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<title>Ultime opere di Alda Visconti Tosco su PoesieRacconti.it</title>
<description>Le ultime opere di Alda Visconti Tosco pubblicate nel sito</description>
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<lastBuildDate>Sat, 06 Feb 2010 23:43:22 +0100</lastBuildDate>
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<copyright>PoesieRacconti.it</copyright>
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<item><title>racconto - Estate 1997</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/AldaVT">Alda Visconti Tosco</a></strong></p><p>Estate, costruisco il mio solito giardinetto portatile sull'ampio terrazzo, come ogni anno al ripetersi della rinascita della natura. Si respira un caldo rovente che pervade l'aria e i sensi. Il rialzarmi dal fresco pavimento che mi accoglie mi è impossibile, non ho idea dove siano le gambe. Rammento a me stessa che il caldo è eccessivo: respiro profondamente sperando di riprendere le mie percezioni totalmente. Passa.<br />Riprendo il gioco coi fiori. Portulache, gerani, petunie, ricopriranno il mio animo farfalla. Il sole scalda le ossa, e gradevolmente accetto la sua carezza "bruciante". Adoro i colori dell'estate, il profumo trascinante dell'oglio che emerge nei pre-temporali.<br />Le cicale assordanti mi fanno dimenticare la solitudine obbligata del mattino quando gli affetti sono impegnati fuori casa. L'estate è per me il ristoro dei sensi e dell'io, la possibilità lontana dai ritmi del lavoro casalingo, di potermi dedicare a passeggiate, corse in bicicletta. Ritrovarmi bambina a giocare con il piccolo cucciolo d'uomo che oramai sta crescendo: amato e desiderato.<br />Cresce, cambia fisicamente Guido, oramai quindicenne e io, libera, riprendo i miei spazi durante una delle strane estati ripetitive che mi stanno accompagnando.<br />Sono sei anni che ho smesso di insegnare, era il 1990. Sono pervasa da un malessere strano, cali improvvisi di vista, che apprenderò in seguito legati alla neurite ottica. Una pseudo-cecità alcune volte pesante, ma per fortuna sempre provvisoria.<br />I miei ragazzini particolari mi mancano e la loro assenza la percepirò ulteriormente in futuro.<br />Seguivo la disabilità psicofisica e sensoriale. Una sorta di strano destino che in seguito mi portò a rapportarmici con il disagio fisico: ero io coinvolta in "primis"!<br />Non credo nel gioco del fato, né in strani presagi: accadono. La stanchezza mentale credo abbia il sopravvento... gli anni successivi scompaiono Loro, le mie radici.<br />Perdo in otto mesi fra il 1995 e '96 i miei genitori. Mio marito nello stesso periodo in cui mia madre lotta contro un male incurabile "donato" da fibre di amianto, rischia la "liberazione" e per un mese sconfinato, interminabile lo assisto come se fosse l'ultimo. <br />Si salverà grazie alla intuizione di un medico amico Ezio P.,  che della sua professione ha fatto una missione, un apostolato. Stanca senza parole, con mio fratello seguo mamma, marito e successivamente un padre che oramai distrutto dal dolore e dalle piccole manie dell'età mi costringe a corse disumane ed inutili per accudirlo, pur essendo in notevole autonomia e dignità personale. <br />Accadono eventi dolorosi,  per sempre mi saluta in una fredda mattinata di aprile: mio padre.<br />Frequento in questi due anni per sopravvivermi un corso di computer e inizio ad esplorare un altro mondo di conoscenza e cultura diversa. Sto malissimo, ma oramai lo tengo per me stessa questo disagio, trascorrendo alcuni anni di intime battaglie interiori, con gli affetti e con la rielaborazione degli abbandoni.<br />Mio fratello, Medico, mi consiglia la calma, accenno a lui le mie strane sensazioni, ricevo laconiche parole: "sorella datti una regolata".</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-6276"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-6276</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-6276</guid><category>racconto</category><pubDate>Sat, 06 Feb 2010 23:43:19 +0100</pubDate></item>
<item><title>racconto - ... febbraio 1998</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/AldaVT">Alda Visconti Tosco</a></strong></p><p>Trascorso un inverno freddo e faticoso: mi ritroverò eccessivamente dimagrita, annientata. Probabile sia un sogno o sia vero, ma forse un "tir" a mia insaputa mi avrà calpestata? Sono immersa dal dolore fisico, muscoli che si ribellano: tremiti strani. Camminata da etilista. <br />Continuerò ad insegnare al mio domicilio per alcune ore la settimana, ho perso il lavoro a 36 anni, ho dovuto smettere: non potevo garantire la mia presenza continua agli alunni a me affidati.<br />Ricordo che allora, negli ultimi anni di servizio, mi addormentavo in classe a metà mattina franando sfinita sulla cattedra.<br />I miei piccoli ragazzini speciali nel loro essere diversi, innocenti, ridacchiavano e mi chiamavano, cercando di riportarmi alla realtà. Sorrido e comunico loro che fare la mamma e la prof è faticoso. <br />Ridevano ignari, giustamente accentratori, attendendo da me i soliti giochi didattici per imparare a viversi. <br />Registratore alla mano, cantavamo filastrocche, recitavamo poesie riascoltandoci per correggere vocali e cadenze. Ricordo di aver ornato di festoni per anni la nostra aula diversa.<br />Tappeti colorati, rossi, gialli e verdi a terra, ci attendevano per la musicoterapia, un pallone colorato, carta crespata e fogli e colori inondavano tavoli ampi.<br />Era il mio mondo, mi ritrovavo, giocherellavo e mi divertivo con loro insegnando i piccoli trucchi della vita indipendente.<br />Ambivano, Loro, ad essere normali nella loro diversità fisica e sensoriale. <br />Faticavo ad ascoltare la musica, urla arrivavano ovattate al mio cervello e vertigini improvvise pervadevano il mio mondo di stabilità fisica...<br />Chiamo il Fisiatra, mi rivolgo a lui perché sto troppo male. Sfinita, dopo che all'ennesimo semaforo rischio di addormentarmi in piedi nell'attesa che arrivi il verde... ho l'insano desiderio di sedermi per terra. Presento una stanchezza ingiustificata!<br />Lui, er "Fisia", lo cercherò facendo un surreale racconto di cosa sto diventando e di come mi senta scomoda nel mio contenitore fisico. Devo a questo Medico l'inizio di un "iter", che per dieci anni segnerà intensamente il mio io e lederà in parte anche il mio essere donna, moglie, madre.<br />Verrò vagliata, giudicata isterica, ritenuta sana nel mio malessere fisico,  ma con quello psichico, io smaniosa di attenzioni che forse non ritengo mai ricevute.<br />Mi porterà a peregrinazioni costose, estenuanti, dove se come donna ti presenti da sola, vieni in automatico catalogata "nevrotica!" <br />Comprenderò in seguito che comunicare patologie pesanti ai pazienti richiede ai "camici" doti empatiche non comuni.<br />Fisicamente è alto, robusto, fortemente miope, generalmente estroverso e garante di una sorta di sicurezza. Trascorrerà un'ora e, dopo una accurata e nervosissima ripetizione di domande, gesti, cammina su e  giù, tocca, punge, valuta risposte fisiologiche: il suo silenzio!<br />Un attimo interminabile, mi volge le spalle irrequieto, borbottando che mi invierà dal neurologo.<br />Sfuggirà i miei occhi con il piglio di vista corta, mi renderà edotta: i dubbi e le sue preoccupazioni...<br />Eccomi, è quello l'attimo in cui percepisco che un  evento "micidiale" si sta forse verificando. L'amico di gioventù mi annuncerà diagnosi strane, a me restano impresse solo tre parole: "ospedale, neurologo, ci penso io!" <br />Si rivolgerà telefonicamente a mio fratello, rendendolo partecipe delle sue elucubrazioni mentali per me incomprensibili: "Tua sorella potrebbe avere tutto o nulla. Meglio verificare".<br />Impotente assisto dolorosamente sfinita nel mio "io" alla telefonata. <br />Tornerò a casa, senza percepire il freddo, sono pervasa da agitazione micidiale: penso che allora l'abbia percepita anche il gattone rossastro della mia vicina che, con il suo miagolio petulante inonderà il vano scala del condominio. La serata gelida di febbraio è avvincente, rosea. Un colore mistico, dolce dei tramonti invernali che dovrebbe rasserenare il mio animo... ma fatico a vedere i colori lieti della vita. <br />La paura dell'ignoto si infiltra nel mio essere razionale.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-5925"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-5925</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-5925</guid><category>racconto</category><pubDate>Sun, 22 Nov 2009 20:50:27 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - Perdonami...(sopratutto una madre...)</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/AldaVT">Alda Visconti Tosco</a></strong></p><p><br />Nascita<br />ovattata<br />di anestetico.<br /><br />Urla di bimbo<br />mancate<br />al mio cuore.<br /><br />Caldo<br />respiro veloce<br />vita attesa.<br /><br />Tenero<br />cucciolo d'uomo<br />eccoti.<br /><br />Non sei mio,<br />non hai domandato:<br />giustamente<br />ingrato.<br /><br />Frutto di amore<br />atto egoistico<br />della passione<br />i sensi.<br /><br />Rimorso<br />donazione,<br />un DNA errato.<br /><br />Perdonami<br />disperatamente:<br />tua madre.<br />--------------------<br /><br />concorso vinto e poesia pubblicata <br /> sulla Antologia Autori Vari<br /><br />"Tra un fiore colto e l'altro donato"- vol.v-parte 1.<br /><br />Aletti Editore.<br /><br /></p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-14466"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-14466</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-14466</guid><category>poesia</category><pubDate>Sun, 20 Jan 2008 10:33:51 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - Maestà illusa.</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/AldaVT">Alda Visconti Tosco</a></strong></p><p>Sua Maestà,<br />illusa prostrazione<br />attende.<br /><br />Cellula impazzita<br />pretendi<br />conversione.<br /><br />Vorresti inchino<br />regale,<br />abilmente carpito.<br /><br />Suddito<br />ingrato<br />disattende<br />aspettative.<br /><br />Urla<br />laceranti<br />implodono<br />silenziose.<br /><br />Complice<br />eccidio<br />negato.<br /><br />Sua Maestà<br />rallegrati,disperati,<br />avrai sudditi<br />impietosi:<br /><br />attendono<br />la tua disfatta.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-13625"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-13625</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-13625</guid><category>poesia</category><pubDate>Tue, 04 Dec 2007 14:57:17 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - Cielo azzurro</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/AldaVT">Alda Visconti Tosco</a></strong></p><p>Respirare lentamente, <br />aria rarefatta, <br />cieli obnubilati. <br /><br />Passi dimentichi <br />su umida terra. <br /><br />Nostalgia, <br />corse inattese. <br /><br />Rugiada rifletti <br />pallido sole. <br /><br />Uno spiraglio, <br />azzurra <br />piccola anima dolente. <br /></p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-13601"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-13601</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-13601</guid><category>poesia</category><pubDate>Tue, 04 Dec 2007 14:54:40 +0100</pubDate></item>
<item><title>poesia - E' ancora presto.</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/AldaVT">Alda Visconti Tosco</a></strong></p><p>Nuvole basse,<br />Faziose,<br />pedine colorate,<br />senza tempo<br />corrono.<br /><br />Cumuli di parole vuote<br />soverchiano la mia anima<br />pesi ingombranti<br />di ricordi,<br />inesistenti<br />nella luce di ora.<br /><br />Brividi senza fine<br />di un corpo<br />che fatica a scaldarsi<br />immerso<br />da coltri evanescenti<br />ignaro il significato<br />un progetto<br />a te regalato:<br />non autorizzato.<br /><br />Desideri<br />fugaci di movimenti<br />sinuosi,<br />lentezza passiva<br />di un cervello<br />che con dolo<br />si attiva<br />al presente.<br /><br /></p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-13244"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-13244</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-13244</guid><category>poesia</category><pubDate>Mon, 19 Nov 2007 12:39:07 +0100</pubDate></item>
<item><title>racconto - correvo</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/AldaVT">Alda Visconti Tosco</a></strong></p><p>Correvo, un platano attendeva al mio riposo sotto casa.<br />Irte braccia con cascanti movimenti cercavano di elargire un sollievo inaspettato. Freddo montano sferzava una giovane vita smaniosa di viversi.<br />Vagabonda pascolava in attesa di donazione a bimbi pallidi e inermi, una giovane senza pretese di cultura manifesta.<br />Correvo, verso la vita matura non avvezza a dolori umani.<br />Bionda, piccina confessa su carta bianca seduta su vecchi banchi ammuffiti: violenza privata avvolta da etilico gas. <br />Lacrime silenti apparvero e impotente restarono parole inespresse.<br />Correvo alla vita impreparata a incesti nascosti. Morbi genetici arruolavano pallide vite.<br />Venti anni: vite a me affidate.Comunità montana accattivante nella sordida omertà. <br />Correvo ignara cresciuta in fretta.<br />Corro ancora oggi impotente a tanto delitto.<br />...piccola Silvia, non ho mai potuto difenderti.<br /></p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-2474"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-2474</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-2474</guid><category>racconto</category><pubDate>Sun, 18 Nov 2007 10:41:15 +0100</pubDate></item>
<item><title>racconto - la cavia stanca...</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/AldaVT">Alda Visconti Tosco</a></strong></p><p>la cavia stanca...<br />25/12/2005<br /><br />Non demordere<br />s-camiciato<br />genio,<br />cavia<br />rassegnata.<br /><br />Negazione<br />promozione<br />falsificazione<br />di prospettive.<br /><br />Inutilità<br />mediatica,<br />ilare<br />illusione<br />per pochi.<br /><br />Genio?<br />non ancora!<br /><br />Aspetta<br />disperatamente:<br /><br />la cavia stanca.<br /></p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-2256"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-2256</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-2256</guid><category>racconto</category><pubDate>Sat, 29 Sep 2007 11:34:38 +0100</pubDate></item>
<item><title>racconto - pensieri</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/AldaVT">Alda Visconti Tosco</a></strong></p><p><br />Cammino lenta, mi attardo per evitare di vedere l' umana sofferenza:<br />egoisticamente.<br />Luce soffusa alle 7.30 del mattino, passi felpati attendono ai bisogni di anziani logorati nel corpo scarno e nella mente.<br />Parcheggiata su una scomoda sedia, con la linfa vitale che goccia a goccia pervade le mie vene stanche e inospitali, assisto a questo movimento di vita dimenticata. Conto le gocce per non pensare...una, due, cinque... ci vorranno circa 4 ore per il tosco benefico...spero.<br />Camici bianchi corrono: impassibili sguardi. Un sorriso forzato, e quello invece sincero di una amica che non vedevo da tempo.<br />Aiuta un camice bianco amico, ti fa sentire in parte protetta da un che di magico. Anche se in effetti sia io che lei sappiamo benissimo dove si andrà forse malapena... a parare.<br />Ci si volta insieme all'unisono verso la sofferenza palese del corpo che corre al suo naturale destino: ci si guarda in silenzio e poi un abbraccio fraterno e complice. lei riprende a fare il camice bianco.<br />Sommessi mormorii, un sorriso forzato alla anziana signora.<br />Pallido sole trapela alle mie spalle e io forzatamente mi maschero al meglio: il solito per le formalità.<br />Oramai sulla sedia "rovente" è manifesta la mia non voglia di lottare, scappo ai dolori presenti, agli amici che vivono realtà fuorvianti dell'io.. <br />divento maschera, divento cinismo manifesto interiore, fingendo con quella che è per me la dignità manifesta.<br /><br />non ho più alcun desiderio collaborativo...<br /></p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-2255"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-2255</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-2255</guid><category>racconto</category><pubDate>Sat, 29 Sep 2007 11:34:24 +0100</pubDate></item>
<item><title>racconto - vorrei una tregua...</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/AldaVT">Alda Visconti Tosco</a></strong></p><p>Sto correndo con la musica, le ali della libertà tarpate da cellule impazzite. Il suono sparato dalle cuffie verso nervi atrofici... un testo di Wim Mertens e la mia rabbia sopita di corse insperate.<br />Lotto ogni ora, minuto con sfuggenti pavimenti e sensazioni di caduta libera all'interno del mio essere fisicità. Colori mutati di una macchina fotografica consunta dal tempo per errore di fabbrica. Lacrime inutili respinte all'interno del mio io. <br />Mi mancano le corse, mi manca la mia perduta voglia di solitudine nei prati verdi della mia piccola città... e molte sono le domande inevase,con  risposte buttate a casaccio. Non consola sapere che non si è soli in questa esperienza diversa, neppure aiuta voltarsi indietro e rendersi conto che in ogni caso si è fortunati e neppure aiutano le parole di rito: viviti al meglio.<br /><br />ora, adesso: sono stanca, e correndo nei meandri del mio "io" vorrei una tregua insperata e gratuita, dove la mia fisicità ritorni ai primordi e non mi faccia rimpiangere di non essere mai nata..</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-2210"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-2210</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-2210</guid><category>racconto</category><pubDate>Wed, 19 Sep 2007 18:21:39 +0100</pubDate></item>
<item><title>racconto - lettera a Voi che mi leggete</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/AldaVT">Alda Visconti Tosco</a></strong></p><p>salve, <br />scrivo poco, anche se diciamo avrei da inserire molto, perchè ne ho gettate di parole sulla carta, ma a volte mi rinchiudo a riccio e poi butto fuori di getto la mia nostalgia, le mie ansie e la mia fatica di vivere...<br />ringrazio chi mi legge, chi tifa per me, perchè ha percepito le difficoltà... commento poco, e raramente, per pigrizia, o forse per non saper cosa scrivere... sono sempre convinta che si, faccia piacere un commento, ma a volte alcuni sentimenti sono così simili ai miei che non riesco a dare parole, mi accomuno e temo di ledere alcune emozioni.<br />non penso fra tutti gli "scrittori di anima" ci siano meno bravi o più bravi, ma penso ci siano solo emozioni... e io le emozioni le condivivo e le rispetto tantissimo... non voliatemene, se passo, leggo e non voto o no scrivo... mi interssano poco i crediti e i debiti... io ho solo un grosso credito con madre natura... sono ancora fortunata!<br />