maialate.

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   4 commenti     di: frivolous b.


Il caro estinto è ancora in vita

I
-E ora che facciamo?- dissi guardando in faccia Rosario e Concetta i miei due fratelli. La domanda sembrò restare sospesa in quella stanza da letto dove appena pochi minuti prima avevamo trovato il corpo esanime di nostro padre. Il dolore c'impediva di fare il punto della situazione, eppure dovevamo liberarci da ogni scoria emotiva, per capire il da farsi. Ci volle qualche istante per ottenere una risposta alla domanda; Rosario replicò con un'altra interrogazione. -E se non ne denunciassimo la morte all'INPS? Potremmo continuare a riscuotere la pensione, la nostra unica fonte di reddito, per qualche mese, giusto il tempo di trovare un lavoro.-
-Non credo sia una buona idea, una volta scoperti dovremmo restituire l'intero importo riscosso e ci troveremmo sul capo un'accusa di truffa. Ormai i database dei comuni sono incrociati con quelli dell'Inps, non c'è alcuna possibilità di farla franca.-
-Forse, insistette Rosario, potremmo non denunciare la morte di papà-
-E dove lo teniamo, replicò Concetta, sotto il letto o lo sotterriamo in cortile?-
-Lo portiamo di notte al cimitero, disse Rosario, la lapide c'è già, il posto è assegnato, papà ha finito di pagarlo da poco. Basta acquistare una bara e interrarvelo, quando non c'è nessuno-.
-Come facciamo ad entrare? Non possiamo mica scavalcare i cancelli con una bara al seguito?- mi limitai ad osservare.
-Che ci vuole ad aprire un catenaccio? Non è che il cimitero sia all'avanguardia per dispositivi antifurto. Credo che non ci sia più nemmeno il custode, ma solo una ronda che controlla dall'esterno ogni due ore se tutto sia a posto.- ci rassicurò Rosario.
-Organizziamoci: domani vado a comprare la bara, la meno costosa, ovviamente, tanto non la deve vedere nessuno. Tu Rosario, invece, informati sulla ronda: quante volte passa e a che ora. Concetta, invece, tu devi solo tenere la bocca chiuse con le amiche, è solo quello che ti chiediamo. Ora è tardi, andiamo a letto e proviamo a dor

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   1 commenti     di: Abraxas


Corso di cucina: le crepes

In questa puntata spiegheremo come realizzare delle deliziose Crepes con cui finire una cena o semplicemente per una merenda piacevole. Ricordo che questo corso è rivolto a chi non sa nemmeno fare due uova in padella (e a chi ha la pazienza di leggere cosa diavolo mi viene in mente quando esagero con la birra).

Prendete alcune uova, dalle sei alle ottomila, e rompetele nel modo usuale, cioè scagliandole con ferocia contro il muro più lontano. Abbiate cura di conservare i gusci, utili per altre prelibate ricette o come oggetto decorativo per le vostre feste di nozze. Dividete con cura i rossi dai bianchi (e anche gli azzurri dai verdi, che se no fanno a cazzotti) (chi non è di Firenze non la capirà). Mettete i tuorli in un tegame capiente, che chiameremo Tegame A. Poi prendete gli albumi e metteteli in un Tegame, che chiameremo Tegame A (essendo in effetti lo stesso tegame, su).
Aggiungeremo ora del latte, circa 18. 320 gocce. Il sistema più pratico è il seguente: prendete la più vicina mucca, e tenendola ben alta sopra il Tegame A scuotetela decisamente ma con dolcezza 18. 320 volte. In alternativa fate ballare la macarena alla mucca. Il campanaccio che tiene al collo richiamerà inevitabilmente un allevatore locale che sarà ben lieto di fornirvi il prezioso liquido in cambio del vostro silenzio.
Addizionate del sale e dello zucchero, ma non esagerate.
Fatto questo, durante la notte formate dei cerchi concentrici o delle scritte ingiuriose in un campo di grano, per mezzo di una corda e di un'asse di legno. Al mattino contattate il proprietario il quale sarà ben lieto di cedervi il campo ormai rovinato dalle torme di curiosi, pazzi e giornalisti di bassa lega che avranno nel frattempo invaso il suo terreno cercando alieni e folletti. Con l'aiuto di una falce fenaia arate giornalisti, pazzi e curiosi, e visto che ci siete anche le preziose spighe, fatene grosse balle, poi da ogni spiga togliete ogni chicco, uno alla volta. Questa facile operazione non

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   2 commenti     di: Gaspare Burgio


Faccia da dittero

Ho sempre odiato gli insetti con quel loro ronzio e quelle loro zampette… Insistenti poi, sia che essi siano terra-terra o terra-aria. Gli insetti quando si mettono in testa una cosa non la cambiano a morire, bisogna proprio ricorrere alle misure estreme quando a causa della loro stupida insistenza si fissano nel venirti addosso o nel salire sopra di te. Non servono tutti gli avvertimenti possibili, gli insetti insistono come non vedessero ciò che sta loro davanti e ti vengono addosso, soprattutto quelli muniti di ali i quali generano inquietudine per la loro imprevedibilità. Tutto ciò è facilmente spiegabile ed ha un senso se si riesce ad entrare nella loro logica di pensiero ma io provo ugualmente un piccolo brivido alla vista di un insetto, forse per qualche atavica avversione o forse per il fatto di non poter vedere gli occhi e quindi capire le sue intenzioni. Ho sempre odiato gli insetti perché ronzano, pungono, e non stanno mai fermi, perché di notte non li vedi, perché ti passeggiano nel letto mentre dormi e perché ce ne sono a miliardi. Ho sempre odiato gli insetti perché comunicano segretamente e non so quello che pensano o quello che si sono detti, perché quando mi siedo su un prato ce ne è sempre qualcuno sotto il sedere, perché se mi appoggio ad un muro qualcuno mi salirà sui vestiti, perché quando vado in bici riescono sempre a centrarmi gli occhi, la bocca o ad entrare nel collo della maglietta. Odio gli insetti perché non sono mai in pericolo di estinzione, perché ce ne sono un milione di specie diverse e non sono state ancora scoperte tutte e perché l’unico elemento dove non vivono è sott’acqua ed io non sono un anfibio.

+++

Penso di essermi innamorato di una ragazza nel senso che quando sono con lei non penso ad altro e quando non sono con lei non penso ad altro che a lei. Ciò mi fa presumere di esserne innamorato ma dovrei chiedere in giro. Il guaio è che lei quando non è con me non mi pensa e quando è con m

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   4 commenti     di: matteo lorenzi


Implicazioni invisibili del terzo principio della dinamica

Su quel pianeta, come nell'intero universo, tutto era condannato a muoversi, e una delle leggi che regolava questo muoversi era quella che imponeva a ogni azione di avere una reazione che le fosse analoga e contraria. Gli abitanti del pianeta utilizzavano quella legge della dinamica per muovere veicoli e per sopravvivere al movimento, attraverso lo sfruttamento dei princìpi del movimento. Motori che producevano energia spingevano, dalla parte opposta a quella dove l'energia usciva con forza, gli stessi motori ai quali stavano attaccate le strutture che contenevano, allo scopo di favorirne il movimento, esseri che mai avrebbero immaginato che la legge della dinamica potesse avere delle applicazioni diverse da quelle che utilizzavano. Eppure le scritture sacre di quel pianeta avevano da tempo avvisato che a ogni azione sarebbe corrisposta una reazione uguale e contraria, e che quella reazione ci sarebbe stata anche oltre quello che era il dominio della scienza. Chiamavano, quella reazione, paradiso o inferno, secondo la qualità degli equilibri spezzati che sarebbero stati ricomposti dalla reazione contraria scatenata. La scienza non aveva smesso, per questa che le appariva come fosse soltanto una persecuzione morale, di applicare al movimento lo sfruttamento legale della ripercussione, così i veicoli erano progettati senza la preoccupazione del risparmio energetico. Alla scienza non pareva possibile che quello spreco di energia costituisse un'azione che avrebbe provocato reazioni inverse.
La questione da dover districare riguardava, semmai, quanto la simultaneità tra azione e reazione dovesse essere necessaria nel legame che si stabiliva tra una causa e il suo effetto. Ovviamente avrebbe dovuto esserci simultaneità a che da una causa potesse sortire un effetto perché, altrimenti, quando questo effetto si fosse verificato con un certo ritardo, anche se infinitesimale, si sarebbe attuata una contraddizione irrisolvibile, perché a un evento passato, e dunque in

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   1 commenti     di: massimo vaj


Disonore

M'hanno infangato. senza pietà m'hanno infangato. senza scrupolo e anche senza motivo. come si fa a infangare uno senza motivo? che motivo può maai esservi di ricoprir di fango uno che non ha motivo di farsi ricoprire di plumbea vergogna? Forse che uno sprovvisto di motivi può ispirare a tal punto un suo simile da suggerirgliene uno?
È così antipatico esser cortesi con tutti? fa tanto ribrezzo aver massima cura nell'evitare di pestare i calli a chicchessia? o è forse il fatto che io sia lì ogni giorno, alla medesima ora, nello stesso posto a perseguire con uguale pervicacia il mio scopo, cioè di salire sull'autobus che mi porterà a casa e conquistare un posto a sedere, visto che ho obliterato il biglietto, a stimolare qualche anima persa a rovesciarmi addosso una tal ingiuriosa onda d'onta?
sì, perchè è proprio così che stavo facendo, o meglio che non stavo facendo, ché niente si fa mentre si attende l'autobus, quando la marea del disonore si è abbattuta sulle mie povere membra innocenti.
Che ce l'avessero con me non v'è dubbio, non ero mica solo a far la fila, e alla mia destra c'era uno che gesticolava come una marionetta, e alla mia sinistra un altro imprecava in continuazione, una volta per il ritardo del pubblico mezzo, un'altra perchè cominciava a piovere... mentre in fondo un ometto torvo e un po' sciancato si dava un gran daffare nel cercare di conquistare le postazioni più avanzate di quella in cui si veniva a trovare ad ogni tentativo, e di nessuna era contento.
Eppure l'obbrobrio ha cercato proprio me, che me ne stavo lì quieto senza punto ferire, silenzioso e paziente, di nulla scontento e nemmanco felice, con una precisione da far impallidire l'intero sistema dei trasporti pubblici mondiali, ha allungato le sue mani lorde su di me, gettando un'ombra indelebile che porterò con me per tutti i millesettecentocinquanta metri che si interpongono, incancellabili, tra me e la mia casa.
ho smarrito il mio bel colorito, v

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Anche le cassiere hanno un'anima

La cassiera INFERMIERA
Mi scusi mi hanno dato dei punti e oggi dovrei toglierli... Non lo so quanti sono, ma l'ultima volta con mia moglie è stata una bella botta perché lei tira su tutto. Me li tolga tutti che dopo faccio i conti a casa...
E tu cosa aspetti? Affrettati il collezionamento sta per scadere!!
LA CASSIERA ROMPISCATOLE
Le ho portato una bottiglia, così almeno non mi rompe le scatole...
CASSIERA INCONTENTABILE
Le metto su tutto?
CASSIERA VELOCE
Vada piano che mi schiaccia i marroni...
SCONTRINO SENTIMENTALE
Pere coscia, pomodori cuore, settebello hatù
CASSIERA ESIGENTE
Mi lascia le mutande?
ANNULLI - STORNI
Le tolgo il reggiseno?
CASSIERA SEXI
69 euro e 69 centesimi...
CASSIERA IPERPRECISA
.., manca 1 centesimo
CASSIERA LENTA
... faccia presto che perdo il tram!!
CASSIERA GENTILE
Glielo imbusto?
CASSIERA DISPONIBILE
Lei è aperta?
TESSERA SOCIO?
.. No oggi mia moglie non me l'ha data...
CASSIERA ANTIPATICA
Cassa in chiusura
CASSIERA INVADENTE
Credito insufficiente...
CASSIERA DIPLOMATICA
Credo che abbia esaurito il credito del suo pos
CASSIERA RELIGIOSA
Acqua S. Anna, S. Gemini, SanPellegrino, S. Bernardo, S. Benedetto...
CASSIERA CENTRALE
Ama o deve stare al centro dell'attenzione
CASSIERA SEMPLICE
O periferica
CASSIERA IPEREFFICIENTE
Fuori uno sotto l'altro
CASSIERA PAZIENTE
Il cliente ha sempre ragione
CASSIERA IMPAZIENTE
Una parola è troppa, due sono poche...
CASSIERA FUORI CASSA
Oggi non do il resto
CASSIERA AL VERDE
Non c'ho una lira...
CASSIERA SFIGATA da evitare
Venerdì 17 alla cassa 17
CASSIERA PRIORITARIA
Anche le ciccione passano avanti
CASSIERA RAPIDA
Sa contare solo fino a 10!
CASSIERA SCORBUTICA
C'ho un euro per capello...
CASSIERA GENEROSA
... Vuole una mano?
CASSIERA POLIGLOTTA
Je parle francais com nient foss
CASSIERA ESAURITA
Rivolgersi alla cassa a fianco
CASSIERA FULL-TIME
Totalmente esaurita
CASSIERA PART-TIME
Parzialmente esaurita
CASSIERA IN PAUSA
Medaglio d

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   6 commenti     di: laura marchetti



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