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Racconti sulla tristezza

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Incontri di spiriti.

Il Fato aveva deciso, dovevano incontrarsi. E così fu. Il primo contatto avvenne come era stato deciso, in modo inaspettato, casuale.
Lei era uno spirito solare, libera, fantasiosa, aveva scoperto il modo di guardarsi intorno applicando una specie di filtro mentale, riusciva a vedere tutto in modo positivo, la sua positività irradiava amore e bontà, altruismo e amicizia. Si era creata un mondo tutto suo in cui permetteva solo a pochi fortunati di entrare ed i prescelti erano veramente pochi, speciali, unici, come li pensava lei. Lei amava tutti gli animali, gli uccelli in particolare, per la loro libertà di muoversi, di vedere tutto da sopra, di essere più vicini al sole.
Lei aveva una carica di amore che distribuiva intorno a sé senza richiedere nulla in cambio, solo un poco di amicizia. Questa carica si rigenerava velocemente, non vi era momento in cui lei non fosse in grado di elargirla al momento giusto e nelle quantità necessarie, il tutto ovviamente senza alcun calcolo, così, naturalmente.
Ma lei aveva anche due nature: era soprattutto una Madre, premurosa ed affettuosa, gli amici vedevano questo suo essere non come un evento normale, ma come un attributo. Lei era La Madre. Tutti erano i suoi cuccioli, anche se più anziani di lei e come tali li trattava, con amore e sollecitudine. Li proteggeva.
Era curiosa della vita, del mondo, amava la natura in tutte le sue molteplici forme, era attirata dal sole, dal mare, dal silenzio degli spazi infiniti. Avrebbe voluto volare lontano lontano, ma in quanto Madre non poteva farlo, si accontentava di volare con la fantasia, o di rivivere la stessa esperienza di chi lo aveva fatto.
Lui era uno spirito vagabondo, in altri tempi sarebbe stato un principe nomade o un navigatore, aveva girato tutto il mondo, più volte, sempre da solo. Era un inquieto, alla ricerca di qualcosa, forse la conoscenza. Si interessava di tutto, aveva provato tante emozioni, aveva affrontato guerre, rivoluzioni, terremoti, tifo

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Amore perduto

Non riesco a dimenticare il vuoto che mi hai lasciato, quando mi hai detto addio...
Senza ragione e senza un perché... e adesso per amore sto morendo...
Ê stato un'amore breve, ma il dolore é immenso. Così come si dice l'amore é spesso amaro. Tu eri per me la stella della sera e quella del mattino, eri la mia gioia, quando stavo con te mi sentivo vivo, amato, ma il tuo ricordo non é necessario, non basta per farti ritornare da me...
È difficile guarire di colpo da un'amore così... non esiste medicina... non esiste rimedio, se non amare di più!
Muoio al pensiero di saperti con un'altro...
E vivere senza di te, é vivere senza felicità!
Vorrei essere per te il più grande amore mai provato, con la consapevolezza che non potrà mai ripetersi!! Ma quando il tuo amore non é ricambiato, é solo sventura...
E scrivere é inutile...
Ma ho capito che in amore il solo fallimento consiste nel non tentare più... perché Tu solo sei la mia Felicità!!



Pensieri nella notte

Pensieri nella notte, dove tutto tace e la mente corre veloce in questo folle tormento che mi scoppia dentro, che impazza in me come una furia incontrollabile!
Silenzio ovattato dove le uniche note di questo notturno pentagramma, suonano solo per te, che vivi nel mio mondo che ti desidera e ti cerca.
Accarezzarti l'anima, solleticarti il cuore per farti innamorare,
per sentirti solo mio e donarmi in questa dolce ossessione, mentre questo tempo ingrato e crudele mi stritola in una feroce morsa!
Come una spada nella roccia, tu mio dolce sogno, vivi ed accompagni il lento e solitario scorrere di questo cammino terreno, che spero, mi condurrà all'Eternità!
Nel frattempo combatto questa spietata ed impari battaglia che, giorno per giorno, mi trova in prima linea, perennemente in 'trincea'.
'Destino crudele'!, direbbe qualcuno, sicuramente difficile da gestire, in cui niente scivola via, ma anzi, rimane con tutto il peso e l'amarezza che mi sembrano proprio cuciti addosso.
Pensieri nella notte..., che affollano la mente, mentre un micio insonne miagola disperato chissà poi perché, ed io sono sola con questo fardello di dolore ed amarezza, ma con la speranza del tuo amore e con questa vita vissuta combattendo!
Mi giro e mi rigiro, ma non riesco ad addormentarmi: la vita mi scorre davanti, portandomi ricordi e sensazioni vissuti altrove,
tanto tempo fa...



Dimenticare

Come può cominciare la giornata senza un sorriso, una parola, una carezza...
Sono fuggita scappando dal passato, credendo di poter dimenticare la paura... il tunnel senza fine da me non capito all'epoca.
In ogni filo bianco dai miei capelli c'è una piccola grande sofferenza e un solo rimpianto, quello di non esser andata via molto prima..
Come ho potuto credere che il passato si può dimenticare, cancellare tutti suoi brividi, paure e angosce?
Per anni mi sono tormentata e odiata cercando di farmi del male punirmi per la mia esistenza, perché mi sono sempre considerata un sbaglio della natura.
Con un passato oscuro: il padre lascia la famiglia per un' altra donna, la madre che muore di cancro, e io... si io, che non so essere felice, che non credo di poter essere amata.
Pensa, che prima di imparare a camminare ho imparato a non desiderare mai ciò che non ho, ridere nei sogni, nutrirti con la fantasia, accontentarmi delle briciole...



solo con la mia solitudine

E così ogni sera esco da quel portoncino attento ad attraversare perchè già una volta ci hanno provato a farmi fuori, riprovateci sarete più fortunati. Il mio sguardo incrocia quello di una commessa che ormai pur non conoscendomi mi conosce bene, uno sguardo che ogni volta mi fa pensare che stia guardando un fantasma o qualcosa di simile sembra cotta hey sveglia sono solo un uomo. Saluto i ragazzi del bar i miei pusher preferiti mi state ammazzando con il vostro caffè. Ed eccomi qui la mia fermata è li la vedo potrei fare una linea retta invece devo circumnavigare una piazza per arrivarci per un motivo che tra un po' vi spiegherò quanti maledetti bus ho perso per sta storia. Finalmente il mio viaggio è finito e come Colombo bacio la terra e mi ritrovo in piedi, al freddo, stanco con lo stomaco che brontola pretende anche lui e i miei occhi che a stento restano aperti sono fissi su uno spettacolo che quella piazza mi offre e come un bimbo che guarda palloncini perdersi mi incanto...
Bande di ragazzi su motorini che fanno la gara a chi lo impenna di più e stanno li ore ed ore padroni della piazza senza un cappello, una sciarpa e a volte senza neanche un giubbino ma vestiti del loro sorriso stupido da imbecilli e io invece sono solo con la mia solitudine al gelo, con sciarpa cappello e giubbino con il freddo che mi ha gelato anche la barba e l'ultima cosa a cui penserei è a sorridere. Vorrei solo essere trascinato dal vento come una foglia morta via da qua. Poi il déjà vu continua ed ecco spuntare dal nulla gruppetti di ragazze dove la volgarità è il loro pregio migliore sfilano con vestiti sgargianti con le te*te al vento e con pantaloni stretti giusto per attirare l'attenzione. A volte hanno in mano un telefonino e mettono a tutto volume una canzone dell'ultimo cantante neomelodico, la storia è sempre la stessa lui che piange per padre in prigione, lui che piange per lei che lo ha lasciato, lui che è felice perchè ha trovato la donna perfetta a q

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Affranta

Sono triste...
tristissima
con l'amarezza in gola
e la lacrima che scende,
perchè è così,
come ho saputo sempre...
che il tuo d'Amore
non ha niente,
è solo voglia d'eccitazione,
come a sentirti Vivo,
ma
dentro il cuore mente
e
Canta appena può
un'altra perversione,
dentro ad un'altra mente
che
stupida acconsente.
E a me
Ferisci e Tagli
così
serenamente,
come per te è normale
giocare a corteggiare,
dentro poesie d'amore...
giocare ad ingannare,
giocare a farmi Male!

   4 commenti     di: Anna Eustacchi


Tremo

Quando parlo con qualcuno dico sempre: -Tanto ci sono abituata a stare sola. La cosa più ingiusta è ripetere quella frase a me stessa. La verità è che non ci si abitua mai. Non puoi abituarti a restare sola. Nessuno merita una cosa così brutta. Ogni volta che si arriva al punto in cui qualcuno ti abbandona, ogni volta provi la stessa tristezza della volta prima e puoi spiegarlo al mondo intero come ti senti ma mai nessuno capirà il vuoto che senti dentro. Hanno sempre mille scuse e mai nessuno che ci provi a mettersi nei tuoi panni. Arrivi a un punto in cui ti arrendi, anche se non vorresti, lo fai perché tanto sarà sempre la solita delusione. Non ti cerca mai nessuno per "un caffè" e mai nessuno ti chiede realmente come stai, ma non illuderti non ti ci abituerai mai. Ti arrendi e basta. Ti senti schiacciata da tutto e tutti perché stare sola è la cosa più brutta che ti può capitare. Non riesci nemmeno a urlare la tua frustrazione, ma solo a nasconderla. Io scrivo. Io scrivo ma non mi basta più, non più. Vorrei uscire, gridare al mondo la mia voglia di vivere ma ormai mi sento così sola che la voce mi si blocca in gola e la ingoio. Va giù così lentamente che mi sento soffocare. Qua nessuno si salva da solo. Non ti ci abituerai mai. La musica non mi basta più. Avrei solo bisogno di un abbraccio e di qualcuno che mi dicesse: -Lotteremo insieme. Bisogna solo essere forti e realizzarsi col freddo che ricopre il cuore per poter dire un giorno: -Ho voglia di vivere questa vita! È dura ma io non mi arrendo, perderei anche me stessa.

   1 commenti     di: Valentina Iengo



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