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Racconti di ironia e satira

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Riflessione sul costume da bagno

Al mare ed in piscina oramai si vede di tutto. Un bene? Un male? Non so. La varietà dei corpi poco coperti, lascia intravedere la storia - soprattutto alimentare - delle persone. Tranne qualche vecchia signora over size contenuta a stento dentro costumi interi, rigidi come corazze, e dalle coppe misura sesta, direi che la maggior parte delle donne e degli uomini si accetta e si scopre per quello che è. Oggi, molto più che non vent'anni fa, le donne con i loro difetti, e a tutte le età, si mettono in due pezzi e bikini. Certune signore già ultrasessantenni, anche se rinsecchite, osano la mutandina bassa. Ragazzi con lombi matronali e inspessiti da Mc. Donald girano in pantaloncini con la cinta sotto l'ombelico, fanciulle con coscione cellulitiche - a sedici anni- sculettano felici dentro minuscoli slip e uomini sui cinquanta espongono stomaci gonfiati da abbondanti libagioni. A me tutto questo mette una certa allegria. Infatti, al di là del senso estetico che forse certuni riterranno poco vincente, questa esposizione senza reticenza è la miglior risposta al battage mediatico e televisivo per cui solo i " perfetti", i "magri" hanno diritto di indossare il costume da bagno e per di più succinto.
Le persone sono quelle che sono, magari individualmente interrogate potrebbero anche riconoscere che eh sì, sono sovrappeso, ho la cellulite, ho la panza, ho il seno cadente, ma quando sono tutte assieme in spiaggia o sui murazzi esse " osano" e se ne fregano, alla faccia delle veline, dei modelli di Versace, dei palestrati. Di tutta quella assurda aristocrazia del "peso forma " che li vorrebbe annientare ed allontanare dalla saga estiva. Al mare la democrazia rimonta. Per non parlare poi della tristezza delle donne rifatte i cui seni immobili come meloni, distaccati e fermi come bocce, appaiono assurdi ed innaturali in mezzo a tanta carne spesso molle e sofferente. Personalmente anche q

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Ditta Marco Marchio assume

Ennesimo colloqui di lavoro.
Mi fingo paziente come al solito per fare bella figura senza passare per una povera esaurita, e poi inizio ad ascoltare quel tipo apparentemente intellettuale...
-"La ditta Marco Marchio è un azienda grafica seria, operante nel settore da circa 10 anni, con alle spalle un team professionale, preciso vantiamo collaboratori di alto grado di competenza, i nostri patners sono: Polli e Pere, Gatti e Tope, Foca e Fico riviste di altissimo prestigio come avrà ben capito e come immagino Lei conoscerà!"-
Mi tiene tre ore ad ascoltare menate varie sulla sua prestigiosa azienda mai sentita prima, elenca nomi assolutamente sconosciuti e alquanto ridicoli e fingo un arrossamento oculare dovuto ad allergia stagionale per non piangere ma sopratutto per non ridere.
-"Tutto bene ragazza? mi sembra un po perplessa. Vedo che le lacrimano gli occhi, anche io sa sono allergico in questa stagione: polline. Maledetto polline! "-
Estrae dal taschino un pacchetto di fazzoletti marchio mai visto, nome assurdo e inquiestante, Sofia Soffia. Guardo il pacchetto allibita e lui precede qualsiasi domanda avrei potuto fare dicendomi:
- "Geniali, non trova signorina? e pensare che li ho creati io! ma del resto la classe non è acqua anni, anni di esperienza, originali, unici direi! li prenda, non faccia complimenti!"-
Penso che questo tipo è pazzo non mi da neanche modo di parlare e sopratutto dopo tre ore di noia e follia, anche divertente per certi versi, io non mi sono ancora presentata e mi sto alterando ma vediamo se mi dice almeno qualcosa di cui posso essere interessata.
-"Allora veniamo al dunque signorina,... mi scusi mi sfugge il suo nome, va bhè poco importa" -
Il mio volto aveva assunto un colore inquietante, quello scherzo della natura non mi dava spazio, non la possibilità di dire una parola!
-"Allora cara..."
Ci mancava solo che entrasse in tono confidenziale!
-"... Quello che Noi cerchiamo principalmente è una figura di

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Dante, Einstein e il criceto

Negli anni '70 andava di moda il criceto, un topolino bianco dai denti aguzzi che mangiava i semi di girasole. La sua attività principale era quella di correre a perdifiato in una ruota fissata alla piccola gabbia che gli permetteva corse lunghissime pur rimanendo confinato nella piccola gabbietta.
Il criceto applicava, senza saperlo l'intuizione di Einstein sulla forma dell'universo.
Per capire, consideriamo il seguente problema: se camminiamo sulla Terra sempre nella stessa direzione, dove arriviamo? Incontriamo il bordo della Terra? No. Arriviamo in paesi sempre nuovi all'infinito? Neppure.
Come ben sappiamo, dopo avere fatto il giro della Terra, torniamo al punto di partenza. Un'idea difficile da digerire per gli antichi, e che fa ancora ridere i bambini alle elementari, ma alla quale abbiamo finito per abituarci, e trovare ragionevole e applicabile all'universo considerando una quarta dimensione.
Ora si scopre che anche nella divina commedia Dante aveva anticipato di qualche secolo l'idea.
Nel paradiso Dante guarda e ha la visione di un punto di luce circondato da nove immense sfere di angeli. Dove stanno questo punto di luce e le sfere angeliche, che sono fuori dall'Universo? Dante lo descrive così: "questa altra parte dell'Universo d'un cerchio "lui comprende, sì come questo li altri". E nel canto successivo: "parendo inchiuso da quel ch'elli 'nchiude".
Il punto di luce e le sfere di angeli circondano l'Universo e insieme sono circondati dall'Universo. Che significa?
La fantasia poetica ha forse anticipato di sei secoli una geniale intuizione di Einstein sulla forma che il nostro universo potrebbe avere.
Certo che anche la fantascienza ne ha, nel tempo, tenuto conto. Ricordate " Il pianeta delle scimmie"? Oppure "Spazio 1999", dove, dopo il vagare nell'universo si torna, nel telefilm, in orbita terrestre, e nel film sulla terra addirittura?
Tutto però comincia da Dante, Einstein e... il criceto!



Neoreality Show

Era stato indetto per la prima volta il percorso spirituale di autocontrollo, tenuto dal medico giapponese Ociro Teng Acazim, presso l'oasi del fauno caduto, nel cuore dei monti prenestini: 13 bungalow in tutto, corredati di tutti i confort: lavandino con gettito di acqua minerale, bidet a forma di nuvola con idromassaggio, vasca con mani meccaniche massaggianti, doccia sauna, corredata di bicicletta con cambio shimano.
Quando il gruppo fu costituito, alla data fissata, illustri personaggi confluirono da ogni dove, per fare tesoro delle perle di saggezza orientale del famoso medico. C'erano le sorelle Lanuvia e Peruvia Perosa, due signorine gemelle, ottantenni, che a guardarle, veniva la pelle d'oca, tanto erano brutte. Nonostante la veneranda età, continuavano a sperare in un principe azzurro, anche uno da dividere in due. Il commendator Sestilio Peppececcetti, basso, grassoccio e pelato, noto imprenditore e inventore della scopa Carmencita, con lo sporco la fai finita, accompagnato dalla sua segretaria, Margherita Pallotta, esperta in pubbliche relazioni e marketing, una cavalla teutonica, con tanto di scollatura mozzafiato, che avrebbe fatto risuscitare persino un morto. E il morto era proprio il Duca Filippo Salta La Torre Di Lungo, cardiopatico, giunto da una nota clinica di Losanna, con tanto di equipe medica e macchinari per tenere sotto osservazione il debole cuore.
La signora Cesira Broccoletti, da Anzio, un'arzilla cinquantenne, invitata a tutti i talk show in TV, uscita dall'anonimato di una vita medio- borghese, per avere vinto i diciassette milioni di euro dell'ultima lotteria nazionale.
Lo stilista Pablos Pinzi Lacchero, un concentrato di movenze effeminate, giunto con il suo maggiordomo, dal curioso nome di Maciste, un nero pelato di circa un metro e novanta, ammasso di muscoli che terrorizzavano chiunque osasse ridere ad una sola delle "delicatezze femminee" del suo padrone.
La prima seduta fu fissata per le ore 17. 00 del lunedì. Tutti sedet

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   0 commenti     di: Wester Auxano


Passato, presente e futuro

il passato è nelle mani degli storici, che possono farne ciò che vogliono. il presente è nelle penne degli opinionisti, che ne fanno ciò che gli suggerisce il datore di lavoro.
il futuro è nelle menti surriscaldate dei meteorologi che, ebbri per la notorietà conquistata, si trasformano in profeti prospettandoci un futuro ricco di colpi di scena con desertificazioni e inondazioni da Antico Testamento; ma noi non gli crederemo fino a quando non avranno perfettamente azzeccato che tempo farà domani.



Le tasse

- Caro Pasqualino, dove vai così di corsa!
- Vado, Genna', vado... ma mi devono sentire!
- Chi? Dove?
- All'Ufficio delle tasse!
- Ah! E allora ti vuoi rovinare la giornata.
- Mi voglio rovinare la giornata?... Io me la sono già rovinata! Guarda qua: seimila euro di tasse! Dodici milioni! Ma io devo fare una protesta che deve arrivare...
- ... sotto la porta e poi ti cacciano! Pasquale, ma chi tè lo fa fare. Fai come me... quando venne il momento pagai e... chi si è visto, si è visto!
- Come ragioni bene tu. Secondo te mi arrivano cento milioni di tasse e io pago e zitto?
- Ma quelli hanno già stabilito tu quanto guadagni...
- Gennarì, quelli hanno stabilito a modo loro... Ora io vado sopra gli Uffici e faccio succedere il quarantotto! Fammi andare, va!
- Fai presto, io ti aspetto qua!
- Grazie non ti disturbare.
- Figurati, è nel momento del bisogno che si vedono gli amici! Può darsi che dopo hai bisogno di un medico, di un'ambulanza... e ti trovi solo in mezzo alla strada!..
- Come la fai tragica! Io vado... spacco qualche cosa e torno subito!
- No, tu non torni perché vai direttamente in galera!
- Ma che galera! Io, dalle urla, devo far cadere il palazzo dell'Intendenza di Finanza!
- Nientemeno. E allora vai, io ti aspetto di fronte, capisci... se cade il palazzo... io tengo famiglia...
- Allora vado!
- Ma vedete che tipo! Crede che andando lassù i finanzieri si mettono paura di lui e gli abbassano le tasse. Non si è ancora convinto che noi, poveri cittadini, nei confronti dello Stato siamo delle misere pulci da schiacciare con il peso delle tasse. I politici? E quelli dopo che hanno preso i voti... hanno altro da pensare, poverini!
- Eccomi qua!
- Allora, che hai fatto? Ti hanno abbassato le tasse?
- No!
- Come è possibile! Il palazzo non è crollato!
- Andiamo via per piacere.
- Ma si può sapere cosa è successo?
- Ma che doveva succedere!... Vedi... in fondo... loro non hanno tutti i torti. Povera gente,

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Che per caso avete visto Zorro?

Proprio l'altro ieri Cecco, er Pennica (soprannominato così a causa della sua irreversibile sonnolenza) mi diceva di aver incontrato Zorro nell'androne di casa sua.
_ Aho! Gli dico io, ma non l'hai fermato per chiedergli che so... un'autografo?
- Andava di fretta perché aveva lasciato in seconda fila la sua Peugeot e portava con sé le buste della spesa...
- Ma il cavallo? C'era pure Tornado?
- Bè, Zorro è salito al piano e poi è tornato tre, quattro volte, perché la spesa era davvero tanta!
- Ammazza, quanto mangia questo Zorro! Ma se volessi chiamarlo al citofono, quale nominativo devo cercare?
- Devi rintracciare 'sto nome: Donna Serafina De la Vega.
- Scusa un po' Cecco, ma l'identità pubblica di Zorro non è quella di Don Diego De la Vega? E mo' che c'entra 'sta Serafina? Per caso ti stessi sbagliando con il personaggio maschile di una vecchia canzone di Celentano che più o meno diceva: "Ti voglio bene pastore Serafino! Un uomo con il cuore da bambino! E libero come aria purissima del mattino per vivere là sui monti, ritorna Serafino!"
- A Fa, ma che stai dicendo? Don Diego de la Vega è morto da un pezzo! Mo' il suo posto è stato preso da 'sta parente che infatti porta il cognome, De la Vega! Hai capito adesso?
- A Cecco, ma c'è da fidarsi de 'sta lontana parente col Peugeot? Non avrà forse un po' la puzza sotto al naso?
- Senti, Fa, se le parli dicendole che ti mando io, lei te tratta bene. Donna Serafina pare na carogna, ma non è na carogna! Pare...
- Ok. Ho capito il discorso. Ma secondo te posso parlarle di Addolorata? Sai, vorrei sentire un consiglio da Donna De la Vega ed eventualmente chiederle una pozione magica perché Addolorata torni a essere felice!
- Caro, Fabio con Zorro puoi parlare di ogni argomento. Devi però fare attenzione a non guardarla troppo fissamente negli occhi, specie se lei ti sta già incollando il suo sguardo addosso.
- Cos'altro devo fare?
- Qualsiasi rimprovero lei ti faccia non reagire. Dì sem

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   1 commenti     di: Fabio Mancini



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