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<title>Ultime opere di   su PoesieRacconti.it</title>
<description>Le ultime opere di   pubblicate nel sito</description>
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<lastBuildDate>Sun, 22 Apr 2012 22:25:04 +0100</lastBuildDate>
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<item><title>racconto - The rave</title><description><![CDATA[<p>di <strong><a href="http://www.poesieracconti.it/community/utenti/Mattia.Zadra"> </a></strong></p><p>Intro<br /><br />La musica rimbomba in ogni angolo del capannone, trapassando orecchie e cervello alle persone intente a ballare in preda alle reazioni chimiche.<br />Sono quasi le 3 del mattino, e la festa non è nemmeno a metà.<br />Salvo poche eccezioni tutti gli invitati sono paonazzi, strafatti e grondanti di sudore acido.<br />La musica suona.<br />Rimbalza contro le pareti.<br />Contro le mani levate al cielo.<br />Contro le fronti lucide di ragazzi poco lucidi.<br />È in quel momento, quando la lancetta dei secondi fa scattare la lancetta dei minuti che fa scattare la lancetta delle ore, che la musica si interrompe, lasciando un silenzio assordante ed una eco lontana che persiste solo nella testa dei presenti.<br />Alcuni non si accorgono di nulla, e continuano a ballare agitando le braccia.<br />La maggior parte però si rende conto che c'è qualcosa di strano, anche se non tutti sanno bene cosa.<br />La loro più che altro è una sensazione.<br />Come quando il tuo cervello coglie un dettaglio fuori posto che i tuoi occhi sembrano non farti vedere.<br />È questo l'effetto che il silenzio ha su di loro.<br />C'è chi parla alla persona che ha accanto, facendolo però sottovoce, troppo perché gli sia possibile esser sentito.<br />Qualcun altro invece si limita a guardarsi intorno con la bocca aperta e gli occhi che schizzano da una parte all'altra, cercando la fonte di tanto stupore.<br />La musica si è interrotta, ma non c'è stato nessun guasto.<br />Le luci continuano a rimbalzare a tempo, sparate dai fari e riproiettate da lampadari, specchi e denti.<br />Tutto tace, e quindi tutti sentono distintamente una gola schiarirsi davanti ad un microfono.<br />Da qualche metro di altezza, appollaiato sulla sua piattaforma, il dj si affaccia a guardare i volti delle persone.<br />Protetto dalla sua maschera, con il filo del microfono che parte da un punto imprecisato e va ad infilarsi proprio all'interno di questa, lui si schiarisce di nuovo la voce.<br />Ora anche chi prima non si era accorto della fine della musica ha smesso di ballare, come se riportato alla ragione da quel suono tanto normale e tanto sbagliato in quel momento.<br />Gli occhi, le orecchie, le bocche aperte.<br />Sono tutte per lui.<br />Tutte per il dj che per la terza volta si schiarisce la voce.<br />Poi finalmente si decide a parlare.<br />Dal suo trespolo, la voce distorta dalla maschera saluta il pubblico.<br />Nessuno risponde.<br />Tutti ascoltano in silenzio.<br />La voce riparte, con quella tonalità nasale ed innaturale, e dice che questa sera ci sarà qualcosa di nuovo.<br />Un evento unico nel suo genere, il primo al mondo.<br />"Questa sera" dice "lanceremo la prima ed ultima edizione di un nostro nuovo concorso".<br />La voce dice che tutti possono partecipare, ed in maniera del tutto gratuita.<br />"Le modalità di vittoria sono molto semplici ed insindacabili" annuncia il dj.<br />"Per vincere sarà necessario essere il primo a morire, e bisognerà farlo prima dell'arrivo della polizia".<br />Per la prima volta si leva un leggero brusio, che però si interrompe quasi subito.<br />"Nei 4 angoli della fabbrica troverete delle persone mascherate. Loro raccoglieranno i nomi delle persone che vogliono partecipare, e distribuiranno una banconota da 50€ a ciascuno. Le banconote sono segnate, e da ora in poi saranno le uniche a valere qualcosa qui dentro. Gli spacciatori lavorano per noi, e accetteranno solo soldi segnati. Il bar lavora per noi, e accetterà solo soldi segnati. Potrete usare quei soldi come vi pare, è solo un aiuto che vi diamo a disposizione. Per regolamento è vietato uscire dall'edificio. Chi lo farà sarà automaticamente squalificato."<br />Le teste annuiscono all'unisono, formando un'onda d'assenso.<br />"Il vincitore" dice la voce distorta da sopra la consolle "vincerà la mia maschera".<br />Un'ovazione si leva istantaneamente a quelle parole.<br />Ora si sente un fremito attraversare l'aria.<br />I piedi saltellano.<br />Le mani vibrano.<br />"Ovviamente è ammesso il gioco sporco. Ora via, e che muoia il migliore!"<br />La folla si spacca, diretta ai quattro angoli dell'edificio.<br />La musica riparte.<br />Il gioco ha inizio.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />I tuffatori<br /><br />Al momento di prendere i soldi e lasciare il mio nome ho preso un sacco di gomitate, ma ancora non ne sento gli effetti.<br />Sono troppo fatto per sentire il dolore, però non lo sono abbastanza per non rendermi conto almeno in parte di cosa sta succedendo.<br />A fatica riesco a sgusciare oltre la calca, con i capelli e la faccia bagnate del sudore di qualcun altro.<br />L'aria che si respira è piena di agitazione.<br />C'è gente che corre da una parte all'altra senza sapere cosa sta facendo, e altri che invece si guardano attorno cercando chissà cosa.<br />Ora oltre al sudore degli altri ho addosso pure il mio.<br />C'è troppa gente che si muove, che suda e rende l'aria calda e pesante.<br />Mi strattono il colletto della maglia fino a sformarlo, ma non basta a farmi sentire meglio.<br />Vorrei uscire all'aperto, ma uscire vorrebbe dire perdere, quindi non posso farlo.<br />Devo sbrigarmi a trovare un modo per farla finita, così poi sarò libero.<br />Il tizio che era in fila dietro di me esce dalla folla barcollando.<br />Ci guardiamo e lo saluto con un cenno del capo.<br />Lui sorride.<br />"Butta male eh? Stai di merda pare" mi dice, ma io non riesco a rispondere.<br />L'aria che c'è qui dentro basta a malapena per respirare, non posso sprecarla parlando.<br />Lo fisso sentendo i capelli appiattirsi sulla fronte.<br />Mi strofino la faccia e la asciugo come posso, e quando torno a guardare il tizio gli vedo tirare fuori un coltello dalla tasca.<br />Il mio primo istinto è quello di indietreggiare, ma il corpo non risponde allo stimolo e rimane piantato dov'è.<br />Col fiatone ed il sudore che comincia a piovere a terra sollevo un dito ad indicarlo.<br />Quel coltello mi farebbe proprio comodo ora, ma credo che voglia usarlo lui.<br />Il mio gesto attira l'attenzione di un ragazzo poco distante che sta cercando di scavalcare la fila.<br />Vedendo il coltello comincia ad urlare e strattonare gli individui davanti a lui, i quali sembrano agitarsi ancor più di lui.<br />Il tipo col coltello non fa in tempo a sollevarlo oltre il livello della cintura, che già tre mani di persone differenti gli stanno tenendo il polso.<br />"Figli di puttana, lasciatemi stare!" urla cercando di scrollarseli di dosso, ma non c'è niente da fare.<br />Ora a quei tre se ne sono aggiunti degli altri, ed il coltello è sparito dalla sua mano chissà dove.<br />"Non ce l'ho più io, bastardi!" dice a quelli che gli si fiondano addosso alzando le mani.<br />L'attenzione di tutti si sposta su quell'agglomerato di braccia, teste e gambe che combatte per avere il coltello, e così io ed il tizio rimaniamo soli.<br />In tutto questo io non faccio nulla.<br />C'è troppa poca aria qui dentro.<br />Ce n'è a malapena per respirare, non posso sprecarla faticando.<br />Il ragazzo che aveva il coltello ora è in lacrime.<br />Si nasconde la faccia tra le mani, ed io lo osservo.<br />Dovrei fare qualcosa forse.<br />Forse dovrei consolarlo, o che so io.<br />Con una mano mi sposto i capelli dalla fronte mettendoli di lato.<br />Boccheccio cercando di dire qualcosa, ma mi sento la bocca come fosse anestetizzata.<br />Non capisco nemmeno se sia aperta o chiusa.<br />Passiamo così qualche minuto credo, e poi finalmente il ragazzo si leva le mani dal viso e torno a vederlo in faccia.<br />La cosa mi rincuora, e mi sembra di sentirmi ridere.<br />Mi tasto le guance con una mano e capisco che sto sorridendo.<br />"STRONZO!" urla poi il tipo rivolto verso di me.<br />Il sorriso cade, ed io scuoto la testa.<br />"È COLPA TUA, PEZZO DI MERDA!" ringhia sputando saliva.<br />Io non so cosa ho fatto, e cerco di spiegarglielo.<br />"Ehi scusa amico ma guarda che il coltello mica te l'ho preso io, cioè, mica sono uno che si frega le cose, te lo avrei chiesto, davvero eh. Sono stati gli altri, li ho visti bene, erano almeno venti e io sono stato qui e non ho mosso un dito, davvero eh."<br />La mia voce risuona limpida sopra la musica e le voci delle altre persone, ma lui non sembra sentirmi.<br />Forse l'ho solo pensato, o forse è incazzato proprio perché non l'ho aiutato.<br />Non lo so.<br />Mi guarda in cagnesco ed io sono un po' in soggezione.<br />Mi sta dando un po' fastidio, vorrei che smettesse, ma non glielo dico per evitare che si incazzi ancora di più.<br />Avesse il coltello ora probabilmente lo pianterebbe in gola a me invece che a lui.<br />Cerco di distogliere lo sguardo, e appena i miei occhi si scollano dai suoi lo vedo fare un balzo verso di me.<br />Con dei riflessi che mai mi sarei aspettato da me comincio a correre alla cieca, sbracciandomi per farmi largo tra la folla e trattenendo il respiro per non ritrovarmi la bocca bagnata di sudore vaporizzato.<br />Corro fino a quando mi trovo davanti un muro, e dopo averci sbattuto contro comincio a correre nella direzione opposta.<br />Quando arrivo dall'altro lato del capannone mi fermo.<br />Del tizio che mi inseguiva non c'è traccia.<br />Non so nemmeno se mi abbia inseguito e se si sia fermato appena ho cominciato a correre.<br />Chissà cosa voleva da me.<br />Non me lo ricordo, ma in compenso ora sento che l'aria è diminuita notevolmente.<br />Non avrei dovuto correre così.<br />Sento i piedi viscidi dentro alle scarpe, come se stessero nuotando dentro una pozza.<br />Sospiro.<br />Mi manca il fiato, ma non posso uscire.<br />Scosto i capelli dalla fronte e li tiro dall'altro lato.<br />Mi asciugo la mano sulla maglietta, che nel frattempo è diventata fradicia e si è incollata ad ogni centimetro di pelle a sua disposizione.<br />Devo trovare un modo di ammazzarmi prima che mi venga un colpo.<br />La prima idea che mi viene è quella di attaccarmi ai cavi dell'elettricità.<br />So che non sarebbe tanto simpatica come cosa visto che farei finire la musica, ma io sarei morto e nessuno potrebbe venire a rimproverarmi.<br />Alzo il naso verso il soffitto, e circa quindici metri sopra di me vedo i cavi che corrono dal generatore fino alla consolle.<br />Sono troppo in alto, non ci arriverò mai.<br />Abbassando un po' la mira però vedo un balconcino sopra il quale è sistemata una colonna di amplificatori.<br />Con i giusti appigli fin lì dovrebbe esser possibile arrivarci, e a confermare la mia tesi vedo la testa di un ragazzo sbucare da sopra i diffusori.<br />Mi avvicino alla parete e noto che ad avere avuto quest'idea ora siamo in tanti.<br />C'è gente che cerca di arrampicarsi tenendosi a delle minuscole sporgenze di cemento, e altri che provano a saltare fino alla ringhiera del balconcino dandosi la spinta con un piede contro il muro.<br />Avanzo qualche metro e cerco di arrampicarmi, ma ho le mani troppo molli e non riesco a fare presa.<br />Fisso il muro studiando un modo per salire.<br />"Ehi" fa una voce accanto a me, ma non mi lascio disturbare.<br />"Ehi" ripete, ma io continuo a ignorarlo.<br />"Se ti serve una mano a salire ti posso aiutare io"<br />Mi volto a guardare il ragazzo che mi sta parlando.<br />"Tu dammi i tuoi 50€ e io ti faccio scaletta per salire" dice serio.<br />Sento gli zigomi sollevarsi.<br />Comincio a rovistare tra le tasche, fino a quando trovo la mia banconota tutta stropicciata ed umida del sudore delle mie cosce.<br />Lui la prende senza farsi problemi e mi invita a mettere il piede sulle sue mani.<br />Tenendomi con una mano al muro sollevo il ginocchio, ma mi manca la forza per tirarmi su.<br />"Che cazzo stai facendo? Vai, alzati" dice il ragazzo, però io proprio non ce la faccio, così lui chiama un suo amico ad aiutarmi.<br />"Prova a sollevarlo tu che questo è lesso" gli dice.<br />Due mani mi afferrano per i fianchi e mi sento innalzare verso il balconcino.<br />Con uno scatto riesco ad appendermi alla ringhiera e scalciando arrivo ad appoggiare le ginocchia contro una piccola sporgenza.<br />Guardo in basso e vedo il ragazzo a cui ho dato i soldi tenersi il naso, mentre il suo amico mi agita contro un pugno urlando qualcosa che non capisco.<br />Perché oggi ce l'hanno tutti con me?<br />Lo vedo saltare e cercare di prendermi la caviglia, ma sono troppo in alto perché riesca a prendermi.<br />Facendo molta attenzione scavalco la ringhiera e sono al sicuro sul balconcino.<br />Qui ci sono altre tre persone.<br />Il ragazzo che ho visto prima sull'amplificatore è sparito.<br />Probabilmente si è già lanciato.<br />Uno dei tizi davanti a me si arrampica fino in cima e si tuffa a volo d'angelo, finendo oltre dove arriva il mio sguardo.<br />La fila avanza, e dopo di lui è il turno di un altro, il quale si tuffa facendo una mezza capriola per cercare di atterrare sul collo.<br />Pare di essere in piscina, quando da bambini si faceva la fila al trampolino e si cercava di fare il tuffo più spettacolare.<br />La fila fa un altro passo avanti, ed io aspetto.<br />Stare qui non è tanto male.<br />L'aria è sicuramente più pulita, anche se non è nemmeno lontanamente vicina all'esserlo abbastanza.<br />Il tizio in cima all'amplificatore scivola, e cade goffamente di sotto.<br />"Stanno piovendo uomini" dice una voce dietro di me.<br />Girandomi vedo che nel nostro personale metro quadrato di sala d'aspetto si sono aggiunte altre due persone.<br />Il ragazzo che ha parlato avrà sì e no vent'anni, e mi guarda aspettandosi qualche reazione da parte mia.<br />Io lo osservo.<br />Non mi pare di conoscerlo, però lo saluto col sorriso.<br />"Sta piovendo uomini. Come la canzone, hai presente? Ora stanno piovendo uomini sul serio, ma non credo che fosse quello che intendeva la tipa bionda che la cantava" aggiunge poi ridendosela da solo.<br />Scoppio a ridere assieme a lui.<br />Non credo di aver capito cosa volesse dire, ma quello che voleva da me era che ridessi, così lo accontento.<br />Dietro di lui c'è un altro tizio che sta lanciando di sotto tutti quelli che provano a raggiungere il balconcino.<br />Anche lui sta ridendo, ma la sua è una risata sadica che non mi piace.<br />La fila è finita.<br />Il ragazzo che era davanti a me ora è in cima all'amplificatore e sta urlando qualcosa.<br />"Levatevi dalle palle!" mi pare di capire.<br />Provo ad affacciarmi oltre la ringhiera, e vedo sette o otto persone pronte a prendere chiunque si fosse lanciato di sotto.<br />A qualche metro di distanza ci sono i ragazzi che si sono tuffati prima.<br />Due di loro sono in piedi con la faccia irriconoscibile, mentre un altro è steso a terra con l'osso della gamba che gli esce di qualche centimetro dal polpaccio.<br />Sento due mani afferrarmi per i fianchi e sollevarmi oltre il parapetto.<br />Io mi lascio spingere, e poi volo.<br />L'aria mi accarezza la faccia, come quando da bambino mi tuffavo dal trampolino.<br />Sono felice quando mi schianto contro il pavimento rompendomi la clavicola.<br />Guardo in alto e sopra di me vedo i due tizi che erano in fila.<br />Si danno il cinque e sorridono, ed io sorrido con loro.<br />Mi ritorna in mente la canzone di cui parlava uno dei due.<br />It's raining men.<br />Stanno piovendo uomini.<br />Ora l'ho capita.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />Il cacciatore<br /><br /><br />C'è voluta meno di mezz'ora perché in giro si cominciasse a parlare di me.<br />Ora passando accanto ai vari gruppi di persone si sentono discorsi riguardo un uomo che ti prende i soldi con la promessa di ucciderti e poi in realtà ti frantuma la faccia lasciandoti svenuto per terra.<br />Passando accanto a due ragazzi ho sentito dire che questo uomo si fa chiamare Il cacciatore, e che al posto della mano ha un pugno di ferro.<br />Ascoltando queste storie non riesco ad evitare di sorridere, perché io sono il cacciatore, ed il tirapugni che stringo tra le dita è il mio pugno di ferro.<br />Vago per la fabbrica in cerca di coglioni a cui spaccare il naso.<br />Del resto è per questo motivo che sono venuto qui, spaccare il maggior numero di facce possibili.<br />Io la gente che frequenta questi posti la odio.<br />Sono tutti dei tossici del cazzo, pieni di buchi nelle braccia, di setti nasali otturati e negozi di caramelle nello stomaco.<br />Fosse per me a questi raduni butterei una bomba, e tanti saluti a tutti.<br />Basta stronzi strafatti che vanno in giro più morti che vivi a rubare nelle case di poveri lavoratori onesti.<br />Basta piaghe sociali che corrodono da dentro prima la famiglia e poi tutti quelli che ci stanno attorno.<br />La polizia dovrebbe fare come dico io, e allora sì che vivremmo in un posto migliore.<br />Però la polizia se ne fotte, e dove non arrivano loro arrivo io.<br />Da quasi un anno seguo questi eventi con l'unico intento di fare piazza pulita di tutti questi parassiti.<br />Tante volte mi è capitato di rincontrare persone a cui io ed il mio pugno abbiamo dato una ripassata, ma mai nessuno di questi mi ha riconosciuto.<br />Il bello sta proprio in questo.<br />Sono tutti troppo fatti per accorgersi di quello che stai per fare loro, ed una volta che si risvegliano con la mascella rotta in tre punti sono ancora troppo fatti per ricordarsi il tuo viso.<br />È come sparare ai pesci dentro un barile, solo che questo da molta più soddisfazione.<br />La pesca di oggi va a gonfie vele, merito anche dell'idea che ha avuto il dj.<br />Fare a gara per chi si ammazza per primo.<br />Non so che cazzo ha in testa certa gente, ma se la cosa va a mio vantaggio ben venga.<br />Dopo stanotte ci sarà molta meno merda in giro, questo è certo.<br />Cammino in questa valle di desolazione dove sento mormorare il mio nome, in cerca di qualche altro coglione che mi offra i suoi soldi in cambio di una buona scarica di botte che lo lasci steso a terra a sputare sangue.<br />Oggi non sono io a pescare.<br />Sono i pesci a saltarmi dentro la barca.<br />Il primo è stato un coglione incontrato nei bagni.<br />Si era appena fumato dell'eroina, in mano aveva ancora la stagnola annerita dalla fiamma dell'accendino.<br />Avrà avuto sì e no 17 anni, l'età di mio figlio.<br />Si è alzato da terra, guardandomi con quei cazzo di occhi da tossico che ruba dal portafoglio della madre.<br />Siamo rimasti a guardarci per qualche attimo.<br />Nel palmo già stringevo il tirapugni, ed era questione di pochi secondi prima che partisse il primo colpo.<br />Poi il coglione apre bocca, e mi fa "Se ti do 50€ tu mi uccidi?".<br />In un primo momento mi sono sentito spiazzato.<br />Non mi era mai capitata un'occasione del genere, e se c'è una cosa che so per esperienza è che se qualcosa è troppo bello per essere vero significa che non lo è.<br />Il ragazzetto però poi ha ripreso a parlare, porgendomi la sua banconota scarabocchiata.<br />"Tu mi uccidi, però poi devi portarmi fuori da qui, così che vedano tutti che sono morto"<br />Io ho preso i soldi e gli ho detto che sì, va bene.<br />"Farò come vuoi" ha detto il mio ghigno.<br />Povero stronzo.<br />Se credeva davvero che sarei andato a mettermi in guai del genere per 50€ era davvero fuori strada.<br />Mi sono infilato i soldi in tasca e poi BAM.<br />Lo schiocco secco dell'osso che si frantuma.<br />Il leggero formicolio alla mano.<br />E poi il coglione che si accascia a terra privo di sensi.<br />Nel giro di cinque minuti altri due tizi nelle stesse condizioni mi hanno proposto lo stesso affare.<br />Io manco a dirlo ho offerto a loro lo stesso trattamento.<br />Giù uno.<br />Giù l'altro.<br />Cadono come birilli.<br />Non oppongono la benché minima resistenza.<br />Ora mi aggiro tra la folla, e sento un ragazzo dire che il cacciatore ha fatto questo ad un suo amico.<br />Cammino un altro poco e da una ragazza sento dire che il cacciatore ha fatto quest'altro al ragazzo della sua amica.<br />Io passo loro accanto.<br />Li sfioro.<br />Respiro il loro fetore marcio di anime corrotte.<br />Quella puzza che una volta a casa cercherò di levarmi sotto la doccia, ma che mi resterà incollata addosso come la pelle alla carne.<br />Il tempo passa.<br />È questione di poche ore prima che arrivi la polizia, e per allora io me ne voglio essere andato da un pezzo.<br />Ho bisogno di qualche altro stronzo da punire.<br />Di qualche altro volto da sfigurare.<br />Ragazzo o ragazza.<br />Maggiorenne o minorenne.<br />Non fa differenza, sono tutti uguali.<br />Guardo le facce che mi passano accanto, e dentro gli occhi di ciascuno vedo il viso di mio figlio in lacrime che cerca di difendere il suo motorino.<br />Vedo il lato sinistro di quel viso accartocciarsi e cadere sul marciapiede.<br />Da allora non è più tornato quello di prima.<br />È come quando stropicci un foglio e poi lo stendi di nuovo.<br />Potrà assomigliare al foglio liscio e perfetto di prima, ma non lo è.<br />Sento la rabbia montarmi in groppa, ed io mi lascio cavalcare.<br />Il sangue sul ferro che stingo nel pugno si sta seccando.<br />Me ne serve dell'altro.<br />Torno nei bagni, è probabile che lì ci sia qualcuno che ha bisogno di me.<br />Scavalco una ragazza svenuta davanti alla porta e le sferro un calcio nella schiena con la punta di ferro dello stivale.<br />Il corpo ha un lieve sussulto, ma poi torna ad appiattirsi sulle piastrelle luride.<br />Il bagno è deserto.<br />Strano.<br />Mi sciacquo la faccia al lavandino e da dietro sento qualcuno chiamarmi.<br />"Psssst"<br />Alzo lo sguardo nello specchio, e dalla porta di una delle toilette vedo sbucare la faccia di un tizio che mi guarda.<br />Non rispondo, mi limito ad osservare il suo riflesso.<br />Con una mano mi fa segno di avvicinarmi a lui.<br />"Vieni qui" fa sottovoce.<br />"Se ti do 50€ tu mi puoi proteggere mentre cerco di impiccarmi con la cintura?"<br />Sento un lato della mia faccia sollevarsi.<br />"Certo" gli dico andandogli incontro.<br />Proprio quello che stavo cercando.<br />Il tizio si fa da parte e mi fa entrare assieme a lui nella toilette.<br />Qui ad aspettarmi, oltre ad un cesso disgustoso, ci sono altri 3 individui che mi guardano in cagnesco.<br />Uno di loro lo riconosco.<br />Ha il viso allungato verso il basso e non riesce a chiudere bene la bocca.<br />"Sì, è lui" borbotta.<br />È il ragazzo della stagnola.<br />Quello che si era fumato l'eroina.<br />Alzo il pugno per attaccare, ma intanto uno dei suoi amici mi pianta una siringa nel collo.<br />Sento il bruciore diffondersi.<br />Mi sento grugnire come un maiale.<br />Il tizio sfigurato mi guarda sorridendomi, ed io mi accascio contro il pavimento, avvolto dal piscio e dalla merda di tutti gli stronzi ai quali avrei volentieri spaccato la faccia.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />La gatta<br /><br /><br />Mentre comincio a riprendermi l'unica cosa che penso è che non voglio riprendermi.<br />Voglio restare accasciata a terra ignara di tutto ancora per un po'.<br />È questione di attimi prima che ritorni la sensibilità al corpo, ma fino ad allora resto immobile, sveglia ma con gli occhi chiusi.<br />Le palpebre abbassate mi difendono dall'esterno, ma non c'è niente che mi possa difendere da quel che ho dentro.<br />Lo sento ancora scivolare fuori e seccarsi tra le mie cosce chiuse.<br />I polsi cominciano a bruciare nei punti in cui una mano li stringeva entrambi, bloccandomeli.<br />Stringo gli occhi, e riesco a ricacciare indietro tutto, almeno per un po'.<br />È solo un rinvio, prima o poi mi toccherà farci i conti, ma sapere che non dev'essere ora mi rincuora.<br />Cerco di pensare a qualcosa di bello, ma la mia mente non risponde.<br />Provo a concentrarmi sulla musica, ma la mia mente ritorna sempre lì.<br />Alle mattonelle fredde contro cui sono spinta.<br />Alle braccia sollevate sopra la testa mentre i pantaloni scivolano nel verso opposto.<br />Oltre la musica mi sembra di sentire ancora i grugniti della persona che mi stava facendo questo.<br />L'odio tenta di assalirmi, ma riesco a reprimerlo, almeno per un po'.<br />Se ne torna indietro, ad avvelenarmi il sangue, ma così riesco a rimandare il momento della piena consapevolezza.<br />Mi mordo le labbra, ma il sapore che vi sento mi fa smettere all'istante.<br />La sensibilità al corpo sta tornando, ed ora a farmi male è la schiena, come se fosse stata presa a calci.<br />"Figlio di puttana" penso.<br />Non gli è bastato farmi quello ha fatto.<br />Ha voluto pure picchiarmi dopo.<br />L'odio torna all'attacco, ma stavolta non riesco a mandarlo giù.<br />Le dita cominciano a muoversi di nuovo, e così pure la gambe.<br />Sento il lato della faccia appoggiato a terra umido e appiccicoso.<br />Apro gli occhi, e realizzo che per tutto questo tempo sono stata sdraiata davanti alla porta dei bagni.<br />Per entrarvi per forza di cose mi si doveva scavalcare con un passo, quindi è impossibile che nessuno mi abbia vista.<br />Mi hanno semplicemente ignorata.<br />"L'ennesima tossica collassata" avranno pensato, e da un certo punto di vista era proprio così.<br />Non so di cosa fossi fatta, ma qualunque cosa fosse non l'ho presa di mia volontà.<br />Mi alzo sulle ginocchia e una fitta mi trapassa la colonna vertebrale in un punto centrale della schiena.<br />"Pagherai anche questa bastardo. Le pagherai tutte." mormoro a denti stretti sollevandomi completamente da terra.<br />Con una mano mi levo i capelli dal lato del viso su cui si erano incollati, sporchi di qualsiasi genere di schifezza.<br />Sono ancora un po' stordita.<br />Mi gira la testa, ma riesco comunque a camminare.<br />Non so dove andare.<br />Vorrei cercare Sonia, ma ho paura che sia toccata pure a lei la mia stessa sorte.<br />Del resto il tizio che mi ha lasciata qui per terra me lo ha presentato lei.<br />Uno sconosciuto.<br />L'amico di un amico di un'amica.<br />Mi offre da bere e poi questo.<br />Come la più classica delle storie da telegiornale.<br />Troppo banale perché possa accadere sul serio.<br />Perché possa accadere a te.<br />Eppure quando te ne accorgi è tardi.<br />Avanzo mettendo un piede davanti all'altro, tenendomi con una mano al muro.<br />Cerco di stare dritta, ma non riesco a fare a meno di tenere la schiena un po' piegata in avanti.<br />Vago senza meta per un lasso di tempo che non saprei definire prima di vederlo.<br />È lui.<br />È ancora qui.<br />E vicino a lui ci sono Sonia e l'altro suo amico.<br />Chiacchierano tranquilli, sorridendosi.<br />Sento un tonfo al cuore vedendo la mia amica con loro.<br />Per un secondo penso che sapesse tutto fin da subito e che si fossero messi d'accordo, ma poi ricordo che in principio era proprio lei quella titubante quando ci hanno invitate a ballare.<br />Sono stata io a spingerla tra le braccia del suo amico.<br />Poi ci hanno separate, e ci ritroviamo solo ora.<br />Resto ferma a distanza di sicurezza con le gambe che tremano.<br />Non so cosa fare.<br />Rivedere la faccia di quell'uomo mi ha sconvolta.<br />Vorrei solo piangere e sparire, ma invece raddrizzo la schiena ignorando il dolore.<br />Vorrei solo non essermi più svegliata, ma invece vado loro incontro col passo più sicuro e naturale di cui sono capace.<br />Vedendomi arrivare Sonia dapprima mi sorride, ma poi cambia faccia.<br />"Lara, va tutto bene?" mi chiede preoccupata.<br />"Certo, tranquilla" le rispondo.<br />"Ma è successo qualcosa? Pietro ha detto che eri con lui e che a un certo punto sei sparita"<br />Pietro.<br />I nostri sguardi si incrociano e si fermano uno nell'altro.<br />Dai miei occhi sento scaturire tutto il rancore che provo, mentre nei suoi non c'è nulla.<br />Non vergogna.<br />Non paura.<br />Nulla.<br />Come se non fosse successo niente.<br />Mi guarda, e mi sorride pure.<br />"Sì" dico tornando a guardare Sonia.<br />"Avevo bisogno di farmi un giro e prendere un po' d'aria"<br />"Ci hai fatti preoccupare" dice la voce dell'uomo che non riesco più a guardare.<br />"Sì, infatti!" concorda la mia amica.<br />"Ora resta qui con noi dai. Andiamo a ballare"<br />"Solo un secondo. Prima c'è una cosa che devo fare, poi torno" le dico sottovoce, in modo che sia soltanto lei a sentirmi.<br />"Sei sicura?"<br />"Sì"<br />"Okay, allora ti aspettiamo qui".<br />Faccio per allontanarmi, ma poi la sento chiamarmi.<br />"Ah, Lara!"<br />Mi volto per vedere cosa voglia e le vedo mimare con le labbra la parola "Grazie", mentre si stringe al braccio del ragazzo che era sparito con lei.<br />"Di nulla" le dico, e torno ad incamminarmi nella direzione da cui ero venuta, sentendomi piantato nella schiena lo sguardo del porco che, sono certa, sta ancora sorridendo.<br /><br /><br />Per i minuti che seguono cammino in preda ad una muta disperazione.<br />Non ho avuto la forza di dire che cos'è successo, e da sola non ho la forza di vendicarmi.<br />Però le voci girano, e girando mi arriva all'orecchio la notizia che all'interno della fabbrica ci sono delle persone che offrono il proprio aiuto in cambio di soldi.<br />"I mercenari" si fanno chiamare, e li si riconosce perché tutti portano la manica sinistra della maglietta arrotolata fino alla spalla.<br />Questa potrebbe essere la soluzione ad una parte dei miei problemi.<br />Guardandomi attorno vedo un gruppetto di questi uomini fermo vicino ai bagni, in attesa che qualcuno offra loro un lavoro.<br />Mi avvicino ad uno di questi e gli chiedo quanto vogliano per picchiare a sangue un uomo.<br />"100€ a persona" mi risponde.<br />Ci penso un po' su.<br />Per quello che voglio io me ne servirebbero almeno tre.<br />"Accettate anche soldi non segnati?"<br />L'uomo scuote la testa.<br />"Va bene. Torno appena racimolo quanto mi serve. Ho da farvi una richiesta però" dico.<br />"Cosa?" chiede l'uomo.<br />"Almeno uno dei tre che assumerò deve essere frocio"<br /><br /><br />Per raccogliere i soldi che mi servono sono costretta a subire ciò che ho già subito.<br />Sono costretta ad ingoiare dei bocconi amari da 10 calorie l'uno.<br />10 calorie.<br />Come una caramella.<br />Cambiano solo il sapore e la consistenza.<br />Tutto quello che mi sta accadendo ora non fa altro che aumentare la portata della vendetta che consumerò.<br />Ogni cazzo preso in bocca è come se fosse il suo.<br />Ogni caramella mandata giù è come se fosse stato lui a darmela.<br />Cinque volte si ripete il procedimento.<br />Cinque volte più grande sarà la mia vendetta.<br />Appena raggiunta quota 300€ torno dal ragazzo con cui ho parlato prima.<br />È passata quasi un'ora, ma non sembra essersi mai mosso da qui.<br />"Ho i soldi" gli dico.<br />"Bene. Io ho trovato chi fa al caso tuo" risponde.<br />Con un cenno fa avvicinare altri due tizi con la manica arrotolata.<br />Uno dei due è grande quasi due metri, ed in cuor mio spero che sia lui il gay dei tre.<br />Ci scambiamo una stretta di mano con la quale gli faccio scivolare nel palmo le banconote.<br />Lui le controlla rapidamente e poi annuisce.<br />"Indicacelo e ci pensiamo noi"<br />In silenzio ci incamminiamo e li guido nel punto in cui prima avevo lasciato Sonia e gli altri due.<br />Come era prevedibile nel frattempo si sono spostati, ma non di molto, così riesco a ritrovarli facilmente.<br />"È lui. Quello con la giacca blu" dico al più alto dei tre mercenari.<br />Senza aspettare altro parte seguito dagli altri due, e senza troppi complimenti prelevano Pietro.<br />Io li seguo tenendomi un po' distante, così da non farmi vedere da Sonia, fino a quando non si fermano dentro ad un bagno.<br />Il capo dei tre sbarra la porta, isolandoci dal resto della festa.<br />Ora siamo solo noi.<br />Pietro cerca di liberarsi, urlando che ci dev'essere un errore.<br />Non si è ancora accorto di me.<br />Il suo ultimo urlo viene strozzato da un colpo sordo assestatogli nello stomaco.<br />Dopo questo tutto d'un tratto diventa docile, tanto da inginocchiarsi a terra e smettere di dimenarsi.<br />Quando finalmente alza gli occhi e mi vede sembra capire.<br />Fa un mezzo sorriso, ma prima di riuscire a dire mezza parola la punta della mia scarpa gli spacca entrambe le labbra contro i denti.<br />Cade qualche goccia di sangue sul pavimento, ma il suo sorriso è ancora lì.<br />"La gatta sa pure graffiare allora" dice mentre la sua bocca comincia a gonfiarsi visibilmente.<br />Io lo ignoro.<br />Guardo l'unico dei tre uomini con le mani libere e gli faccio cenno che può procedere.<br />"Tenetegli la testa alta e gli occhi aperti. Voglio che per tutto il tempo che durerà sia costretto a vedere me" dico mentre gli infilano un calzino in bocca per attutire i lamenti.<br />Poi cominciano le botte.<br />Calci nei fianchi.<br />Pugni in faccia.<br />Pietro subisce, e dal calzino non esce nemmeno un lamento.<br />Ha gli occhi fissi nei miei, inespressivi.<br />Nemmeno quando gli calano i pantaloni tradiscono un'emozione.<br />Nemmeno quando il suo culo viene violato per la prima volta accenna a chiuderli.<br />Ci guardiamo come vittima e carnefice, senza però sapere chi sia l'uno e chi l'altro.<br />Il suo sguardo non cede, ed io sento che le cose non stanno andando come avrei voluto.<br />Un senso di insoddisfazione mi assale.<br />Quegli occhi mi stanno parlando, e mi dicono che non c'è vendetta che possa soddisfarmi.<br />Per quanto si possa picchiarlo e violentarlo non sarà mai la stessa cosa, perché la sua era comunque già una mente perversa.<br />La mia no.<br />La mia non lo era.<br />Però lo è ora.<br />Quando lo capisco ci stiamo ancora guardando, e lui vedendo il mio cambio di espressione comincia a ridere attraverso il calzino, sbavando sangue e saliva.<br />Comunque vada sono io la vittima, e lui lo sa.<br />Comunque vada è lui il carnefice, e sa anche questo.<br />Comunque vada, chiunque sia dei due quello che subisce, io ho perso, e lui ha vinto.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />Il mercenario<br /><br /><br /><br />La sfida è cominciata da diversi minuti, eppure la corsa alle iscrizioni non è ancora finita.<br />Persino io che non ho mai partecipato ad un concorso questa volta ho deciso di aderire.<br />Questo non vuol dire che mi impegnerò per vincere, e nemmeno che ci proverò.<br />Per me sono solo soldi gratis, niente più.<br />Da un lato del capannone osservo la gente in delirio.<br />Il dj ha diffuso una febbre euforica con questa sua idea, ma davvero non capisco come.<br />Morire per una maschera.<br />Persino io che di motivi per vivere non ne ho molti non ho preso nemmeno in considerazione l'idea di ammazzarmi.<br />Un conto è non avere motivi per vivere, un altro è averne per morire.<br />Il suicidio è una cosa seria.<br />Va fatto con criterio, no?<br />Eppure questo la gente sembra non capirlo.<br />Una coppia di ragazzi mi sfreccia accanto, quasi sfiorandomi.<br />"C'è mancato poco" penso tirando un sospiro di sollievo.<br />Decido di spostarmi un po' più a lato prima che qualcuno mi tocchi.<br />L'idea del contatto fisico mi terrorizza.<br />Antrofobia mi hanno detto che si chiama.<br />Certo questo non è il posto ideale per chi ha questo tipo di problema, ma a casa da solo proprio non riuscivo a starci.<br />Ecofobia si chiama, ed è il motivo per cui non me ne sono mai andato a vivere da solo fino a quando i miei non sono morti.<br />A riguardo alcuni ti diranno che avere un gatto ti aiuta ad uscirne, ma sono solo cazzate.<br />Avere così tante fobie mi crea davvero tanti problemi.<br />Non so se esista la fobia delle proprie fobie, però sono certo di soffrirne almeno un po'.<br />Di nuovo delle persone mi passano accanto, facendomi trasalire.<br />Corrono tutti, come se correndo riuscissero a pensare più velocemente.<br />Nei lampi di luci lanciati dai fari riesco a distinguere ben poco delle loro facce.<br />Due buchi neri dove stanno le orbite.<br />L'ombra di un naso.<br />Uno squarcio pieno di denti.<br />La gente sembra impazzita, e con la ragione ha perso anche il proprio aspetto umano.<br />Gli unici che mantengono un po' di umanità sono i mercenari.<br />Loro se ne approfittano.<br />In questa situazione ci sguazzano.<br />Certe persone li pagano per arrampicarsi fino a dove c'è il dj e rubargli la maschera.<br />Altri invece li pagano per impedire che qualcuno ci arrivi prima di loro.<br />I mercenari sono divisi in due eserciti: uno di attacco e uno di difesa.<br />E allora ecco che ovunque si vedono torri umane elevarsi al cielo nel tentativo di arrivare alla postazione del dj, e per ogni torre che si alza arriva un'onda di persone sotto che cerca di buttarla giù.<br />Una volta caduta una torre se ne forma un'altra, e qualcun altro butterà giù pure quella.<br />E avanti così.<br />È un ciclo continuo.<br />Un alternarsi di fare e disfare senza fine, perché nessuno dei mercenari ha interesse nell'arrivare alla fine.<br />Il gioco deve continuare, perché se qualcuno vince loro perdono tutti.<br />Così si spiega come mai le torri non arrivino mai fino in cima, nemmeno quando sotto non c'è nessuno ad impedirglielo.<br />È tutta una farsa.<br />Tutta una finzione.<br />In questa grande recita nessuno si fa male, perché anche cadendo da diversi metri d'altezza sai che sotto c'è qualcuno che ti vuole vivo perché non ti vuole morto.<br />È guardando una torre cadere sento qualcosa montarmi dentro.<br />Cresce, come il ritmo della musica.<br />Sempre di più.<br />Ad ogni colpo dei bassi sento come se il cervello si stesse allontanando dal resto del corpo un passo alla volta.<br />All'improvviso ho voglia di essere in cima a tutte quelle persone.<br />Proprio io, che da sempre soffro di vertigini.<br />All'improvviso ho voglia di fare a botte.<br />Proprio io, che non ho mai preso parte a una rissa.<br />Adesso di tutto questo non me ne frega niente.<br />A fanculo le vertigini.<br />A fanculo la paura di un naso rotto, e a fanculo tutte le mie cazzo di fobie.<br />Ora mi sento come se potessi fare qualsiasi cosa, ed è fantastico.<br />Senza accorgermene mi arrotolo la manica sinistra fino alla spalla, e raggiungo un punto della fabbrica in cui ci sono altri individui che attendono, pure loro con la manica avvolta.<br />Passano meno di cinque minuti prima che qualcuno mi venga a parlare.<br />È un ragazzo giovane, con una "s" sibilante causata dal fatto che la metà inferiore della sua faccia non combacia con quella superiore.<br />"Mi servono tre persone" mi dice.<br />"Dovete sistemare un uomo"<br />Annuisco, e da un punto che sta poco dietro ai miei occhi ascolto la mia voce dire "Okay".<br />Il tizio fa cenno ad altri due di seguirlo, e ci incamminiamo mentre ci spiega com'è fatto questo individuo.<br />"Si fa chiamare il Cacciatore. È alto e abbastanza grosso. Ha un cappotto lungo, ma lo si riconosce perché probabilmente è il più vecchio tra quelli alla festa."<br />Mentre ci parla la sua espressione cambia.<br />La voce cala di tono, fino a sparire.<br />"Eccolo" fa indicando un uomo che sta puntando verso i bagni.<br />Vedendolo acceleriamo il passo, e vi entriamo prima di lui, scavalcando una ragazza svenuta a terra.<br />Ci rinchiudiamo dentro una toilette, sentendo i suoi passi seguirci e fermarsi davanti ai lavandini.<br />Uno dei rubinetti si apre.<br />Io e gli altri mercenari ci guardiamo.<br />Uno mi porge una siringa, ed io che ho da sempre paura degli aghi la prendo senza fare una piega.<br />Poi lo stesso tipo apre la porta e comincia a chiamare il cacciatore.<br />"Psssst"<br />Silenzio.<br />"Vieni qui" gli fa sottovoce.<br />"Se ti do 50€ tu mi puoi proteggere mentre cerco di impiccarmi con la cintura?"<br />Da fuori si sente una voce profonda accettare, ed i passi si avvicinano.<br />La porta si apre di quel tanto che basta per farlo entrare, e poi subito si richiude.<br />"Sì, è lui"<br />Appena ricevo la conferma dal ragazzo pianto la siringa appena sotto l'orecchio del Cacciatore, e questo in un attimo è steso a terra.<br />"Portiamolo via" dico.<br />Mi avvicino al corpo svenuto dell'uomo e lo giro per sollevarlo.<br />Appena il suo viso incontra il mio i nostri sguardi si incrociano.<br />Sento il sangue defluirmi dalla faccia.<br />È un uomo normale, ma guardandolo negli occhi diventa grande tre metri.<br />Non riesco a muovere un muscolo mentre le sue mani enormi si chiudono attorno alla mia gola.<br />Provo a respirare, ma ogni via è chiusa.<br />Anche l'aria che avevo nei polmoni sembra esser scomparsa.<br />Ci vogliono due persone per staccarmelo di dosso, ed altre due punture per sedarlo completamente.<br />"Pezzo di stronzo" biascico con la voce strozzata mentre mi massaggio il collo.<br />Quando finalmente siamo sicuri che sia privo di sensi lo solleviamo e lo trasportiamo in una stanza poco distante dai bagni.<br />"Che ne facciamo ora?" chiede il tizio della siringa lasciandogli cadere a terra la testa senza troppi complimenti.<br />"Non possiamo ammazzarlo" gli risponde il ragazzo sibilante.<br />"Direi di chiuderlo qui dentro e lasciarlo trovare alla polizia. Magari mettiamogli qualcosa nelle tasche, tanto per metterlo un po' più nella merda. Qualcuno di voi ha qualcosa?" chiede il mercenario che fino ad ora era stato in silenzio.<br />"Io ho dell'eroina" fa il nostro cliente "Però prima lasciatelo un po' a me".<br />Io e gli altri due teniamo chiusa la porta mentre il ragazzo si sfoga contro il corpo esanime del Cacciatore.<br />Lo riempie di calci in ogni punto del corpo, ma si vede che nel farlo non è del tutto a suo agio.<br />È come se si stesse trattenendo.<br />Come se avesse paura che colpendolo troppo forte quello possa risvegliarsi.<br />Dopo un calcio nelle costole dal corpo steso a terra si sente arrivare un borbottio.<br />A quel suono trasaliamo tutti, io compreso.<br />Probabilmente era solo un po' d'aria che veniva spinta fuori dal colpo ricevuto, ma siamo tutti d'accordo nel decidere di andarcene e lasciarlo lì com'è.<br />Una volta fuori sbarriamo la porta, e presi i nostri soldi ci disperdiamo.<br />Guardo la folla illuminata a intermittenza.<br />Il respiro mi si fa più rapido.<br />Di nuovo sento la musica vibrare sottopelle.<br />Di nuovo sento quella sensazione di invincibilità.<br />Poco distante da me una torre si sta alzando, ed io mi ci lancio contro.</p><p style="text-align:center"><a href="http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-11831"><b>Vota e commenta</b></a></p>]]></description><link>http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-11831</link><guid isPermaLink="true">http://www.poesieracconti.it/racconti/opera-11831</guid><category>racconto</category><pubDate>dom, 22 apr 2012 20:07:54 +0100</pubDate></item>
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