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Racconti di ironia e satira

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Come sono belle le strade delle nostre città

Che belle le strade hanno le nostre città!!!
Le guardi mentre ci passeggi e ti domandi…
‘Perché non me ne sono rimasta a casa???’.

La prima cosa che salta al’occhio sono le buche. Ti accorgi sempre troppo tardi che hai beccato una buca nell’asfalto. Te ne accorgi perché quando ci passi sopra con la tua auto sbatti la testa contro il tettuccio, sballonzolando come una molla rotta.
Allora decidi di goderti una rilassante passeggiata.
Guardi le strisce pedonali dipinte a terra. Colate, sbiadite o sporche dei chew gum masticati e sputati.
Fai qualche passo sul marciapiede e senti una puzza di pipì, fatta da qualcuno la sera prima. Ti penetra nelle narici provocandoti la nausea. Per fortuna il sole mattutino l’ha asciugata, ma resta l’alone sull’asfalto.
Poco più in là delle persone aumentano il passo come se stessero facendo un maratona.
C’è sicuramente qualcosa che non va!!!
Arrivi al punto cruciale e il tuo sguardo cade su… del vomito.
“Sarà stato quello che poco più giù ha fatto pipì????”
Non lo vorresti pensare, ma purtroppo ti viene alla mente.
Cammini e cammini, districandoti abilmente, come in un slalom da rally, tra carte, cartine, cartacce, lattine, gomme, patatine mangiate e sputate, gelati, carrozzine usate come speroniera…
Aiutooooooooooooooo…..
Decidi di tornatene alla macchina e rifai la strada a ritroso.
Torni nei pressi di quella buca nell’asfalto che ti ha fatto sbattere la testa e noti che è piena d’acqua… Si perché queste buche nelle strade delle nostre città, non si asciugano mai!
Ti guardi a destra a sinistra mentre ti avvicini e appena sei nei suoi pressi…
Arriva tutta sparata un’auto che ti spruzza d’acqua sporca e di chissà cosa, proprio mentre stai passando.
Ti tornando alla mente il vomito e la pipì ed allora diventi uno di quei folli che parlano da soli mentre camminano.
Ti rimetti in auto, te ne vuoi tornare a casa e decidi, intelligente, di fare quella stradina do

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Le romane

"Le romane! Tu non hai neanche idea di come siano!... Sono tonde, carnose. Se ti fai strada tra le loro pieghe più segrete, forzando un po', le trovi lisce, candide,... di un turgido! Nel cuore del loro ventre hanno un cespuglietto di peli così morbidi... ti mangeresti anche quello, quando sei lì!"
Dopo queste parole deglutì e alzò il bicchiere, ammiccando attraverso il vetro spesso.
Alì, grattandosi un orecchio, disse tra sè e sè:
"A questo punto devo cercarle, queste romane, devo trovarne qualcuna, per vedere se sono davvero così...".
"Va' per vie di negozi e le troverai senz'altro. Se domandi te le indicheranno subito, le conoscono tutti!"
Entrò al Simply Market, non c'erano vie di negozi, dove abitava.
A un commesso, dietro il banco della verdura, in legno rigenerato, domandò:
"Ci sono le romane?"
"No, qui tutto è del posto. Ti assicuro che è meglio. Perchè cerchi proprio quelle?"
"Mi hanno detto che sono belle!"
"Guarda che anche se fuori lasciano a desiderare, il cuore è sempre lo stesso,... da favola!"
E gli mostrò certi capolini di carciofo, nostrani.
"Ma io intendevo... ragazze!"
"Qui al Simply Market anche il personale è a km 0. Se vuoi incontrare ragazze romane devi farti 600 Km, sai che inquinamento! Lascia stare le 'mammole' e goditi le nostre 'gnare'."
E gli disse che cosa avevano di bello.
Per ringraziarlo Alì comprò quattro capolini con le spine, li mise in un sacchetto biodegradabile che si strappò subito, dentro un cestino di ex tappi.
Poi uscì, si guardò intorno e vide che di 'gnare' ce n'erano assai, neanche tanto 'carciofe'.



C'è qualcosa di più poetico?

Oh! finalmente, anche questa è fatta. questa che? questa cosa che dovrebbe avere un capo, giacchè cosa fatta capo ha, m'hanno insegnato. e se si scopre che il capo è sbagliato? se fosse stato montato alla rovescia? che ne sarà della coda se scoprissi dotati di un certo qual fondamento tutti i miei sospetti?
si smarrirà e bisognerà ricominciare tutto daccapo, ammesso di pescar quello giusto e posizionarlo a dovere.
e io che credevo d'aver letto tutto dei poeti, d'aver ammirato tutte le più belle creazioni della fantasia narrativa, io che per pigrizia di pensiero accettai il gentile invito delle categorie universali e distinte, in ultimo mi smarrii nel parco del luogo comune cascando nella vasca dei dubbi sommersi.
uscendo dall'acqua, quel che mi colpì fu di trovarmi così poco bagnato che non provai sorpresa alcuna nello scoprire altrove nuove e inusitate potenze della capacità creatrice dell'essere umano, anche quando essa appare camuffata dal rigore e dall'apparente assenza di sensibilità.
che dire allora della "Versiera d'Agnesi", che non è una fumante zuppiera di succulenti maccheroni ma una graziosa ed armoniosa collinetta frutto d'un rapporto di variabili quantomai insospettato ai profani; e della "Lemniscata di Bernoulli", che lungi dall'essere l'esotico appellativo d'una pianta tropicale o d'una specie faunistica in pericolo d'estinzione, è solo un simmetrico ingenuo fiocchetto, espressione di concorde uguaglianza; e una "Rosa a re foglie", dite, l'avete mai vista? e una a quattro foglie?
ma non cercatele nei giardini, nè dal fioraio più ben fornito della città, cercatele nei libri di matematica, sì, avete capito bene, quei libri scritti da quelle persone con la testa incastrata nei numeri, quelli che si muovono lungo il rettilineo della logica e che non saprebbero far stillare una lacrima dai loro occhi imprigionati da catene di operazioni inesorabili e arcigne.
la quantità di sentimento poetico necessaria al matema

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Aforismi al passo dei tempi

-Est modus in rebus (ORAZIO), è nell'uomo il rebus (Maiello)
-Cogito ergo sum (CARTESIO), amo e sempre sarò (Maiello)
-La coscienza morale dentro di me (KANT), la luce della fede sopra di me (Maiello)
-Primum vivere deinde philosophari (ARISTOTELE), primum philosofari per saper vivere (Maiello)
-C'è un'equazione nella materia (EINSTEIN), sorgente di luce solare, c'è l'amore nella vita (amo e sempre sarò, Maiello), fonte di luce spirituale
-Il destino mescola le carte e tocca a noi giocarle (A. SCHOPENHAUER), per il destino siamo carte conosciute (F. A. Maiello)
-Scommettere su Dio non si perde niente ma si può vincere tanto (Blaise PASCAL, sommo matematico). Scommettere su Dio è l'unico modo per vincere matematicamente (F. A. Maiello, sommo giocatore)
-Chi crede non pensa, chi pensa non crede (A. SCHOPENHAUER), chi pensa sempre, se non è matto, crede (F. A. Maiello)
-Bene vixit qui bene latuit (OVIDIO), silenzio pensante diurno e pensiero insonne notturno (Maiello)
-Dio è troppo perfetto per poter pensare ad altro che a se stesso (ARISTOTELE), Dio è troppo buono e pensa troppo agli altri (Maiello)
-La presunzione della ragione (HEGEL) a Napoli (terra di Santi e Madonne) non ha scampo... 'a raggion s'a piglian e fess (Maiello)!

-La filosofia dell'era moderna... tra razionalismo (idee innate/deduzione, CARTESIO) e empirismo (idee elaborate/induzione, LOCKE) vince lo spiritualismo (idee illuminate/fede, Maiello)

-Verum scire est scire per causas (ARISTOTELE), per salire (verum scire) c'è la scala (cogito, ragione, intelletto, sapienza e contemplazione, Maiello)

-Esisto (cogito ergo sum, CARTESIO) per amare (amo e sempre, Maiello) veramente (gnothi sautòn, SOCRATE)

-Nei millenni a venire ci ritroveremo riflessi del Sole divino (Paradiso) o fossili della crosta terrestre (Inferno), dipende dalla montagna scalata (Bene) o dalla fossa scavata (Male)

-Meglio la scala per salire e la luce per capire che la trivella

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Corso di cucina: le crepes

In questa puntata spiegheremo come realizzare delle deliziose Crepes con cui finire una cena o semplicemente per una merenda piacevole. Ricordo che questo corso è rivolto a chi non sa nemmeno fare due uova in padella (e a chi ha la pazienza di leggere cosa diavolo mi viene in mente quando esagero con la birra).

Prendete alcune uova, dalle sei alle ottomila, e rompetele nel modo usuale, cioè scagliandole con ferocia contro il muro più lontano. Abbiate cura di conservare i gusci, utili per altre prelibate ricette o come oggetto decorativo per le vostre feste di nozze. Dividete con cura i rossi dai bianchi (e anche gli azzurri dai verdi, che se no fanno a cazzotti) (chi non è di Firenze non la capirà). Mettete i tuorli in un tegame capiente, che chiameremo Tegame A. Poi prendete gli albumi e metteteli in un Tegame, che chiameremo Tegame A (essendo in effetti lo stesso tegame, su).
Aggiungeremo ora del latte, circa 18. 320 gocce. Il sistema più pratico è il seguente: prendete la più vicina mucca, e tenendola ben alta sopra il Tegame A scuotetela decisamente ma con dolcezza 18. 320 volte. In alternativa fate ballare la macarena alla mucca. Il campanaccio che tiene al collo richiamerà inevitabilmente un allevatore locale che sarà ben lieto di fornirvi il prezioso liquido in cambio del vostro silenzio.
Addizionate del sale e dello zucchero, ma non esagerate.
Fatto questo, durante la notte formate dei cerchi concentrici o delle scritte ingiuriose in un campo di grano, per mezzo di una corda e di un'asse di legno. Al mattino contattate il proprietario il quale sarà ben lieto di cedervi il campo ormai rovinato dalle torme di curiosi, pazzi e giornalisti di bassa lega che avranno nel frattempo invaso il suo terreno cercando alieni e folletti. Con l'aiuto di una falce fenaia arate giornalisti, pazzi e curiosi, e visto che ci siete anche le preziose spighe, fatene grosse balle, poi da ogni spiga togliete ogni chicco, uno alla volta. Questa facile operazione non

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   2 commenti     di: Gaspare Burgio


L'eliminazione del secondo ramo

Se ne era parlato a lungo nella stesura del programma, prima della campagna elettorale, ma buona parte dei notabili della coalizione avevano osservato che l'argomento non poteva essere chiuso in fretta, che aveva bisogno di riflessione e decantazione, e che era meglio concentrarsi sulle questioni già definite, per apparire convincenti all'elettorato.
La coalizione vinse le elezioni e cominciò a lavorare alla realizzazione del programma. Ma ben presto venne a mancare la serenità: deputati, senatori, consiglieri, ed anche alti burocrati dell'apparato statale avevano il sonno e la veglia continuamente disturbati dall'ombra e dalle spine del "secondo ramo", l'argomento che fatalmente tornava all'attenzione ogni volta che si intraprendesse un qualsivoglia altro discorso.
Era, quello del secondo ramo, un quesito all'apparenza semplice, con altrettanto semplici risposte: un sì o un no. Nessuno ricordava come fosse sorto, ma tutti lo percepivano come un indispensabile prolegòmeno ad ogni azione politica futura, un nodo che impediva di avvolgere o svolgere ogni gomitolo, che si presentava con subdoli occhielli da cui potevano passare matasse intere, apparendo, scomparendo...
La questione in sé era semplice. Eppure svelava una diabolica complessità quando ci si rendeva conto che si riusciva a parlarne soltanto per pochi minuti, i quali bastavano a provocare uno sfinimento generale e la centrifugazione dell'attenzione dei presenti verso i più complessi e vari quesiti, su uno a caso dei quali si focalizzava infine l'attenzione di tutti.
Non che l'opposizione fosse in condizioni migliori. Anch'essa, percependo l'importanza politica del quesito irrisolto, tentava di preparare una piattaforma d'intenti atta a ribattere quella che sarebbe divenuta - quale che fosse - la posizione della coalizione al governo. In riunioni serrate, che cominciavano con grande ottimismo e finivano nella frustrazione, si partiva da un bivio: "se dicono sì...", "se dicono no...", arenand

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   3 commenti     di: Nicola Saracino


Il partito della pasticca blù

Eh sempre che ti lamenti, e ti lamenti. Ma lo sai che non ti sopporto più. Non posso farci niente io faccio parte di te. E nella tua indole il lamento e l'ancorarsi alle abitudini più stupide che ti portano di nuovo a chiamarmi in causa. Veramente io cerco di agire, solo che, nello stesso luogo, a contatto con le stesse persone, visitando gli stessi posti ecco che, purtroppo salti fuori te! Hai visto, ma mi fai schiantar dal ridere, ti lamenti che ti lamenti! Oh pallino senti, il mio è un bipolarismo di quelli seri ma alle prossime elezioni, grazie a una nuova legge elettorale, ho intenzione di cambiare tipo di sistema di governo. CHe vuoi dire? Voglio dire che io, insieme a circa duecento complessi che sono dentro di me stiamo preparando una nuova legge. Ma come? E di che si tratta, e perchè non lo avete dibattuto nella sede del cuore in seduta plenaria? Mi pare una cosa inverosimile. Senti, intanto non so se sei informato ma io ho fondato un nuovo partito. Un nuovo partito? Ma all'interno del nostro cervello ce ne sono già centoottanta. E non lo vedi che caos? Siamo depressi, non riusciamo a muoverci, ognuno vocia per conto suo e tira al proprio interesse. E di che partito si tratta?

E un partito che si rifà alla tradizione popolare dittatoriale, da Sradolf, a Stanislao, a Sputin a Sberluschini. No, questa me la devi spiegare meglio, in un periodo così che non abbiamo neppure un soldo da spendere te ne vieni fuori con un nuovo partito. E le rappresentanze del fegato cosa dicono? Quelle le ho ammorbidite con del limoncello stravecchio, qualsiasi cosa decida, non ci sono problemi. Ma tu sei una cellula cancerogena! Ci vuoi mandare in rovina, addirittura ricorri alle droghe per soggiogare le rappresentanze più importanti del nostro organismo! E con i reni? Il limoncello stravecchio manda in tilt anche loro. Il rene di destra sarà ben rappresentato nel partito, quello di sinistra troveremo il modo di eliminarlo! E il partito come sichiama! "Forza Ugo" . Ma

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   2 commenti     di: Raffaele Arena



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