username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Racconti sulla tristezza

Pagine: 1234... ultima

Ragazza triste

Lasciate che vi racconti una storia. La storia di come una ragazza avrebbe potuto diventare una ragazza felice e senza pensieri. Una ragazza normale. Invece di sentirsi respinta e non voluta. Tanto tempo fa e troppe volte. Talmente tante e sempre peggiori, che questa ragazza che avrebbe potuto essere felice, è invece diventata una ragazza triste. Che ora, dopo tanto piangere perché non si sentiva voluta - ora, ora che non ha più ragione di piangere perché qualcuno che la vuole c'è, ora lei piange.
Piange e non ha un motivo. Lei non lo sa più perché. Forse è abitudine. Forse è autocommiserazione. Prova pena per se stessa? La ragazza non lo sa. Però sa - e questo fa male - che non è più capace di sentirsi felice. Ora è contenta. Ma sa che nonostante avesse molti meno motivi di adesso, anni fa lei si era sentita felice. E sa distinguere la felicità dalla contentezza. Perché quella volta si sentiva volare, leggera leggera, trovava un motivo per sorridere in ogni cosa. E non era razionale. La lasciava scorrere ed era in pace. Niente poteva turbarla. Quella di adesso non è la stessa sensazione. E la ragazza sa anche che dovrebbe essere questo il momento in cui la si prova.
E allora, ancora una volta, fa l'unica cosa che sa fare quando respirare fa male e il cuore brucia e sta per esplodere. La ragazza si sdraia per terra, rannicchiata su se stessa. Chiude forte gli occhi. Ha bisogno di sentire che c'è una superficie sotto di lei. La ragazza tocca il pavimento, il palmo della mano aperto. Gli occhi ancora chiusi. Serrati. Respira a fondo se no il cuore scoppia. E c'è il pavimento sotto e più giù non si può andare. Puoi solo risalire. Prova a risalire. Provaci con tutte le tue forze, ragazza triste, perché non c'è nessuno che ti tirerà su.

   1 commenti     di: Elena Canta


Amore perduto

Non riesco a dimenticare il vuoto che mi hai lasciato, quando mi hai detto addio...
Senza ragione e senza un perché... e adesso per amore sto morendo...
Ê stato un'amore breve, ma il dolore é immenso. Così come si dice l'amore é spesso amaro. Tu eri per me la stella della sera e quella del mattino, eri la mia gioia, quando stavo con te mi sentivo vivo, amato, ma il tuo ricordo non é necessario, non basta per farti ritornare da me...
È difficile guarire di colpo da un'amore così... non esiste medicina... non esiste rimedio, se non amare di più!
Muoio al pensiero di saperti con un'altro...
E vivere senza di te, é vivere senza felicità!
Vorrei essere per te il più grande amore mai provato, con la consapevolezza che non potrà mai ripetersi!! Ma quando il tuo amore non é ricambiato, é solo sventura...
E scrivere é inutile...
Ma ho capito che in amore il solo fallimento consiste nel non tentare più... perché Tu solo sei la mia Felicità!!



Il mio boia

Boia…mi attendi su un patibolo costruito su incertezze…pulisci la tua scure e quasi scorgo dolore nel tuo sguardo…dolore per me.
Quante volte posso morire?
Quando ero piccola la mia mamma mi ha detto che si muore una volta soltanto…eppure 2 volte mi hai già uccisa e prima di te altri hanno fatto lo stesso…
Forse la morte dell’anima non segue lo stesso tassativo criterio…
Uccidimi mio boia…mille volte calpesta i resti di un cuore in frantumi, con ogni tua parola, con ogni tuo sorriso, con ogni tuo respiro…
Quello che io scambio per un dolce sguardo di pietà, è la tua sensazione di appagamento mentre il mio sangue ti tiene al caldo…
Il panno bianco passa sulla lama fredda…fa un dolce fruscio mentre mi inginocchio e appoggio il viso sul mio ultimo cuscino…tremo, ma non perché avverto la paura, non ancora…mi sembra di udire il battito del tuo cuore …che dolce morte sarebbe se questo ceppo fosse il tuo petto.
…il riflesso del sole sulla lama mi acceca e per qualche secondo mi dimentico anche della mia triste sorte…
ma so cosa mi aspetta, me lo sentivo ancora prima di essere accompagnata dai primi raggi di un pallido mattino fino alla tua scure.
Sentivo i tuoi passi nel rinascere dei miei pensieri, coricata nel mio letto tra le mie coperte, coccolata da un buio troppo breve, sentivo la tua voce e il tuo rifiuto…
Ti guardo negli occhi e so che sarai tu il mio assassino, amore mio.
Uccidi ogni mia speranza con un solo colpo, non concedermi la tortura di un tuo nuovo bacio.
Ma il tuo compito non è certo facilitarmi il trapasso…di nuovo le tue labbra…di nuovo il tuo respiro…di nuovo il calore, prima del gelo della morte.
Ma la tua scure non mi uccide, tu non punti alla base dei miei sentimenti, non sradichi le radici della mia inutile permanenza su questo pianeta a cui non appartengo.
Dolore.
Mi invade come il morso di un serpente, dilaga il veleno in tutto il corpo, parte da un luogo sconosciuto di me e mi mozza il

[continua a leggere...]

   9 commenti     di: Alessia Lotto


Lettera di mastro Geppetto al suo Pinocchio

Caro figliolo,

Ti chiedo scusa per il cuore che ti ho negato, ma sotto consiglio della barba bianca che ha nascosto in questi anni migliaia delle mie lacrime dolenti, ho dovuto farlo. Forse non mi capirai mai;per te sono avaro ed egocentrico, una ladro delle tue emozioni. Geloso ed egoista, per molti fuori di testa, scagliato lontano dalla verità come i tuoi giochi rotti dalla voglia di crescere, del cuore ti ho privato:ho privato te che sei la mia creatura, il mio burattino- bugiardo prediletto, né per amore né per odio;l'ho fatto per difesa, prima della mia persona e poi della tua.
Non avrei sopportato di vederti soffrire, perché il cuore è fatto solo per quello. Lascia stare che ti fa compagnia sentirlo battere forte nel buio della notte infestata dai tuoni di un temporale lontano:ha un prezzo la sua presenza;l'amore e la gioia e l'affetto e la commozione che ti fa provare è una mollica rispetto al pane amaro ed ammuffito( il dolore) che ogni giorno dovrai ingoiare, pena morir di fame.
Poi sai il mondo è diffidente;cerca le prove dei tuoi sentimenti. Ti provoca per scoprire se il cuore lo hai anche tu. Ti punge in modo subdolo e quasi non te ne accorgi;la gente si finge tua amica ed intanto dà inizio al tuo stillicidio. A lui basta una goccia per firmare la tua condanna. La gente ci prova gusto poi a prendere di mira il tuo cuore con l'arco del rancore e del vittimismo. Saresti entrato in un circolo vizioso di sentimenti funesti e crudeli a tua insaputa.
Ed io ho prevenuto questa iscrizione.
E ti ho fatto bugiardo;di un legno finto e gelido, perché fingere è l'unica soluzione. Mentire, fare finta di stare bene e che tutto è fantastico come nella nostra favola, è un atto di intelligenza. Ti ho regalato sopravvivenza;vita no, ma a cosa sarebbe servito se poi la vita l'avresti rifiutata?. Fingendo amore, gioia, e amicizia, affetto e comprensione almeno ti ho permesso di annusare nell'aria un profumo che non esiste, ma che ti spinge alla sua ricerc

[continua a leggere...]



Confessione d'amore

... a Te sacrifico ogni mio pensiero, mentre come scintilla silente trapasso la profondità del tuo cuore affinché, goccia dopo goccia, sgorga Amore. Stringere la tua mano, morire dei tuoi baci... bramo le tue labbra, sospiro nel desio delle tue verità occulte! Fammi Paradiso, fammi Inferno. Modellami con la tua Passione!
Non temere i miei occhi, non temerli ora che li hai visti e in essi hai letto; e prova ad ascoltare la loro voce. Son l'Eterno che si frantuma in mille istanti figli del tempo. Sono il tuo dio, sono il tuo demone. Per te divento luce. Per te divento ombra.
Ho cavalcato in mezzo a diavoli affamati, sprezzante delle fiamme che non conoscono spengimento. Ho sopportato con fierezza il bollore del sangue che impietoso mi inondava le vene. Ancor' oggi bramo i tuoi morsi, più che mai voglio che mi graffino le ossa, squarciandomi le carni e bruciando il mio corpo. Immagino e sogno l'umido del tuo tocco, allorché come cagna appassionata, perennemente votata alla ricerca di una dignità oramai per sempre smarrita, mi lecchi l'anima.
Ti penso e ne soffro. Ti penso e non riesco a non farlo. Mi consumo, nella mente, in tutto me stesso. Nulla di me è immune da tale dolore. Mi fa male. Ovunque.
Ti cerco, come tenero infante senza malizia. Ingenuo e illuso. Ti sogno. E maledico l'attimo del mio risveglio. Provo a riaddormentarmi, mentre inesorabile mi sfugge l'ultimo barlume di un romanzo ad arte creato dalla mia immaginazione...
Non mi chiedo più il perché. Non osteggio più questa mia follia d'amore. La sento amica. La sento parte della mia persona. Non è cosa estranea alla mia vita, ma mai, fin ad ora, mi ero mai accorto di lei. Sono troppo preso da te. Dalla felicità che puoi donarmi. Dalla tua magica arte nel fare sentire libero questo povero schiavo del tuo cuore, di quella carne sanguinante che lo riveste, tenendolo stretto, in una morsa che lascia senza respiro, che cattura e ingoia anche il più impercettibile suono del suo battito.

[continua a leggere...]

   9 commenti     di: Duca F.


[Senza titolo]

Ed eccola qui. Sola, davanti al pc. Gli occhi umidi, il cuore che batte forte... Una frase le ritorna sempre in mente, l'ha studiata a scuola tanto tempo fa, in filosofia. Non le piaceva tanto la filosofia ma questa frase l'ha affascinata, l'ha stregata, l'ha colpita. "La vita è un pendolo che oscilla tra dolore e noia", diceva il buon Shopenahuer. "Già", pensa, "credo che lui avesse capito tutto della vita". Perché oscilla, si chiederà qualcuno? e la felicità? dove la mettiamo? La felicità sta in mezzo. Quando diventa troppa si trasforma subito in noia e quando è assente... Si teme, si piange, ci si dispera. Per motivi futili, diciamocelo, ma tutti abbiamo un buon motivo per essere infelici. Lei ne ha, forse uno, forse due, forse tanti. Forse è lei la causa di tutto, ma non sa come uscirne. E poi si sente stupida, pensa a quelle persone che stanno male, che stanno male veramente, che hanno fame, che hanno problemi fisici, che vengono maltrattati. Lei è giovane, carina. Lavora (e in tempo di crisi...!!!). Ha un ragazzo. Una bella famiglia, con i suoi difetti, certo, ma bella e unita. Ma si sente sempre insoddisfatta. Sa cosa vuole dalla vita e non sa come realizzarsi. Pensa, pensa tanto. Parla, per lo più di supidaggini, i suoi problemi è abituata a tenerseli per sé. Avrebbe voglia di stare abbracciata a qualcuno, ma non ha il coraggio di chiedere un abbraccio. Quanto si è stupidi a volte!!! Si fa le domande, ed è così brava che si dà anche le risposte. A volte si chiede perché ci siano tante persone che parlano, parlano... e invece di sfogare i loro problemi a qualcun altro, non se li tengano per sé. Perché ognuno ha i suoi problemi... Lei, forse, più di quelli che non vorrebbe ammettere a se stessa.

   3 commenti     di: ale ale


Un posto per star bene

L'ultimo ricordo che ha di suo padre è di lei bambina accovacciata davanti al gabinetto, che chissà quale schifezza aveva mangiato e stava lì a vomitare l'anima, e c'era il papà che le teneva una mano sulla fronte e la tranquillizzava. Non si ricorda le parole, ma rammenta il suo tono di voce, pacato e caldo, e lei immagina che le dicesse di non preoccuparsi, che sarebbe andato tutto bene, e magari di non dirlo alla mamma che sennò si sarebbe agitata per nulla che lo sai com'è fatta. Lei stava con gli occhi chiusi, e il tepore della mano sulla fronte la faceva star bene dentro, anche se tutto il fuori le faceva male.
Quindici anni dopo Paola scende dall'auto barcollando.
Si aggrappa allo sportello aperto con entrambe le mani, gli occhi mezzi chiusi e la bocca spalancata a far entrare più ossigeno possibile.
Come se questo bastasse.
È quasi l'alba e l'aria è fresca e frizzante quel tanto che serve a schiaffeggiarle le guance arrossate, si infila sotto il niente di cui è vestita e le solletica la pelle. E pare che le cose debbano andare meglio.
Ma la sensazione non dura che pochi attimi.
Qualcuno parla alle sue spalle, e lei sa di conoscere la voce, ma non riesce a darle un nome né tantomeno un volto. Non prova neppure a voltarsi ma stacca le mani dallo sportello che la sorreggeva e muove un paio di passetti lungo il marciapiede. Le viene da ridere perché improvvisamente pensa alle ballerine classiche in equilibrio sulle punte, e immagina come potrebbe essere divertente vedere uno spettacolo di danza con i ballerini ubriachi quanto lei.
Percorre due metri beccheggiando pericolosamente da un lato e dall'altro, fino a che il terzo metro le è fatale. Crolla sulle ginocchia sul pavé del marciapiede e vomita.
Il suo corpo viene scosso da sussulti ad ogni conato, e neppure si accorge che qualcuno è arrivato di corsa a sorreggerla per le braccia, per evitare che si accasciasse totalmente al suolo.
Dopo qualcosa come due milioni di anni - tanto sembra

[continua a leggere...]




Pagine: 1234... ultima



Cerca tra le opere

La pagina riporta i titoli delle opere presenti nella categoria Tristezza.