Aldo Busi: Io non so che cosa sia il vizio, ma so cosa sono gli altri: viziosi sempre. Non
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Io non so che cosa sia il vizio, ma so cosa sono gli altri: viziosi sempre. Non possono non esserlo, sono statti tirati su a suon di peccato e di ostie e di confessioni e di pentimenti e di ricadute in una cosa che non c'è, il vizio è la normalità del loro eros, il vizio da corpo all'inesistente anima dei loro corpi dislocati in un purgatorio psichico chiamato morale sessuale, un cortocircuito fra spettri atterriti tutti uguali, noiosi, ripetititivi e martoriati, e tutti che vagolano in un qualche buio a infrangere, senza mai riuscirci come vorrebbero, quanto predicavano alla luce del sole a salvezza dell'anima, civile e immortale; il Vizio è il sacrosanto giro dell'oca fra sessualità distorte, malate mummificate, bloccate, è una immensa stronzata millenaristica che in Italia frutta alla Chiesa miliardi di miliardio nell'arte, funeraria, di dire messa ai tuttora non defunti e incenso, che monda, e droga e prostituzione e pornografiae sfruttamento dei minori e mafia e cipria e deodoranti e moda e autostrade e banche e proprietà immobiliari e soldi pubblici per le loro scuole private (di ogni senso laico dello stato). Il Vizio è per loro l'eros, eros che senza vizio non conoscono, non possono conoscere mai, e io che ne ho un'idea, la volontà di avere un'idea dell'eros indipendente dal vizio che lo ammorba, poichè sono da solo, non lo vivrò, sicché non avrò vissuto né eros né vizio - né idea.

 


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