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Racconti sulla tristezza

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Incontri di spiriti.

Il Fato aveva deciso, dovevano incontrarsi. E così fu. Il primo contatto avvenne come era stato deciso, in modo inaspettato, casuale.
Lei era uno spirito solare, libera, fantasiosa, aveva scoperto il modo di guardarsi intorno applicando una specie di filtro mentale, riusciva a vedere tutto in modo positivo, la sua positività irradiava amore e bontà, altruismo e amicizia. Si era creata un mondo tutto suo in cui permetteva solo a pochi fortunati di entrare ed i prescelti erano veramente pochi, speciali, unici, come li pensava lei. Lei amava tutti gli animali, gli uccelli in particolare, per la loro libertà di muoversi, di vedere tutto da sopra, di essere più vicini al sole.
Lei aveva una carica di amore che distribuiva intorno a sé senza richiedere nulla in cambio, solo un poco di amicizia. Questa carica si rigenerava velocemente, non vi era momento in cui lei non fosse in grado di elargirla al momento giusto e nelle quantità necessarie, il tutto ovviamente senza alcun calcolo, così, naturalmente.
Ma lei aveva anche due nature: era soprattutto una Madre, premurosa ed affettuosa, gli amici vedevano questo suo essere non come un evento normale, ma come un attributo. Lei era La Madre. Tutti erano i suoi cuccioli, anche se più anziani di lei e come tali li trattava, con amore e sollecitudine. Li proteggeva.
Era curiosa della vita, del mondo, amava la natura in tutte le sue molteplici forme, era attirata dal sole, dal mare, dal silenzio degli spazi infiniti. Avrebbe voluto volare lontano lontano, ma in quanto Madre non poteva farlo, si accontentava di volare con la fantasia, o di rivivere la stessa esperienza di chi lo aveva fatto.
Lui era uno spirito vagabondo, in altri tempi sarebbe stato un principe nomade o un navigatore, aveva girato tutto il mondo, più volte, sempre da solo. Era un inquieto, alla ricerca di qualcosa, forse la conoscenza. Si interessava di tutto, aveva provato tante emozioni, aveva affrontato guerre, rivoluzioni, terremoti, tifo

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Dedicato a mia Madre

A volte mi sembra tutto un sogno... e mi dico "ora apro gli occhi e tutto tornerà come prima", prima di quella notte, quando lo squillo del telefono interruppe, violentemente, il mio sonno.
Odio Ottobre perchè mi ha tolto Te mamma.
Non ti accorgi quanto bene volevi fino a quando quel bene non ce l'hai più.
Mi dicono "forza.. devi reagire.. ora non serve piangere.." devi, devi... ma che cosa DEVO??!!
Il mio cuore si è spento quella notte, la mia mente si ribella.
Perchè è così difficicle il distacco da te mamma?
Dicono che hai fatto una "bella morte".. cos'è bella??!!
Tu amavi vivere, amavi i tuoi momenti trascorsi con i tuoi nipoti, con me ultimamente ti confidavi anche su argomenti che prima ritenevi... non opportuno farmi sapere.
Entrare nella Tua casa, sentire il tuo profumo dappertutto: negli armadi, nei cassetti... che nostalgia
Spesso rimanevo con gli occhi chiusi ad annusare i tuoi vestiti e... mi apparivi davanti mentre li indossavi.
Oh mamma... com'è doloroso tutto questo.
Venire a trovarti "quì nella tua... nuova casa, fredda e buia" è triste.
Le mie mani accarezzano questo marmo rallegrato dai colori dei fiori.
A te piacevano tanto i fiori.
Il mio sguarda va oltre quel marmo e ti vedo, si ti vedo, chiusa lì dentro sen'aria, senza luce e vorrei.. urlare chiamarti MAMMA perchè è così difficile il distacco da te.

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5 commenti    0 recensioni      autore: ESTER zaniboni


Sola

Sola, riconduco le lacrime sulle guance. Triste, il mio viso prende forme diverse all'evolversi dei miei pensieri. Cosa dovrei fare per salvarmi da questa malinconia violenta? Mi trascina sempre più a fondo in questo baratro. Non so cosa fare, se non scrivere. Dimentica delle mie gioie più vere, resto abbandonata tra i ricordi fino a poco tempo fa puro presente. La solitudine di un mondo che continua a girare, mentre io ferma respiro senza porre sguardo su null'altro che me. Allo specchio infrango muri di vergogna e nuda piango, bianca e senza sole che mi colori. Uno schermi che mi osserva neutrale, rivoglio persone che mi guardino straniti dalla ragazza sorridente. Bagnato dalla pioggia, l'asfalto non è solo. Irrigato da mani buone, la terra non è sola. Il cielo ha le sue nuvole, l'acqua le sue creature, la luna le sue stelle. Ma io non ho diritti. Sola, riconduco le mie lacrime sulle guance fredde.



Tramonto di Novembre

Sono quasi le 5; mi trovo ancora in casa con mille impegni che mi aspettano fuori. Devo avvisare Gino che ci sono le patate da caricare; comprare il formaggio dal pastore; pagare la magliaia... Infilo il cappotto per andare al telefono pubblico, all'osteria.
Esco nel cortile squallido e attraverso il villaggio. Case grigie, diroccate con muri di mattoni corrosi; dalle fessure alle finestre si vede un filo di luce e il fumo esce dai comignoli. Ma altre case sono abbandonate e sono fredde e buie Più oltre si stende la campagna desolata con stoppie.
Un vecchio intabarrato spinge una carriola di legna da ardere. Un fosso d'acqua corre lungo gelsi e salici squarciati. Svolto bruscamente l'angolo dell'ultima casa e mi fermo allibito.
Il tramonto di Novembre irrompe nella mia anima, sconvolgendola. Pensieri, impegni, preoccupazioni sono subito dimenticati.
Una ferita di luce attraversa il cielo versando oro e rame nel piombo della sera. Carri di nuvole spandono inchiostri turchini, rosetta, porpora, azzurognolo. Torrioni obliqui rosseggiano fra muraglie violacee. Da un ribollire di nubi spumeggianti si elevano cappelli stregoneschi, draghi e una raggiera di madreperla.
Il tramonto di Novembre atterrisce l'anima con colori imputriditi che squarciano il cielo in macchie di disperazione. Tutto il mistero dell'esistenza è riproposto qui. Il sole rosso marcio è una sfera delle visioni dove vedo tutto il mio passato, i giorni sprecati, gli anni finiti, gli amori e le illusioni.
E il futuro è anch'esso davanti a me. Un futuro di tedio, di sofferenze, di lunghi momenti di solitudine e di spegnimento.
C'è un grande silenzio intorno. Il tramonto di Novembre è come un sipario alzato sulla precarietà della vita, sull'inutilità degli sforzi, su giovinezza e amori fuggiti. Sulla soglia del tempo percepisco un senso di vuoto, di disfatta. Le bellezze sono sfiorite, le gioie estinte e dalle loro ceneri è formato lo spettro del mio futuro, quello che mi aspetta e ne

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1 commenti    0 recensioni      autore: sergio bissoli


MRS. SKAKO

Dolce il ricordo del nostro primo incontro:
tu una palla di pelo arrotolata e con la coda ti sei soperto gli occhietti furbi.
Timido.
Mi hai fatto tanta tenerezza.
ti portai a casa, ti trovai subito una sistemazione:
col passare del tempo sei diventato il principe!
Tu semplicemente un furetto, il mio bimbo...
sei stao trattato su un piatto d'oro.
Le prime notti in bianco...
Le nostre prime passeggiate per il centro...
Le giornate al parco...
Le serate nelle piazze...
Il vederti dormire su un'amacana...
Il bagnetto, profumavi di latte di mandorla...
Il vederti gustare un pezzetino di mela...
I tuoi leccherini...
Il tuo farti coccolare...
Ricordo ancora quando ti sei "ubriacato",
leccando una goccia da una bottiglia di birra...
Hai dormito per quasi un giorno intero.
Quando giocavamo a nascondino...
Quando volevi entrare a tutti i costi nella mia cameretta:
solo a te consentita fin dal primo minuto!
Tu, così anarchico, ma di una dolcezza impressionante!
Venni tra le mie braccia il 14 aprile 2002
Avevi appena 6 mesi di vita
Ero già innamorata di te!
Fu proprio un colpo di fulmine!
All'inizio dì, un po' difficile la convivenza:
era tutto nuovo per me e sicuramente anche per te!
Ma ce l'abbiamo fatta!
Il 29 novembre era/è la data del tuo compleanno:
si festeggiava con torta e regalini!
Non ti consideravo come un animale eri il mio bimbo!
D'estate quando io partivo per il mare, quanto avrei voluto portarti con me, ma ogni volta era già una incognita per me,
non potevo permettere che ti succedesse qualcosa!
Mia Sorella o mia Mamma, Zia e Nonna (ovviamente)
si prendevano cura di te!
La gioia al rientro nel rivederti e scambiarci coccole e bacetti!
Il legame di un amore si interruppe:
mi lasciai con il mio fidanzato colui che ti portò a me come
simbolo del nostro amore datato 25 aprile 2001!
Il mondo crollò...
La cosa peggiore è che lui mi ricattò con un baratto:
ti lasciava a me in cambio di un giaccone di pel

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5 commenti    0 recensioni      autore: Jina Sunrise


Va tutto bene?

Va tutto bene? Ascolti la stessa canzone da ore. Le parole però scivolano, non le ricordi. Muovi le labbra alle note del piano e le dita si muovano. Lasci che i pensieri si aggroviglino alla zanzariera della stanza, lui ti fa compagnia da un monitor... Lo ami. Va tutto bene? Giri intorno ad un fiocchetto di polvere, i Rem accompagnano i tuoi passi. Hai pianto ad una canzone che cantava un gruppo sconosciuto, davanti ad estranei mentre i sassolini s'insinuavano nelle consunte Converse nere. Eppure...
Va tutto bene?



Verità

Era una serata di maggio, sono andata da lui a raccontargli cosa mi è successo. Pensavo che sta godendò quello che dico. Non era cosi! Non dimenticherò mai che leer che ho sentito l'odio... non dimenticherò mai. Non pensavo che era cosi... Non sapevo nulla di lui, non sapevo nulla di lui...




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